Scritto Giovedý 11 giugno 2020 alle 16:33

Casatenovo, Vismara: depositata la proposta di concordato. Tornata al Riesame l'istanza della Procura per il sequestro di 1milione di €

E' stata presentata nei giorni scorsi - l'8 giugno per la precisione - la proposta concordataria relativa al rilancio del salumificio Vismara di Casatenovo. Dopo l'interesse, poi sfumato, da parte di Amadori, nei giorni scorsi è stato depositato il nuovo piano presso il tribunale di Reggio Emilia che aveva concesso alla proprietà ulteriori sessanta giorni di tempo per formalizzare la proposta, anche se c'è da dire che le tempistiche si sono ulteriormente allungate a causa dell'emergenza Covid che ha di fatto paralizzato l'attività giudiziaria. Al momento si conosce ben poco sui contenuti e proprio per questa ragione i referenti sindacali hanno chiesto un incontro alla proprietà e al commissario giudiziale Franco Cadoppi per meglio comprendere le prospettive del sito produttivo di Cascina Sant'Anna e dunque la sorte dei 170 lavoratori alle dipendenze dell'azienda casatese.
‘'In queste settimane si è fatto nuovamente ricorso alla cassa integrazione, ma le linee di affettatura hanno lavorato bene, un po' meno i reparti dei prodotti da banco'' ci ha detto Massimo Sala di Flai Cgil che sta seguendo sin dall'inizio la vicenda che riguarda il salumificio di Casatenovo e che questa mattina insieme al collega ha definito alcune questioni circa l'imminente periodo di ferie, per evitare di ricorrere nuovamente agli ammortizzatori sociali, sfruttando piuttosto una mobilità interna fra lavoratori.

Il salumificio Vismara di Casatenovo

Tornando alla proposta presentata l'altro ieri, a questo punto i prossimi passaggi riguardano l'eventuale ammissione del piano da parte del tribunale, passaggio al quale seguirà l'omologa dello stesso e infine l'adunanza dei creditori. Non è ancora stata depositata invece, la proposta concordataria su Ferrarini, anche se da quanto è emerso, le due procedure seppur distinte sarebbero collegate dal medesimo partner, il gruppo valtellinese Pini, che da tempo ormai ha manifestato il proprio interesse alle realtà alimentari che fanno riferimento alla famiglia reggiana.
Il concordato in bianco era stato chiesto da Vismara a novembre, dopo il dietro-front di Amadori ''con il fine di disporre del tempo necessario per potere sviluppare un programma di interventi con un nuovo partner industriale in grado di sostenere la prosecuzione dell'attività aziendale e il piano di ristrutturazione dei debiti della società'' come aveva spiegato Sido Bonfatti, ordinario dell'Università di Modena e consulente legale del gruppo alimentare.
Intanto questa mattina in tribunale a Lecco la vicenda che riguarda il sequestro preventivo per equivalente (per una cifra che si aggira intorno al milione di euro) chiesto nei mesi scorsi dal sostituto procuratore Paolo Del Grosso nei confronti dell'amministratore Lucio Ferrarini, si è arricchita di un nuovo capitolo. Il magistrato lecchese aveva presentato ricorso in Cassazione, la quale dopo averlo esaminato lo ha annullato con rinvio, esprimendosi attraverso un principio che ora dovrà essere recepito e valutato dal collegio lecchese, chiamato nuovamente a pronunciarsi sul punto. Presente in Aula in rappresentanza della famiglia Ferrarini, l'avvocato Giulio Garuti del foro di Modena.
Già rigettata in prima battuta dal GIP del tribunale lecchese Paolo Salvatore e "bocciata" anche dal Tribunale del Riesame, l'istanza del magistrato lecchese a carico di Ferrarini - riproposta con ricorso per Cassazione - muove dall'omesso versamento delle ritenute previdenziali dei lavoratori del sito produttivo di Cascina Sant'Anna in riferimento al 2017, con la cifra che avrebbe dovuto essere pagata entro l'anno successivo.
Stamani il collegio composto dal presidente Enrico Manzi con a latere le colleghe Nora Lisa Passoni e Martina Beggio, si è riservato, rimandando di fatto la decisione alle prossime settimane.
Via libera invece, al sequestro da 640mila euro operato dalla Procura di Lecco sui conti corrente della Vismara spa; a confermarlo a inizio anno era stato il Tribunale del Riesame, sposando dunque la linea del sostituto procuratore Paolo Del Grosso, che aveva chiesto e ottenuto dal Gip l'autorizzazione a "congelare" - in vista della confisca - la somma in questione nelle more del decreto penale di condanna emesso in relazione all'omesso versamento delle ritenute previdenziali dei lavoratori del sito produttivo di Cascina Sant'Anna per l'anno 2016.
G.C.
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