Scritto Domenica 22 marzo 2020 alle 16:30

Sonia e gli esami universitari dati in via telematica. Il suo racconto

La ventiquattrenne Sonia Quaglia vive ad Usmate Velate, nella vicina provincia di Monza e Brianza. Ha conseguito il diploma di maturità al liceo delle scienze umane presso il Greppi di Monticello e si è laureata in educazione professionale, corso triennale proposto dall’Università degli Studi di Milano.
Ad ottobre dell’anno scorso ha deciso di intraprendere il corso magistrale in scienze pedagogiche all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Oltre a dedicarsi allo studio, Sonia lavora come educatrice professionale dal dicembre 2018 alla Lega del Filo d’Oro di Lesmo, una struttura residenziale per adulti sordo-ciechi. In una breve intervista, ci ha raccontato l’esperienza del primo esame sostenuto per via telematica.
“Nella sessione invernale dovevo sostenere due esami, previsti per il 25 e il 26 febbraio. Mi ero organizzata lo studio in modo da svolgere tutti gli esami del primo semestre nella sessione invernale e lasciarne solo tre in quella estiva. Quando sabato 22 febbraio è arrivata la notizia che la mia università, come altre, sarebbe rimasta chiusa, con lezioni ed esami sospesi a causa del Coronavirus, è stato un duro colpo per me perché i miei piani e tutta l'organizzazione che avevo programmato era saltata. Non sapevo quando avrei potuto recuperarli, con il rischio di avere ben cinque esami nella sessione estiva. Questa incertezza iniziale è stata dura da gestire”.

Sonia Quaglia

Quando hai saputo di dover sostenere gli esami in modalità telematica? Come hai appreso la notizia?

“Dopo le prime settimane di grande incertezza e confusione dovute allo scoppio della pandemia, devo riconoscere che l’Università Bicocca è stata molto propositiva e attiva: inizialmente ha iniziato ad erogare le lezioni online e durante i primi giorni di marzo è uscita la notizia che gli esami e le lauree sarebbero avvenuti a distanza.
Dunque, mi aspettavo di ricevere delle comunicazioni più precise per un eventuale recupero dei miei esami.
Per il primo esame ho ricevuto l’avviso lunedì 9 marzo da parte della docente, che ha stilato un elenco di tutti gli studenti e studentesse che dovevano recuperare. Dopo qualche giorno, ci è stato mandato un calendario in cui ad ogni studente era assegnato un giorno, una fascia oraria e il nome dei due docenti che l’avrebbero esaminato”.

Prima del fatidico giorno, hai provato il collegamento sulla piattaforma?


“La piattaforma usata dall’Università Bicocca si chiama “WebEx”. Viene utilizzata dai docenti e dagli studenti non solo per svolgere gli esami in via telematica, ma anche per tutte quelle lezioni che sono tenute in diretta.
Qualche giorno prima dell’esame, ho avuto la possibilità di seguire una lezione su questa piattaforma dove erano collegate ben 70 persone contemporaneamente. Dopo alcune incertezze iniziali legate al suo funzionamento, mi sono subito sentita a mio agio nell’usare questo metodo telematico perché è molto agile e intuitivo. Permette infatti di attivare o meno la telecamera e il microfono in base al proprio turno di parola.
Per quanto riguarda l’esame nello specifico, è stata data la possibilità di assistere come uditori agli esami degli altri compagni. Così il giorno precedente al mio esame, mi sono collegata a WebEx per assistere ad un paio di esami. In questo modo ho potuto ascoltare le domande della docente e le risposte degli studenti”.

Come si è svolto il primo esame?


“Il primo esame di ‘Consulenza Familiare’ è andato bene: mercoledì 18 mi sono collegata alla piattaforma con qualche minuto d’anticipo rispetto all’orario previsto. Una delle mie paure era l’eventualità di riscontrare errori tecnici, in quanto il giorno precedente WebEx ha smesso completamente di funzionare e alcune mie compagne sono dovute così slittare a qualche giorno dopo.
Per fortuna, durante il mio esame non ci sono stati problemi: ero la quarta in ordine di interrogazione e ho avuto il tempo di ascoltare gli esami precedenti. Arrivato il mio turno, si è trattata di una naturale chiacchierata con la docente e una sua assistente. C’è da dire che l’esame non ha portato via troppo tempo e non sono state necessarie troppe domande in quanto il voto si basava soprattutto su un elaborato svolto tempo fa.
Dunque, l’esame è consistito in una restituzione del mio elaborato e in una discussione sui concetti chiave del corso.
Nonostante l’ansia iniziale, mi sono sciolta e ho vissuto con positività l’intera situazione ‘virtuale’ e sono stata davvero contenuta di essermi tolta questo pensiero”.

Ritieni che la modalità telematica sia adeguata al sostenimento dell’esame?

“A mio parere, l’esame in modalità telematica è davvero utile in un periodo così d’emergenza proprio perché evita un sovraccarico futuro degli appelli, della disponibilità dei docenti e serve a snellire degli esami già programmati e che non si sono potuti svolgere.
Rimane il fatto che in questo tipo di esame manca quella componente di dialogo in presenza, di comunicazione verbale e non verbale direttamente col docente che comunque è l’essenza del rapporto didattico. Ci sarà sempre un po' di freddezza legata a questa modalità, però ritengo che sia davvero utile usufruire di questa opportunità.
Altra pecca di questo sistema è data dal poco preavviso che si crea attorno a questi eventi: ho un esame programmato per la settimana prossima di ‘Teorie e Pratiche della Narrazione’. Il problema è che ancora non mi è stata comunicata la data precisa. In questi giorni la docente ci comunicherà il giorno. Spero che lo faccia il prima possibile anche per organizzarmi con i turni di lavoro. Io continuo a studiare, pronta per questa nuova ‘sfida’ telematica”.
S.B.
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