Scritto Giovedý 24 marzo 2011 alle 17:49

Garbagnate: sul mancato 150.mo Ecco cosa penso dei neo-patrioti

Ho per dovere istituzionale già risposto alla e-mail della delusa ed Indignata cittadina Riva Enrica, esternandole che non è più
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Il sindaco Angelo Cafagna
per me una sorpresa sapere che in questo paese ci sono le solite  4 o 5 persone che dicono di parlare a nome di tutti, così come sparlavano a nome di tutti ai tempi delle invettive sulla tangenzialina, sui marciapiedi, sul parco degli aceri, sui recuperi della filanda e dell’eco mostro, sui lavori del cimitero, sui parcheggi della parrocchia, del cimitero e della ABB turati, sulla via Roma,  sulla rotonda e chi più ne ha più ne metta.

Senza nulla (intimamente) togliere alla notevole importanza che si deve dare alla data di nascita della nostra nazione unita, ricordo a tutti coloro che fanno sempre sfoggio del loro senso civico e nazionale a singhiozzo, che nel rituale concerto di inizio anno, ampiamente pubblicizzato svoltosi nell’atrio delle scuole elementari domenica 9 Gennaio 2011, è stato proprio all’insegna del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Il titolo dell’articolo apparso a pagina 40 del quotidiano La Provincia del 10 Gennaio, titolava “Da Mameli all’Unità: Garbagnate fa festa” e non ricordo di aver notato la partecipazione di nessuno dei patrioti dell’ultima ora che tanto si stracciano le vesti.
Sono sindaco da circa sette anni, quindi ho celebrato ben 7 commemorazioni del 4 novembre e 6 commemorazioni itineranti del 25 aprile, in entrambe dette celebrazioni non ho mai visto nessuno degli indignati cittadini in bella mostra sulle foto dei giornali, partecipare in qualche maniera a dette commemorazioni, se non i reduci finché in vita, quattro o cinque persone, il vigile urbano, il sindaco, in testa a questa folta rappresentanza con fascia tricolore di ordinanza e la sempre presente 5^ elementare della nostra scuola A. Diaz.
Voglio ricordare che alla data del 4 novembre 1918, a causa della guerra fin li protrattasi, solo l’Italia ebbe 600.000 morti e 1.500.000 feriti di cui quasi la metà poi morirono per causa di guerra. L’altra grande tragedia conclusasi il 25 aprile del 1945 per l’Italia, costò 51.000.000 di morti di cui 800.000 circa Italiani, per non contare gli effetti catastrofici e devastanti che gli improvvisati compatrioti senz’altro conosceranno e che fino ad oggi non gli è né potuto fregar de meno.

Nessuna voce indignata si è levata quando in parlamento e nei vari istituti del potere pubblico e privato, si tirava e si spingeva se riconoscere o no il 17 marzo giornata commemorativa della nascita della Nazione, il 22 febbraio 2011 (solo 23 giorni prima) il governo con proprio decreto, il n° 5 pubblicato sulla gazzetta ufficiale lo stesso 22 febbraio, annunciava al popolo che considerava festa nazionale il 17 di marzo limitato all’anno in corso. Quindi a mio avviso meno importante della festa della befana e delle altre ricorrenze che festeggiamo tutti gli anni, non solo, è un evento così sentito dai nostri governanti che nello stesso decreto al comma 2 dell’ articolo 1 stabilisce: “al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici contrattuali previsti per la festività del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione alla festa nazionale per il 150° anniversario dell’unità d’Italia proclamata per il 17 marzo 2011.”

Pertanto nelle direttive del governo si disponeva di celebrare le nozze con i fichi secchi. La nostra indignazione verso le istituzioni  che dovrebbero promuovere ed incoraggiare queste iniziative è stata cavalcata come al solito da chi dal bancone del bar emette epiteti e sentenze, noi (senza aggirare il mandato del governo, senza pompa e senza spocchia, abbiamo esposto all’ingresso del municipio 3 bandiere tricolori, questo l’abbiamo fatto per noi e per chi ha capito il vero senso dell’ atto, perché riteniamo che i sentimenti sono più importanti degli atteggiamenti.
Angelo Cafagna - Sindaco di Garbagnate Monastero
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