Scritto Mercoledý 16 settembre 2020 alle 18:01

Sciopero nazionale del settore sanitario privato. Nuovo presidio a ''La Nostra Famiglia''

Bandiere, molti cartelli e ombrelli colorati. Fuori dalla sede della "La Nostra Famiglia" di Bosisio Parini i lavoratori manifestano aderendo allo sciopero nazionale del settore sanitario privato. La partecipazione è decisamente superiore ai vari presidi che si susseguono da oltre un mese. Qui a Bosisio Parini, la vertenza contrattuale aperta a livello nazionale si unisce a una situazione particolare che riguarda una delle più grandi aziende italiane del settore riabilitativo e non solo, con più sedi in provincia di Lecco e in altre regioni d'Italia.

L'attesa per il rinnovo del contratto nazionale dura da quattordici anni. Quando sindacati e rappresentati delle aziende hanno siglato la pre-intesa, nel giugno scorso, i quasi 100mila lavoratori del settore hanno intravisto la fine della vertenza. Incremento retributivo di poco superiore al 4% (150euro in media), una tantum di mille euro ed equiparazione ai lavoratori della sanità pubblica. Questo il quadro generale del nuovo contratto.

Poi una nuova fase di stallo. La laica Aiop - Associazione Italiana dell'Ospedalità Privata - non appone la firma al nuovo contratto. Pur continuando a considerare la sottoscrizione una «priorità» Aiop chiede alle Regioni il rispetto degli «impegni presi» che si sostanziano nel farsi «carico del 50% dei costi del rinnovo contrattuale». Oggi anche Aris ha puntato il dito contro le Regioni che «non tengono conto degli accordi presi» e «si negano ad ogni confronto [...]» come ha spiegato in una nota, etichettando anche lo sciopero come «inutile». Una situazione, quella che vede la pre-intesa siglata e il contratto senza firme, che secondo i sindacati «non ha precedenti» nella storia della contrattazione nazionale.

Catello Tramparulo FP Cgil Lecco

In questa circostanza, per i dipendenti del gruppo "La Nostra Famiglia" il passo indietro è doppio. A fine gennaio l'azienda comunica loro la disdetta del contratto sanitario ospedaliero privato e l'applicazione, in sostituzione, del contratto collettivo nazionale del settore assistenziale e riabilitativo. Essendo quest'ultima - secondo l'azienda - l'attività svolta all'80% nelle proprie sedi. Non applicata al personale medico, per i restanti lavoratori del gruppo questa decisione significa la perdita del nuovo contratto nazionale sanitario. Atteso da quattordici anni garantirebbe più alti livelli reddituali e migliori garanzie, secondo i sindacati.
«Il nuovo contratto nazionale [della sanità privata] - spiega Catello Tramparulo, Segretario Generale Cgil Funzione Pubblica Lecco - ha una novità storica: l'equiparazione del tabellare con quello della sanità pubblica» aggiungendo «è la battaglia che Cgil, Cisl e Uil portano avanti da sempre: "Stesso lavoro, stesso salario"». Una «vergogna» - per Tramparulo - il fatto che l'azienda non voglia «riconoscere il nuovo contratto» ai lavoratori del gruppo.

«A livello regionale e nazionale hanno provato a spaccare il fronte sull'adesione allo sciopero» spiega Vincenzo Falanga - Segretario Generale Uil FP Lario - precisando: «Cgil, Cisl e Uil insieme compatti hanno detto "no" alle anticipazioni gratuite che alcuni datori di lavoro volvevano dare, in maniera assolutamente unilaterale ai lavoratori». Il Segretario della Uil ha chiarito: «non siamo contrari a dare risorse ai lavoratori, ma abbiamo visto la volontà di dividere il fronte sulla sanità privata».

Vincenzo Falanga, Uil FP

«È innanzitutto - esordisce Mirco Scaccabarozzi, neosegretario generale della Cisl Monza Brianza e Lecco - una questione di civiltà quella che noi siamo qui uniti oggi a sostenere: non è mai esistito in questo paese che si firmi una pre-intesa e poi non si dia corso a quanto è stato siglato». Scaccabarozzi ritiene che sia una tendenza preoccupante in atto a livello nazionale: «Ci ritroviamo a fare dei passi indietro nella storia sindacale di questo paese, non possiamo transigere, non possiamo ammettere niente di tutto questo [...]» precisando che nell'ambito sanitario «oltre alla questione contrattuale c'è in gioco il diritto alla salute».

Mirco Scaccabarozzi, Cisl Lecco

Per i rappresentati delle maggiori sigle sindacali, la vertenza aperta nel settore della sanità privata, come altre in questo periodo, è un'occasione importantissima per rilanciare l'importanza della contrattazione collettiva nazionale, sempre più «messa in discussione» come loro stessi sottolineano più volte durante la mattinata.
Per i lavoratori dell'azienda "La Nostra Famiglia", che da tempo manifestano, l'obbiettivo è duplice. Riottenere quel contratto che non gli viene più applicato da febbraio e sperare poi nel rinnovo dopo quattordici anni di ritardo.

L.A.
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