Scritto Mercoledý 29 luglio 2020 alle 13:10

La Nostra Famiglia: nessun accordo per il contratto, lavoratori in stato di agitazione

Foto di repertorio di una protesta fuori dai cancelli della sede
de La Nostra Famiglia a Bosisio Parini
La Nostra Famiglia tira diritto. E i sindacati sono pronti ad alzare (nuovamente) le barricate. Al centro del contenzioso tra l'Associazione e i rappresentanti dei lavoratori, come noto, il cambio del contratto. Cgil, Cisl e Uil riferiscono che, dopo dieci ore di trattativa, lunedì l'Ente ha confermato la volontà di procedere unilateralmente alla trasformazione del contratto nazionale agli oltre 2.400 lavoratori e lavoratrici sul territorio, portandoli dal ccnl sanità privata al ccnl Rsa e Cdr (cioè delle residenze sanitarie assistenziali e dei centri di riabilitazione).
“Siamo pronti a far ripartire la mobilitazione nazionale e locale” annunciano così i sindacati che già hanno scritto alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, al Ministero del Lavoro e all’Associazione proclamando lo stato di agitazione, con sospensione del lavoro supplementare e/straordinario del personale e per dare corso al tentativo obbligatorio di conciliazione. Già preavvisando che “in assenza di qualsiasi riscontro che consenta la rapida conclusione della vertenza” si procederà ad indire lo “sciopero nazionale”.
Nella lettera inviata alle lavoratrici e lavoratori de La Nostra Famiglia, Fp Cgil – Cisl Fp – Uil Fpl nazionali hanno ribadito di non aver accettato, al tavolo di trattativa, “alcun margine di deroga alle clausole contrattuali, né tanto meno la possibilità di un cambio di contratto alla luce, soprattutto, dell’inesistenza delle motivazioni rappresentate” e di essere tornate a dare la disponibilità a proseguire un confronto “per individuare i percorsi necessari e concretamente utili al superamento delle criticità riscontrate e un supporto nelle interlocuzioni con le Regioni, laddove necessario”.
Sulla vertenza sono intervenute anche le categorie sindacali lecchesi, nel cui territorio l’Associazione conta circa 900 dipendenti dei circa 1090 complessivi della Lombardia. “FP CGIL, FP CISL e FPL UIL hanno da sempre ribadito piena disponibilità a discutere di un piano aziendale per il rilancio dell’Associazione, proprio a partire dai punti di maggiore sofferenza evidenziati dall’analisi dei numeri e delle attività della stessa. Nonostante queste aperture la posizione dell’Associazione resta ancora distante dalle nostre” sostengono.
Catello Tramparulo (FP CGIL), Franca Bodega (FP CISL) e Vincenzo Falanga (UIL FPL) presenti alla trattativa nazionale a tutela delle lavoratrici e lavoratori della compagine lecchese, dichiarano: “Le lavoratrici e i Lavoratori hanno atteso per 14 lunghi anni il rinnovo del loro contratto della Sanità Privata e ora che è stato siglato, non possono essere beffati al fotofinish con un cambio di contratto meno vantaggioso. Quello che più colpisce è la tempistica con cui l’Associazione la Nostra Famiglia decide di operare questa scelta unilaterale, il contesto in cui si trovano ad operare i lavoratori dei servizi sanitari e socio-sanitari, anche a seguito dell’emergenza pandemica in corso, merita rispetto e deve essere valorizzato. Non possiamo accettare una modifica di contratto pienamente sostenibile dal bilancio aziendale ma soprattutto non possiamo cancellare anni di abnegazione, impegno e professionalità dimostrata da tutti gli operatori dell’Associazione”.
Per queste ragioni nelle prossime ore, verrà vagliato un programma di iniziative e di mobilitazione in linea con il percorso di rivendicazione delle Segreterie Nazionali.
Lo spazio è a disposizione per eventuali ulteriori interventi o precisazioni.
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