Scritto Sabato 19 marzo 2022 alle 09:04

Garbagnate, scuola: la quinta in un gioco di ruolo sulla legalità

Un gioco di ruolo sulla legalità per la classe quinta della scuola primaria di Garbagnate Monastero. È avvenuto l'altro giorno, a partire da un messaggio rilevante trasmesso ai bambini: "La mafia si diffonde dove manca la società o soprattutto la solidarietà". A pronunciarlo, durante il suo intervento, è stato il sindaco di Appiano Gentile, Giovanni Pagani che, insieme alla moglie Piera, ha raggiunto la scuola primaria per incontrare gli alunni dell'ultimo anno. Pagani è balzato agli onori della cronaca per una serie di intimidazioni a seguito dei suoi legittimi controlli sulle slot machine che, in paese, stavano per diffondersi oltre il lecito.

Gli alunni coinvolti nel progetto sulla legalità

Tuttavia, la sua presenza non si è sostanziata in una testimonianza né tanto meno in una lezione: con la regia della moglie Piera, già maestra, si è prestato ad indossare i panni del mafioso che arrivava nel paese di "Ma va là", classica risposta minimalista e menefreghista che gli abitanti ripetevano sempre. Gli abitanti erano proprio gli stessi alunni, che hanno ricoperto diversi ruoli professionali: imprenditori, operai, dirigenti della polisportiva, banchiere, commercianti, autotrasportatori, allevatori, sacerdoti. Tutti loro, di fronte a un improvviso problema economico e sociale, si chiudevano a riccio e trovavano quindi facile la soluzione di rivolgersi ad un distinto signore, proprio il sindaco "attore", che prometteva finanziamenti facili, posti di lavoro e opere di beneficenza, ma anche contratti capestro o mandava scagnozzi in paese per il pizzo. "Vedete questo è il punto debole del mafioso: è un vigliacco, manda altri al suo posto, non ci mette la faccia" ha commentato poi ai ragazzi.
Il sindaco ha poi elogiato la reazione dei ragazzi alle sue provocazioni: non tutti si sono infatti adeguati al volere del mafioso, dimostrando di aver compreso la necessità di dire di "no", a dimostrazione della bontà del più ampio progetto di educazione alla legalità già avviato e condotto dalle insegnanti Taiana, Sangalli e La Cerra. Alla fine tutti hanno cambiato nome al paese in "Ma-vieni...(e-resta)".
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