Scritto Sabato 03 aprile 2021 alle 17:45

Ad Maiora Leucum: striscioni per far riaprire i centri sportivi

Striscioni per chiedere la riapertura del centri sportivi. I militanti dell'associazione "Ad Maiora Leucum'' li hanno posizionati sulle recinzione dei campi a Lecco (località Bione), a Missaglia e al campo di Costa Masnaga.

Uno strano modo per fare gli auguri di Pasqua, ma molti giovani e giovanissimi non passeranno affatto delle buone feste. L'ultimo provvedimento governativo ha di fatto prolungato la zona rossa fino a fine aprile e questo significa, ancora una volta, CENTRI SPORTIVI CHIUSI.
E non solo i centri sportivi. Da oltre un anno sono bloccate tutte quelle attività ludico-culturali INDISPENSABILI per la formazione e la crescita dei ragazzi (si pensi a CORSI DI TEATRO, DI MUSICA, DI NUOTO, LE PALESTRE etc a cui non è mai stata data una valida alternativa per proseguire) rendendoli, di fatto, la categoria più colpita da questa situazione.
Chiusura e senso di colpa opprimente: è questo che lo Stato sta riservando alle sue forze più fresche, e tutto ciò è inaccettabile.
Pur capendo i motivi per cui le società sportive decidono di non aprire ( ed essendo solidali con loro) siamo sgomenti dalla totale assenza delle varie federazioni, in primis la F.I.G.C.

Ci chiediamo, fino a che punto dovranno continuare queste politiche governative?
Stanno veramente tutelando la salute dei nostri ragazzi proibendo loro di svolgere attività sportiva?
O forse, gli interessi economici che girano dietro a queste piccole società non equivalgono a altro?
Vi ricordiamo che prima o poi i vostri atleti diventeranno vecchi, e le risorse nuove le dovete coltivare fin da ora, perché poi sarà troppo tardi.
Un'altra domanda che nasce spontanea scorrendo i vari profili social dei personaggi famosi è:
come mai loro continuano allenamenti di tennis, di calcio etc??
E non ci stiamo riferendo agli agonisti, per i quali, le varie federazioni si sono mobilitate giustamente già lo scorso anno.
Gli allenamenti e le prove dei nostri ragazzi sono forse meno importanti delle loro? O per loro è tutto classificabile come "lavoro" e quindi accettabile per legge?
Se almeno usassero la loro popolarità per dar voce a questi problemi, probabilmente non saremo qui noi, da una piccola provincia Lombarda, a chiedere chiarimenti e risposte.
Ci stiamo veramente rendendo conto che gli adolescenti, assieme ad altre categorie, sono i veri dimenticati di questa pandemia.
I ragazzi hanno bisogno di relazionarsi, e quale modo migliore dello sport e delle attività culturali per farlo? Oltre ovviamente alla scuola.
Concludiamo citando De Coubertin

"Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e di ogni donna, e la sua assenza non potrà mai essere compensata".

AD MAIORA LEUCUM

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