Scritto Venerd́ 25 marzo 2011 alle 16:06

Rogeno: presentati i risultati del ''Progetto Piroga'', sul risanamento del lago di Pusiano

“Pusiano, un lago che rinasce”: questo il titolo dell’incontro pubblico tenutosi ieri sera a Rogeno dal Parco Valle Lambro per presentare gli ultimi risultati ottenuti dal “Progetto Piroga”, il programma di risanamento del lago di Pusiano realizzato in collaborazione con Regione Lombardia, Irsa, Cnr e cofinanziato dalla Fondazione Cariplo
Il Lago di Pusiano è un buone condizioni, ma i margini di miglioramento sono ancora molti. Questo in sintesi  il messaggio emerso dall’incontro, durante il quale sono stati riassunti i tre anni di lavoro legati al Progetto Piroga unitamente ai quasi trent’anni di studi e di analisi realizzati sullo specchio d’acqua.

Veduta del lago di Pusiano

L’impegno del Parco Valle Lambro per il risanamento del Lago di Pusiano è stato apprezzato e condiviso dai sindaci di Rogeno, Antonio Martone, di Bosisio Parini, Giuseppe Borgonovo e di Merone, Pietro Brindisi. Apprezzamento è arrivato anche dal pubblico, che ha riempito l’auditorium della Scuola Elementare di Rogeno.
Le analisi sanitarie hanno messo in luce come negli ultimi anni la qualità dell’acqua del Lago di Pusiano sia risultata in netto miglioramento, pur sussistendo ancora il fenomeno delle fioriture di alghe. Un problema che però ora i tecnici del Parco ritengono di poter tenere sotto controllo con alcuni accorgimenti, dal maggiore controllo del livello delle acque del lago all’attivazione di una zona di fito-depurazione dello scarico del Segrino nel Lago di Pusiano, dalla deviazione della Roggia Molinara a Eupilio all’abbattimento degli scarichi dei canali scolmatori a lago (se ne contano almeno 10) con l’attivazione di appositi filtri.

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A seguito di un’attività di controllo trentennale, il nuovo obiettivo del Parco Valle Lambro è quello di raggiungere il livello di «buono» in materia di qualità delle acque. Per riuscirci sarà necessario agire sugli ultimi scarichi rimasti, sugli scolmatori dell’impianto fognario e su alcune rogge che alimentano con i loro scarichi di nutrienti le alghe che spesso rendono il lago non vivibile.
“Fino ai primi anni Ottanta – ha spiegato il presidente del Parco Emiliano Ronzoni - lo specchio d’acqua ha evidenziato tratti di forte criticità: ora invece il Lago di Pusiano è stato dichiarato balneabile, e si trova in una condizione non lontana dalla definizione di buono stato, essendo ormai prossimo a raggiungere il limite imposto dalla Direttiva Europea sulle acque e dal Piano di Tutela delle Acque della Regione Lombardia.



Il miglioramento è dovuto alla diminuzione della pressione inquinante esercitata sul lago e alla messa a punto di terapie di risanamento ambientale, alle quali lo specchio d’acqua sta rispondendo in modo lento ma costante. Dopo trent’anni di continui miglioramenti, è ormai tornato a uno stato di semi-naturalità. Con il Progetto Piroga siamo stati in grado non solo di accertare la situazione reale del lago, ma anche di individuare in modo analitico le criticità ancora presenti e di attuare una serie di interventi necessari per il necessario salto di qualità”.


Da qui l’elaborazione di una serie di proposte atte a proseguire il cammino di risanamento del bacino di Pusiano, scaturite appunto dal Progetto Piroga che ha visto lavorare insieme i tecnici di Parco, Irsa-Cnr e di alcune tra le migliori università italiane.

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Tra gli aspetti più interessanti, c’è per esempio una zona di fito-depurazione in corrispondenza dello scarico nel Lago di Pusiano delle acque in arrivo dal Segrino e l’uso di una tecnologia capace di fissare il fosforo residuo ancora presente nelle acque, facendolo precipitare sul fondo riducendo il fenomeno dell’eutrofizzazione.

“Il principio ispiratore di questi interventi – ha concluso Ronzoni – è la certezza che per migliorare il Lago di Pusiano è necessario agire prima di tutto con opere sul territorio circostante. Dopo sarà possibile mettere a punto interventi diretti sul lago. L’altro fattore di cui dobbiamo tenere conto è il realismo, avendo grande attenzione al rapporto tra costi e benefici e cercando di attuare interventi compatibili con i nostri limiti di bilancio. Non è possibile, per esempio, proporre di rifare il collettore consortile, separando le acque scure dalle acque chiare, perché si tratterebbe di un’opera che va al di là dei nostri mezzi”.
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