Scritto Mercoledý 20 aprile 2011 alle 15:42

Viganò: razziati nella notte i portavasi del cimitero. Ghezzi: ''sfregio alla sacralità''

Una vera e propria razzia di fioriere è stata messa a segno nella notte tra lunedì e martedì presso il cimitero di Viganò.
Nottetempo ignoti si sono introdotti all’interno del cimitero, a poca distanza dal cantiere per i lavori di rifacimento dell’area cimiteriale e per l’installazione dei nuovi colombari.


Approfittando dell’oscurità, il gruppo avrebbe scavalcato il muro di cinta portandosi davanti ai vecchi colombari che costeggiano via della Vittoria. Una volta sul posto, forse attirati dai manufatti in rame presenti sulle tombe, i malviventi hanno provveduto a razziare una sessantina di contenitori per fiori appoggiati sulle tombe e sulle lapidi, spargendo al suolo gli omaggi floreali ivi contenuti e depositati dalle famiglie dei defunti.
Nella fretta, dettata forse dalla presenza dei lampioni stradali e dalla visibilità delle tombe dal lato di via Da Vinci, i ladri non si sono curati di asportare oltre ai contenitori di rame anche quelli costruiti con metalli meno “nobili”, dall’ottone al ferro.


Martedì mattina agli occhi dei primi visitatori l’area cimiteriale si è presentata letteralmente a soqquadro, con fiori calpestati e vasi rovesciati tra i colombari e le file di tombe, lasciando intuire sin troppo chiaramente la dinamica dell’accaduto.
A seguito delle segnalazioni di alcuni cittadini, sul posto si sono portati i Carabinieri della stazione di Cremella e il sindaco Renato Ghezzi, intervenuto per constatare i danni e per sporgere denuncia contro ignoti.
“Complessivamente devono avere asportato dai 60 ai 70 contenitori in metallo – ha commentato amareggiato il primo cittadino – al di là del furto in sé del metallo e del suo valore economico, ritengo tale atto una pesante offesa alla sacralità del luogo. Entrare in un cimitero ed essere accolti da decine di fiori in terrà è uno sfregio insostenibile a un luogo così caro alla cittadinanza, simbolo sacro di pace e tranquillità.
Ho provveduto personalmente a risistemare i fiori sulle tombe, ripristinando una parvenza di ordine davanti ai colombari. Viviamo in un periodo difficile, non so il motivo che può aver mosso la mano di questi soggetti né il loro stato di bisogno, ma non esistono motivazioni per mancare di rispetto ai defunti una volta varcate le soglie del Campo Santo”.



L’episodio, purtroppo, non è nuovo alla storia recente del cimitero viganese.
Alcuni mesi fa dal cantiere per la messa in sicurezza dell’impiantistica furono prelevati nottetempo notevoli quantità di fili in rame, lasciate accanto ai macchinari nell’attesa di essere posizionate.
Nel 2009 fu invece la volta dei canali di gronda della Cappella dei Preti, anch’essi realizzati in rame.
“L’ultimo episodio, rispetto al passato, ha evidenziato un ulteriore abbassamento delle pretese di questi soggetti, arrivati addirittura ad asportare ottone, ferro e altri materiali metallici di scarso valore – ha concluso Ghezzi – di questo passo saremo costretti a sostituire tutti i manufatti in metallo del cimitero con copie in plastica, al fine di porre un freno a questo odioso fenomeno”.
R.B.
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