Scritto Sabato 20 giugno 2020 alle 18:44

Casatenovo: Villa Facchi tra storia, presente e futuro nella tesi di ingegneria di Cristiane

Cristiane Salau
Un progetto che guarda al futuro, ma che ha grande cura e rispetto per il passato. Questo in sintesi, l'argomento della tesi finale che ha come protagonista Villa Facchi di Casatenovo, al centro dell'approfondimento a cura di Cristiane Salau, studentessa brasiliana laureata in ingegneria civile, venuta in Italia per completare i propri studi frequentando un master in Building and Architectural Engineering presso il Politecnico di Milano, polo di Lecco. La giovane si è lasciata guidare dal proprio relatore di tesi, il professor Edoardo Radaelli, progettista degli interventi di consolidamento e restauro della sala civica e di parte della biblioteca della stuttura di Via Castelbarco, commissionati dall'amministrazione comunale di Casatenovo, che l'ha coinvolta in questa esperienza permettendole di sviluppare ulteriori aspetti che in fase progettuale non erano stati approfonditi.
L'idea è piaciuta subito a Cristiane, che in un'intervista ha dichiarato come il suo interesse per Villa Facchi derivasse soprattutto dal fatto che si tratta di un progetto molto completo, in grado di racchiudere al suo interno l'antico e il nuovo in un'ottica di restauro sì conservativo, ma al tempo stesso con un design innovativo per la struttura.
Una progettazione che quindi avrebbe dovuto rispecchiare essenzialmente i tratti di un'esperienza professionale vera e propria, reale quindi e non di finzione, e così in effetti è stato. Cristiane si è recata più volte a Casatenovo per condurre uno studio sul campo, partendo dall'analisi delle condizioni di conservazione della parte esistente, cioè la biblioteca e la sala civica, e focalizzandosi quindi sulla parte di consolidamento strutturale e di ideazione del nuovo design.

"Abbiamo fatto tanti studi, indagini, rilievi e ispezioni per comprendere il contesto e per testare le performance della costruzione e in un secondo momento abbiamo realizzato le rappresentazioni 2D e 3D per ideare il progetto più dettagliatamente con riferimento all'intervento e alle soluzioni conservative" ci ha spiegato la ragazza. "Si sono sempre cercate vie non invasive di intervento per poter alleggerire la struttura mantenendo il più possibile il senso originario dell'opera. Oltre agli studi ho anche avuto modo di sperimentare la villa, notando in prima persona tutte le possibili esigenze, anche quelle più semplici e basilari. Avevo ad esempio bisogno di mangiare durante una delle mie visite e né nella struttura né nei dintorni si trovava un bar o un ristorante, quindi nel progetto abbiamo deciso che la sala civica, al momento vuota, avrebbe potuto essere riqualificata in uno spazio utile dedicato alla ristorazione".

Nella scelta degli interventi il professor Radaelli ha guidato la laureanda nell'applicazione dei criteri che vanno sempre tenuti in considerazione nella progettazione degli edifici storici, ovvero compatibilità tra l'aspetto storico e la nuova struttura, rispetto per l'edificio antico, e potenziale riversibilità dell'intervento, cioè consentire che si possano applicare successivamente nuove idee al progetto. Per questa ragione è stata scelta la soluzione cosiddetta dell'arco armato, per non interrompere la funzionalità della biblioteca e posizionare tra le volte del piano terra dei cavi in acciaio collegati, per rinforzare la volta stessa senza rimuovere i pavimenti.

Il lavoro è stato interessante perché è riuscito a ricomprendere l'ampio contesto di Casatenovo mettendo in luce ciò di cui c'è bisogno a livello di spazi con specifiche funzionalità; un aspetto più che mai attuale in tempi in cui lo smart-working è diventato ormai un concetto quotidiano e diffuso. Cristiane ha in effetti evidenziato la necessità di avere spazi anche per le attività extrascolastiche degli studenti, in cui essi possano studiare o lavorare in gruppo, conversando senza dover rispettare il silenzio imposto dall'ambiente tipico della biblioteca.

Ad essere messa in luce è poi stata anche l'esigenza di ampliare le sezioni dedicate ai bambini, creando luoghi studiati ad hoc per la loro età. La studentessa ha condotto anche ampie ricerche per quanto riguarda l'aspetto meno noto del giardino e del parco di Villa Facchi, studiando un nuovo riutilizzo di questo spazio ancora poco valorizzato. L'idea, in questo caso, è quella di inserire nuovi volumi dal design innovativo che sappiano soddisfare le esigenze della popolazione locale, quindi con un ruolo più rilevante di quello attuale, e che mantengano allo stesso tempo l'originario senso estetico. "Il progetto è importante quindi in una prospettiva duplice, professionale e amministrativa" ha commentato il professore Radaelli, presente durante l'intervista, proprio per sottolineare che l'importanza deriva dal fatto che esso mira a soddisfare le attuali esigenze, ma si configura anche come un progetto flessibile in grado di sopperire anche le necessità future.

Non è un caso infatti che i nuovi volumi siano stati progettati per poggiare su fondazioni potenzialmente rimovibili. Il rispetto per il monumento resta quindi al centro della tesi, ma esso viene coniugato con i potenziali risultati di un restauro efficiente, compatibile e che strizza sicuramente l'occhio alle necessità e alle idee future.
M.B.
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