Scritto Mercoledý 25 luglio 2012 alle 20:34

Province, enti e società pubbliche. Riflessioni  e scoperte sul decreto di riduzione della spesa

Leggendo in modo più approfondito il decreto sulla riduzione della spesa pubblica si scoprono cose interessanti e contraddittorie:
Accorpamento delle Provincie. Avendo fissato due criteri rigidi: 350.000 abitanti e 2.500 kmq, in Lombardia succede il terremoto. Si salvano poche provincie e, giustamente, sono cominciate le esercitazioni per dire con chi Lecco deve andare. Alcuni dicono mettiamo insieme LC-CO-SO. Ci Sono 1 milione e centomila abitanti e 5.316 kmq. Abbiamo rispettato il decreto. In questa area ci sarebbero ben 328 comuni: da Verderio a Livigno e a Campione d'Italia. Il problema sorge su chi governa tutto questo territorio: dovrebbe essere una assemblea di 328 sindaci giunti in un punto determinato "dal monte e dal piano". Chi ha un minimo di esperienza di queste cose sa che non si raggiungerebbe mai il numero legale! Ricordiamoci le esperienze del Comprensorio Lecchese (90 comuni)! Questo è il punto debole delle proposte governative! Si doveva, come minimo, mantenere l'elezione da parte dei cittadini.
Il risparmio degli spazi degli Enti pubblici. L'art. 3, comma 9, prevede l'ottimizzazione degli spazi ad uso ufficio delle amministrazioni, che devono presentare entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del decreto, piani di razionalizzazione degli spazi senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Una quota parte pari al 15% dei risparmi di spesa e' utilizzata dalle predette amministrazioni, in sede di predisposizione del bilancio di previsione per l'anno successivo a quello con cui e' stata verificata ed accertata con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze la sussistenza dei risparmi di spesa. Le Regioni e gli Enti locali, negli ambiti di rispettiva competenza, adeguano i propri ordinamenti. Se non rispettano le nuove normative perderanno il 15% del risparmio e dovranno farli lo stesso. A Lecco c'è un esempio eclatante che è il Pirellino: un palazzo in cui lavorano 33 persone! Che farà la Regione : chiuderà l'inutile dispendio di energie assegnandolo, ad esempio, all'ASL?
Il destino delle società pubbliche. La Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell'art. 4 del dl 138 (legge 148/2011): l'in house non può essere "ostacolato" dice testualmente. Il decreto di Monti, velocizza i processi di privatizzazioni in precedenza previsti da Tremonti ed oggi dichiarati incostituzionali. Non riguardano solo la gestione pubblica dell'acqua, ma di tutte le imprese pubbliche. Non è una impuntatura "ideologica", ma il rispetto della norma costituzionale che tutte le imprese, pubbliche o private, sono uguali! Questa parte andrà riscritta pena un nuovo intervento della Corte Costituzionale.
Il passaggio di pubblico denaro ad Enti tipo le Fondazioni. Il comma 6 prevede che, a decorrere dal 1 gennaio 2013, le pubbliche amministrazioni possano far ricorso ad enti di diritto privato solo con convenzioni non onerose oppure e' previsto il ricorso al mercato in conformità alla disciplina comunitaria. La domanda che mi pongo: ma le Assemblee dei Sindaci dei Distretti Sanitari di Bellano e di Lecco che hanno intenzione di far gestire i servizi sociali a delle Fondazioni come faranno?
Questi sono solo alcuni aspetti che la comunità lecchese dovrebbe ragionare, in questa calda estate, per affrontare il proprio destino in settembre.
Ambrogio Sala
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