Scritto Marted́ 03 marzo 2020 alle 11:11

Coronavirus: niente sciacallaggio sulle mascherine, chieste anche per arginare un'epidemia che è anche 'psicologica'

Andrea Braguti
“Meglio è impossibile Dario…”: così ho risposto domenica mattina al mio Collega di Senna Lodigiana, un paese sul confine della zona rossa che mi ringraziava per la vicinanza e banalizzava il loro stare in trincea durante questa ultima settimana di fuoco, dicendomi che anche noi avremmo fatto lo stesso e forse meglio. Questo è il primo dato che vorrei affrontare: un conto è pontificare dal proprio cellulare cosa sarebbe meglio fare o non fare, un conto è essere sul campo, come lo sono in questo momento tutti i farmacisti lombardi, gli amici del lodigiano ovviamente con qualche problema in più.
L’inizio della scorsa settimana è stato veramente duro: lo scorso weekend ed anche lunedì siamo stati presi d’assalto dalla popolazione presa dal panico generale per l’approvvigionamento di mascherine e gel disinfettanti, ormai esauriti. Non voglio tornare sul problema mascherine, ma segnalare semplicemente che i pochi fornitori che ancora prevedono consegne a breve, ce le stanno proponendo a prezzi molto aumentati, per cui è molto probabile che quando le ritroverete in farmacia saranno probabilmente ad un prezzo diverso rispetto a quello che avete conosciuto finora.
Conosco personalmente quasi tutti i Colleghi della provincia e mi sento di garantire per la loro correttezza, ma qualora dovessero essere segnalati episodi di sciacallaggio, come dichiarato pubblicamente dal Presidente nazionale di Federfarma, lo stesso sindacato si costituirà parte civile. Tutti speriamo che sia le mascherine che i gel possano di nuovo essere disponibili a breve, anche perché, durante quest’ultima settimana, sono state le richieste più frequenti che abbiamo ricevuto dai nostri clienti/pazienti. Mentre sull’utilità dell’igiene personale sembra siamo tutti d’accordo, sull’utilizzo delle mascherine a scopo preventivo ci sono le linee guida del Ministero della Salute, che però vengono smentite dai comportamenti generali. Ora su questo argomento mi permetto di ricordare l’intervista apparsa proprio su La Provincia dell’imprenditore Fontana che, per tutelare la tranquillità psicologica dei propri dipendenti, ne ha autorizzato l’utilizzo. Oggi infatti l’emergenza è anche di tipo psicologico, perché l’angoscia provocata dal nemico sconosciuto che può essere qualunque essere umano che ci capiti di incontrare, ci impedisce di ragionare con razionalità. Anch’io ed i miei Colleghi ci siamo trovati in questa difficile situazione: continuare a prestare la nostra opera, essenziale in un momento come questo, e proteggere noi ed i nostri Collaboratori da un possibile contagio. Abbiamo richiesto a Regione mascherine e comunicato all’Assessore Gallera che coloro che avessero voluto farlo le avrebbero indossate. Nel contempo abbiamo preparato cartelli che pregano il pubblico di rispettare ulteriormente le distanze di sicurezza all’interno della farmacia, perché un eventuale coinvolgimento dei nostri presidi porterebbe a conseguenze nefaste per tutta la collettività. Pensate che in zona rossa molte farmacie hanno collaboratori che vengono dai dintorni, ma situati in zona gialla e stanno operando con personale ridotto, in alcuni casi è rimasto solo il titolare. Ogni farmacia ha scelto perciò autonomamente ed in assenza di obblighi normativi come gestire l’emergenza, ma, con le mascherine o senza, tutte le cento farmacie della provincia stanno lavorando, a battenti aperti, con l’impegno di sempre, cercando di contenere i disagi provocati dal mercato, offrendo una rete di professionisti della salute che continuano, pur nelle difficoltà causate dall’emergenza, ad essere un importante punto di riferimento per la salute di tutti.
Andrea Braguti - Federfarma Lecco
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