Scritto Sabato 03 ottobre 2020 alle 09:15

La febbre d’autunno

Ed ecco arrivato il tanto temuto tempo di autunno. Ci è stato annunciato fin da questa primavera come il tempo del ritorno del virus; complice l'abbassamento delle temperature ed il cambio delle condizioni climatiche.

Tutto questo probabilmente accadrà.

Fa più freddo, si sta meno all'aperto ed il virus in ambienti chiusi si trova meglio e si diffonde più facilmente.

Fino ad oggi possiamo dire che la nostra rigorosità (più o meno osservata) ha fatto si che il numero dei contagi si mantenesse in valori contenuti e certamente inferiori a quelli che ci arrivano da altri Paesi Europei ed oltreoceano; ma cosa può accadere con l'arrivo del freddo, con l'apertura delle scuole, con il ritorno ad una pur rallentata normalità?

Ci potremmo alzare una mattina ed accorgerci che abbiamo la febbre; il termometro ci dice che la nostra temperatura corporea è di 38 gradi. Oddio! Ed ora che si fa?

Andare nel panico non serve. Non esiste solo il Covid.

Potrebbe essere una sindrome influenzale o una semplice forma da raffreddamento.

Preoccuparsi sì, farsi prendere dalla paura no.

Una telefonata al proprio medico può riuscire ad inquadrare la situazione e trovare il metodo migliore per affrontarla.

Il tempo della vaccinazione antinfluenzale ancora deve venire; se ne parlerà verso la fine di ottobre.

I medici di Medicina Generale in coordinamento con le Istituzioni sanitarie e con l'Amministrazione Comunale stanno approntando un piano per poter effettuare una campagna vaccinale per l'influenza il più ampia possibile ed in tutta sicurezza.

Al momento opportuno verranno date ai cittadini tutte le informazioni necessarie sul modo, i tempi ed i luoghi per poter sottoporsi alla vaccinazione.

Stiamo registrando un incremento del numero di casi di positivi al Covid seppur ancora contenuto. Non possiamo permetterci di non osservare le ormai stranote e semplici misure di prevenzione che troppi e troppo spesso ancora snobbano a discapito della propria e dell'altrui salute.

In questo periodo, durante il quale la confusione dei sintomi può creare allarmismo tra i cittadini, il sistema sanitario deve essere più che mai in grado di rispondere prontamente e celermente; poter eseguire un tampone ed avere la risposta in tempi brevi è la condizione necessaria per cercare di isolare il più possibile il contagio.

Non ci possiamo rilassare proprio adesso.

Manteniamo alta la guardia.

Non deleghiamo tutto al vaccino; gran parte di un risultato positivo dipende dal nostro comportamento, dal nostro senso di responsabilità.

dr. Dario Perego
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