Scritto Mercoledý 23 settembre 2020 alle 13:31

Oggiono, Lago di Annone: a preoccupare è il bacino ovest. Si teme l'effetto Sartirana

Un bilancio in chiaro scuro quello emerso dalla conferenza sullo stato di salute del lago di Annone. Se il bacino est ha mostrato segni di miglioramento nel corso degli anni, l'ovest versa in condizioni più critiche. Il punto della situazione è stato fatto dal dottor Alberto Negri, nella serata di martedì 22 settembre, di fronte ai diversi sindaci dei comuni rivieraschi e al presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli.

Il biologo Alberto Negri

La sala consiliare di Oggiono era praticamente al completo quando il biologo Negri ha iniziato a illustrare i dati degli inquinanti presenti nelle acque. Nell'arco dell'ultimo ventennio, all'interno del bacino est, solfuri, azoto ammoniacale e fosfati hanno iniziato a diminuire costantemente. Allo stesso tempo, l'ossigeno presente nell'acqua ha iniziato a mostrare chiari segnali di aumento. Un fenomeno osservato a diversi livelli di profondità. A sei metri, dal 2000 al 2020, è passato da 0,3 a 4,4 mg/l.

Il presidente della Provincia di Lecco, Claudio Usuelli

Un dato che lascia ben sperare per il futuro risanamento completo del bacino e per le possibilità di sopravvivenza della fauna ittica nel periodo autunnale, momento di circolazione delle acque dovuta a fenomeni naturali. La massa d'acqua sottostante salirà rapidamente negli strati soprastanti fino alla superficie. Essendo meno ossigenata rispetto a quella soprastante, nel passato rappresentava un serio pericolo per i pesci presenti nel bacino.

Giuseppe Mauri, dell'Autorità di Bacino

I dati odierni, che vedono inquinanti in diminuzione e ossigenazione in aumento, lasciano ipotizzare che non si verificheranno situazioni critiche. I miglioramenti ottenuti sono frutto dell'impianto di sifonamento realizzato nel comune di Annone. Prelevando l'acqua dal fondale, dove è priva di ossigeno, sottrae il fosforo - circa 5 tonnellate sono state eliminate dall'entrata in funzione - e la reimmette nel lago dopo averla ossigenata. Alcuni immissari del lago continuano invece a destare preoccupazione. I torrenti Cologna, Bondi e Sabina immetto ancora quantitativi di inquinanti troppo elevati nelle acque del bacino est.

L'impianto di sifonamento di Annone

Gli interventi su questi corsi d'acqua - come ha sottolineato anche il biologo Negri - sono ormai indispensabili. A causare l'inquinamento di questi tre immissari sono alcuni scarichi fognari - in certi casi di non facile individuazione - che risultano non collegati o collegati in modo errato alla rete. Per migliorare le condizioni delle acque in afflusso nel lago, nell'arco degli anni, alcuni comuni - fra i quali Annone - sono intervenuti realizzando lavori di adeguamento della rete fognaria. Opere sono tutt'ora in corso anche a Civate.

Il sindaco di Annone, Patrizio Sidoti

Radicalmente diversa è la condizione del bacino ovest. A maggio, l'ossigenazione a livello del fondale è precipitata a zero facendo lievitare fosforo, azoto ammoniacale e ferro presenti nelle acque. Da giugno la situazione è andata peggiorando anche a sette metri di profondità. Il rischio - ha spiegato Negri - è lo «scenario Sartirana» avvenuto quest'estate nel lago meratese quando si è verificata una forte moria di pesci. A peggiorare la situazione - ha ricordato il biologo - è la scarsa differenza di temperatura, limitata a soli cinque gradi, fra i fondali e le acque di superfice. Una situazione che potrebbe portare a un rimescolamento rapido delle acque, senza che la riossigenazione naturale abbia il tempo di produrre effetti positivi per la fauna ittica.

Simone Scola, vicesindaco di Civate

Fra gli affluenti del bacino ovest, il Pramaggiore desta preoccupazione per l'elevatissima dose di inquinanti, in particolare fosforo, immessi nel lago. In media 411 micro-gr/l durante lo scorso anno, con due picchi a oltre 1000 e 850 microgrammi rispettivamente nel mese di luglio 2019 e maggio 2020. L'immissario non è mai sceso al di sotto della soglia critica - fissata in 100 micro-gr/l - dal 2009 quando è iniziato il monitoraggio. Nelle scorse settimane i rilevamenti mostravano livelli particolarmente elevati non riconducibili a un picco momentaneo simile a quelli registrati nel passato.

Nelle prossime settimane lo «scenario Sartirana» sarà - probabilmente - evitato grazie alla particolare conformità «a cono» del fondale, differente da quella «a vasca» del bacino est. Se in quest'ultimo le masse d'acqua superficiali e profonde sono simili in termini di volume complessivo, nel bacino ovest la quantità d'acqua nella zona profonda è inferiore rispetto a quella superficiale. La differenza fra i due volumi dovrebbe consentire alla massa d'acqua soprastante di compensare la carenza d'ossigeno dell'acqua in risalita dal fondale, senza compromettere l'ossigenazione dell'intera colonna d'acqua - dalla superficie alla zona più profonda - e scongiurando conseguenze critiche per la fauna ittica.

Il sindaco di Oggiono, Chiara Narciso

L'elemento più preoccupante del bacino ovest resta l'ingente quantità di metalli ferrosi depositatasi sul fondo. Proveniente dall'immissione di scarichi industriali nelle acque, avvenuta nel passato, la presenza del ferro altera i normali processi chimici di questa parte del lago. Le ripercussioni negative mettono in crisi il processo di ossigenazione delle acque. Dai primi anni Novanta si è ipotizzato il dragaggio del fondale, opera dal costo di milioni di euro che non appare alla portata dei comuni rivieraschi. Uno spiraglio potrebbe arrivare dalle risorse messe a disposizioni da Regione Lombardia negli ultimi mesi. L'ipotesi di accesso a questi fondi economici - ha assicurato Claudio Usuelli, presidente della Provincia di Lecco - è stata presa in considerazione.

Angelo Isella, sindaco di Civate

Senza l'opera di dragaggio, una parziale soluzione potrebbe venire dal naturale deposito sul fondale di nuovi sedimenti che andrebbero a ricoprire quelli ferrosi industriali. Un processo che si avvierebbe solo quando gli immissari saranno a loro volta risanati e che comunque - depositando 1cm di sedimento all'anno - impiegherebbe diversi decenni per giungere a compimento.

Lorenzo Adorni
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