Scritto Venerd́ 13 aprile 2012 alle 16:53

Stamane pensavo in treno ai due mondi: quello in cui vivo io lavoratore dipendente e quello  dei politici che arricchiscono a loro insaputa

Anche stamattina mi sono alzato alle 6.30 per venire al lavoro a Milano. Mio fratello, in attesa di occupazione, direbbe che sono molto fortunato. Sono d'accordo, anche perché il viaggio in treno mi dà modo di pensare. Una della poche cose ancora permesse e sulla quale non devo pagare una tassa. Scorro l'elenco degli indagati nel consiglio regionale lombardo e vedo che sono tutti (meno il giovane Bossi che si è dimesso solo perché si annoiava) comodamente seduti al loro posto, perché giustamente sono solo indagati e quindi occorrerà attendere quella decina di anni prima di conoscere la verità "ufficiale" o perchè tutto cada in prescrizione. E allora mi domando come mai sia io, contrario alla modifica dell'articolo 18, ad essere quello attaccato al mio posto fisso, a voler difendere con questo i fannulloni che rubano lo stipendio in azienda, a non capire la flessibilità. Rifletto su quanti nella mia azienda ricevono a fine mese uno stipendio, magari senza averlo sudato nella sua totalità, da utilizzare per sfamare figli o pagarsi la casa.
E allora mi stupisco nel volerli quasi premiare per il fatto che comunque ogni mattina vengono in ufficio, visto che ci sono onorevoli che ammettono candidamente di non presentarsi neppure al lavoro, ma di non dimettersi perché quei "quattro soldi" che guadagnano (ah si?), servono pur sempre a pagare il mutuo della casa. Hanno ragione i politici: la flessibilità in uscita è una delle criticità italiane e andrebbe effettivamente cambiata Sospiro pensando che a casa mia , per fortuna, i soldi non spariscono nel nulla. Solo in tasse, a volte inutili. E che un ammanco di soli 100 euro sarebbe probabilmente notato in una settimana, volendo stare larghi. E quindi mi meraviglio pensando che c'è chi ha sottratto milioni ai conti del partito senza che nessuno si accorgesse dell'ammanco. Probabilmente io sono più fortunato perché non devo dipendere dalle migliaia di volontari che si autofinanziano o regalano il proprio tempo per sedi e campagne, in attesa dei rimborsi spese (o elettorali). Ma anche un po' sfortunato perché ho provato a chiedere all'autista del mio autobus (non posso permettermi una macchina di servizio) un aiuto per pagare la benzina e la farmacia, ma anche lui non poteva darmi una mano. Decido quindi che essendo il popolo sovrano, devo far sentire la mia voce. Iniziamo quindi con il votare il mio rappresentante, tra tanti fannulloni e gente poco "pulita" troverò quello che mi rappresenta nel partito. Ah no, non posso. Decide qualcun altro per me. Si ma che è sbagliato lo dicono tutti, quindi ho possibilità che venga modificata. Sono mesi che in parlamento stanno discutendo di cambiare una legge... che probabilmente è stata scritta e votata a loro insaputa. E quindi mi risorprendo ad essere felice, perché io invece ho potere delle mie azioni e tutto quello che succede intorno a me, è frutto di mie scelte. Nessuno ha mai pagato l'abbonamento del treno alle mie spalle, a mia insaputa, nessuno ha pensato di regalarmi un televisore (non pretendo una casa, non ho amici così ricchi) per paura che potessi pensare che vogliano comprare la mia amicizia. Io ho degli amici proprio integri, ma che probabilmente si fanno troppi problemi inutili. A fatica, ma un televisore l'avrei accettato. Decido che se mi concentro bene, posso trovare una soluzione. Ecco, ce l'ho. Possiamo fare un bel referendum, no? Abbiamo votato per il divorzio, e abbiamo ottenuto il divorzio. Abbiamo votato per abolire i finanziamenti ai partiti e abbiamo ottenuto solo dei piccoli e giustificati rimborsi.
Alt. Forse ho sbagliato ancora qualcosa. Forse hanno ragione loro. Io non sono un professore e quindi non posso capire come vanno le cose. Del resto per me la crisi non è ancora superata, anzi per me la crisi c'è da diversi anni e forse i ristoranti erano pieni solo di comparse. Non capisco neppure come mai si cambino le pensioni e si aumentino le tasse perchè ce lo chiede l'Europa, ma se la stessa Europa ci bacchetta sui finanziamenti o i costi della casta possiamo far finta di nulla perchè vogliono intromettersi nella nostra sovranità popolare. Forse non avendo una laurea ho capito anche male quale sia il significato della parola "equità" . Forse... forse... hanno ragione gli altri. Forse merito di vivere in questo modo perché loro siano felici e impuniti Ma su una cosa sono però ancora convinto. Forse prima di andare in Cina a chiedere loro di credere in noi... qualcuno dovrebbe venire da noi, a chiedere di credere ancora in questa gente.
Marco Panzeri
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