Scritto Marted́ 03 dicembre 2013 alle 17:36

Dalla Provincia un piano per ''contenere'' i piccioni, tanti i danni alle aziende agricole. Merate e Missaglia tra i più colpiti

Immagine di repertorio
Un piano di controllo per limitare i danni provocati dai....piccioni. E' quanto hanno elaborato di recente gli uffici della Provincia di Lecco a seguito delle copiose segnalazioni pervenute dal territorio rispetto alla presenza degli sgraditi volatili, soprattutto nelle aziende agricole provinciali.
A questo proposito, prima di predisporre un piano di contenimento dei danni, è stato effettuato un censimento con verifiche sul campo nelle zone dalle quali erano pervenute le lamentele.
Si tratta principalmente del territorio della Brianza, in particolare di alcuni comuni dei circondari meratese, casatese e oggionese, le zone più pianeggianti dove viene praticata l'agricoltura: da Barzago a Merate, passando per Missaglia, Osnago, arrivando sino a Brivio e a Oggiono.
Molteplici le segnalazioni di danni pervenute agli uffici di Villa Locatelli tramite i comuni , le stesse aziende agricole e le associazioni di categoria: in particolare si è potuta notare la ripercussione sui terreni coltivati, con danni alla semina del mais, specialmente da quando è stato proibito l'uso di sementi trattate con un repellente molto efficace sui piccioni. E ancora danni economici dovuti alla sottrazione di alimento, per non parlare dei problemi di natura igienico-sanitaria. Infine un altro risvolto: quello legato alla pulizia di macchinari ed infrastrutture. Negli ultimi anni si è diffuso l'utilizzo di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica nelle aziende agricole; la loro funzionalità viene periodicamente compromessa dalle deiezioni dei piccioni, pertanto gli agricoltori sono costretti ad impegnativi ed onerosi interventi di pulizia in quanto la posa di dissuasori meccanici limita, ma non elimina il fenomeno.
A seguito delle segnalazioni ricevute, il servizio faunistico in collaborazione con la Polizia Provinciale ha predisposto una serie di sopralluoghi finalizzati a constatare  l'ammontare numerico dei piccioni presso gli insediamenti produttivi e la presenza di accorgimenti volti a dissuadere i piccioni o a limitare il loro accesso alle strutture.

I dati che mostrano la presenza di nidificazioni di piccioni nel nostro territorio

Prima di provvedere alla messa in atto delle operazioni volte a limitare la presenza dei piccioni e quindi dei danni da essi provocati, la Provincia ha dovuto svolgere un'attenta analisi mettendo in luce le problematiche riscontrate dopo un'osservazione sul campo. Il problema è particolarmente diffuso ad esempio, a Merate, dove i monitoraggi della Provincia hanno interessato quattro aziende agricole dove i piccioni nidificano e sette dove essi si alimentano, con centinaia di individui presenti.

Le aziende agricole dove i piccioni si alimentano secondo il censimento della Provincia

Nel casatese la nidificazione dei piccioni ha interessato aziende situate nei comuni di Barzago, Casatenovo, Missaglia. E poi ancora Oggiono e il meratese con (oltre al capocircondario) anche Paderno, Calco, Brivio e Osnago. Allargando il campo alla presenza di aziende agricole in cui i piccioni si alimentano, il territorio è ben più vasto, comprendendone ben quaranta. Queste, oltre alla Brianza sono collocate anche a Colico e a Lecco, con medie di individui che, nei casi più gravi, toccano quota 500.
Più basso è invece il numero di aziende dove i piccioni trovano rifugio. Nel nostro territorio a questo proposito, troviamo ancora Merate (con 6 strutture interessate) e poi Missaglia e Olgiate.

Le aziende agricole utilizzate come ''rifugio'' dai piccioni

Il piano oltre ai mezzi cruenti, che consistono nell'abbattimento e nella cattura degli animali, prevede anche l'utilizzo dei cosidetti ''metodi ecologici'', che tuttavia sembra non abbiano sortito alcun effetto. Si tratta ad esempio, dei cannoncini a gas per spaventare i volatili, o dell'uso di catarifrangenti e strumenti luminosi e sonori. O ancora degli spuntoni sui tetti degli edifici, sull'utilizzo di teli e reti e sull'attenta chiusura di porte e finestre. Metodi che spesso si rivelano inutili, in quanto costosi o addirittura impraticabili per alcune aziende.
Ecco perchè il piano della Provincia prevede l'utilizzo di metodi cruenti. A questo proposito sono due le tipologie di intervento individuate: l'abbattimento in aperta campagna, per il quale si stimano 500 individui abbattibili e la cattura mediante apposite gabbie, già acquistate da Villa Locatelli. Anche in questo caso si stimano circa 500 individui catturabili nel primo anno.

I percorsi nel territorio e i relativi avvistamenti di volatili

Il piano, secondo quanto ci hanno confermato dagli uffici provinciali, dovrebbe prendere il via già nei prossimi mesi, quindi nel 2014. Sono già stati stabiliti periodi di intervento a seconda delle tipologie del danno.
Gli interventi si attueranno solo nei periodi nei quali i piccioni provocano danni, su espressa richiesta di Sindaci, delle aziende agricole o su segnalazioni da parte delle associazioni professionali e agricole. Le operazioni saranno precedute da un sopralluogo della Polizia Provinciale volto valutare a seconda del contesto le modalità operative in grado di assicurare i migliori risultati. Chiaramente si parla solo delle zone agricole in cui la Provincia ha competenza e non nei centri comunali o negli spazi aperti al pubblico.
G.C.
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