Scritto Mercoledý 15 luglio 2020 alle 10:58

Retesalute: replica al consigliere Pini

Caro direttore, spero che vorrai perdonare la mia impertinenza, ma visto il prestigioso spazio concesso a tal Sergio Pini, consigliere comunale del gruppo Progetto Cassago Democratica, vorrei chiederti la possibilità di una breve replica. Di replica si tratta perché io sono tra coloro, ma non l'unico, ad aver suggerito di salvare Retesalute… ponendo in liquidazione Retesalute. Può sembrare illogico ma sono convinto che per sbrogliare la matassa, dove sembra che neppure un esorcista riesca ad aver ragione su un guazzabuglio di conti, sia necessario fermare le bocce. Questo senza pregiudicare il futuro dell'Azienda, ma al contrario, mettendo in condizione chi vuole proseguire in questa “magnifica avventura” di poter operare senza zavorre di cui non si conoscono né le cause né le origini, ma soprattutto le dimensioni. L’attuale Retesalute verrebbe “congelata” e affidata alle cure di un commissario liquidatore che avrebbe tutto il tempo di fare le verifiche del caso, dalle fatture ai giri di soldi personali finiti (e poi ripresi) nelle casse dell'azienda, al numero di conti corrente attivi… Al termine (tra un anno? speriamo possa bastare), presenterebbe una dettagliata ma soprattutto realistica relazione sullo stato dei conti e i Comuni – che stanno già accantonando i fondi necessari in bilancio - inevitabilmente sarebbero chiamati a ripianare l'eventuale disavanzo, visto che anche di questo non vi è certezza.  Non mi sembra un ragionamento tanto complesso o tortuoso da poter essere definito “una sciocchezza”. Se bastasse – come sembra credere il signor Pini – mettere in liquidazione una società per non riconoscerne i debiti, ci sarebbe la coda davanti al Tribunale di Lecco, non crede?

La messa in liquidazione con la cessione del ramo d'azienda alla “nuova” Retesalute sarebbe solo un modo per mettere in condizione chi è stato chiamato a gestire Retesalute di poter operare e garantire un futuro all'Azienda stessa. Al signor Pini sfugge un piccolo dettaglio, ma non certo secondario: l'attuale Cda, probabilmente animato dalle più nobili intenzioni, è impantanato nella palude della contabilità di Retesalute da sette mesi, al punto che rischia di finire inghiottito dalle sabbie mobili.

Del resto se la liquidazione di Retesalute è una sciocchezza, lo è ancor di più l’incaponirsi a sbrogliare una matassa che alla fine si trasformerà inevitabilmente in un cappio. Come insegna il Rasoio di Occam, tra le ipotesi di risoluzione di un problema, a parità di risultati, quella più semplice è la migliore. 

Per quanto riguarda infine l’illuminante “nota politica” del signor Pini, l'unica scusante che ha è quella di non essere stato informato dal sindaco di Cassago sull'evoluzione degli eventi. Ma forse dovrebbe informarsi attraverso i suoi compagni di centrosinistra, così scoprirebbe che quello che è accaduto in Retesalute è in realtà un pasticcio tutto in salsa Pd.
Cordiali saluti

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Angelo Baiguini
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