Scritto Domenica 12 aprile 2020 alle 08:54

Lomaniga: la scuola dell'infanzia prosegue l'attività ''a distanza''. E per Pasqua lavoretti sulla croce

Nonostante le difficoltà sorte a causa del Coronavirus, c'è chi trova il modo di sorridere e aiutare coloro che si sentono più soli. È il caso della Scuola dell'infanzia e della sezione Primavera Don G. Ferri di Lomaniga di Missaglia, all'interno della quale si è creato un rapporto tanto speciale quanto stretto tra bambini, genitori e insegnanti, che ha permesso di costruire, durante la quarantena, un reciproco scambio di video, foto e materiale multimediale al fine di intrattenere ed educare al tempo stesso, i piccoli alunni della scuola costretti a casa.

La scuola dell'infanzia di Lomaniga

"Sta succedendo qualcosa di molto bello nella nostra scuola. Siamo infatti riusciti a mantenerci in contatto con entrambe le sezioni dell'infanzia e con la Primavera, attraverso dei video giornalieri che abbiamo inviato noi insegnanti alle famiglie tramite il canale WhatsApp. Straoridinaria è stata la risposta delle famiglie. Noi insegnanti abbiamo lanciato vari input, alcuni che spiegavano ai bambini quello che stava succedendo, altri volti a raccontare favole o a proporre attività tra le più svariate. Le risposte delle famiglie sono state fantastiche perchè alle sollecitazioni mandate dalle insegnanti e grazie ai genitori che sono intervenuti come "mediatori", i bambini hanno risposto in maniera eccezionale. I video di risposta che sono arrivati alle maestre sono stati tra i più vari: percorsi per i salotti e corridoi con carta, scotch ecc. ma soprattutto i bimbi hanno iniziato a fare dei video tutorial per i loro coetanei, spiegando ai loro amici come costruire questo o quello, come fare le magie, come colorare e molto altro" ci ha spiegato Emanuela Gervasio, coordinatrice pedagogica della scuola. "Noi abbiamo sempre lavorato sul protagonismo dei nostri bambini a scuola, e direi che questa esperienza ci sta aiutando a dimostrare che i nostri bambini sono più che capaci di essere protagonisti, anche se così piccoli e nonostante una situazione del tutto nuova".

Oltre a questo si aggiunge il progetto intergenerazionale dei nonni "Qua la mano" proposto dalla scuola dell'infanzia di Lomaniga e finalizzato a dare supporto agli anziani della comunità. Un pensiero particolare va infatti alle nonne, le quali costituiscono quasi "un'altra classe"; queste ultime si sono date da fare, realizzando video per i bambini, raccontando favole dedicate ai più piccoli e svolgendo anche attività manuali che le mantengono unite compatte e motivate durante questo periodo in cui molte di loro si trovano in casa da sole. Ora si stanno occupando della creazione di alcuni quadrati di maglia, in modo che quando si tornerà a scuola si potranno preparare degli scaldacollo o qualche oggetto di uso comune.
"È un modo per noi e per i bambini di vivere la scuola senza vedersi" ha continuato Emanuela Gervasio, spiegando nei dettagli il progetto educativo ''a distanza''
Il rapporto ha avuto inizio il 4 marzo scorso e continua tutt'oggi praticamente ogni giorno, con protagoniste le cinque insegnanti della scuola: Francesca, Wilma, Sara, Aloha, Alessia e la stessa Emanuela. L'obiettivo è far sentire i bambini - dai 2 ai 6 anni di età - al centro del progetto, nonostante non siano fisicamente a scuola.

Una cinquantina di bambini con le loro famiglie hanno preso parte a questa iniziativa e da circa un paio di settimane le insegnanti hanno iniziato ad inviare materiale strettamente didattico, con schede da fare con i genitori. Tutto è calibrato a misura di bimbo e ai genitori è stato detto che avrebbero imparato a diventare un po' maestre. La solidarietà tra famiglie è stata davvero eccezionale; alcune infatti si sono offerte di fare delle donazioni non dovute alla scuola che è considerata come una famiglia ''e in famiglia ci si aiuta quando si è in difficoltà''.
Anche fra i genitori c'è particolare soddisfazione rispetto al progetto video messo a punto dalle insegnanti. "Ciò che apprezziamo noi mamme della scuola di Lomaniga è il fatto che non ci vengono date delle schede prestabilite e limitanti da compilare, bensì c'è proprio questo scambio di volti. Le maestre ci mettono la faccia, raccontando storie, cantando delle canzoni e questo ai bambini piace tantissimo, è proprio ossigeno per loro".
Quello che ha colpito in modo particolare sia i genitori che le maestre è stato il fatto che la voglia di rispondere con altrettanti video è arrivata tutta dai bambini, in maniera spontanea. "In questo momento in cui ci si poteva perdere, ci si trova ancora più uniti, ed è proprio la prerogativa della nostra scuola di Lomaniga. Nonostante le dimensioni della struttura, il clima è molto famigliare. E proprio in questo contesto di paura, di precarietà e angoscia siamo riusciti a creare una rete molto forte" il parere di mamma Roberta.

Incredibile anche lo sforzo creativo e di ricerca di alcune mamme, che hanno contribuito a creare questo clima positivo. Per Pasqua i bimbi hanno avuto indicazioni precise dalle maestre; in particolare è stata posta attenzione al simbolo della croce. I bambini hanno quindi preparato dei lavoretti ad hoc sul tema. "Ci fa piacere vedere come la scuola di Lomaniga non punti solo alla realizzazione del semplice lavoretto, ma anche alla comprensione del significato che si cela dietro le cose. Infatti come altra indicazione che abbiamo ricevuto è stata quella di prendere una bottiglia di acqua, che costituisce il nostro bene essenziale, e di incollare sopra dei disegni delle persone che in questo momento ci stanno aiutando: medici, infermieri, volontari e insegnanti. A Pasqua verranno poi portati a tavola".

Nessuno ha nascosto ai bambini che questo è un momento molto delicato, ma è stato anche detto che per ora siamo al sicuro e che seguendo le regole tutto passerà al più presto.

Marina Temperato
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