Scritto Venerd́ 31 gennaio 2014 alle 14:40

Corte dei Conti: la riforma delle province aumenterà i costi per la collettività. Al lettore le conclusioni

Daniele Nava
Mentre alla Camera scoppia la guerriglia anche sulla legge elettorale, che, a causa di puntigliosi sofismi da destra e da sinistra, non riesce a vedere una definizione, la Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti, organo costituzionale e supremo controllore, imparziale e terzo, dell'attività pubblica e dell'uso delle relative risorse, il 16 gennaio si esprime negativamente in merito a quanto previsto dall'articolo 17 del DDL Delrio.
Tale articolo riguarda la definizione di un ambito ristretto di funzioni assegnate alle Province, che dovrebbero occuparsi di soli compiti di pianificazione e programmazione in settori di spesa riferiti alle circoscritte materie dell'ambiente, dei servizi di trasporto e della rete scolastica.
A parte il complesso meccanismo procedimentale per il riordino delle funzioni trasferite su altri Enti dalle Province, la Corte dei Conti si esprime ritenendo che ‘nell'immediato i risparmi effettivamente quantificabili sono di entità contenuta, mentre è difficile ritenere che una riorganizzazione di così complessa portata sia improduttiva di costi'.
In conclusione il Ministro Delrio si arrovella e si impunta su cambiamenti che, oltre ad avere caratteristiche di incostituzionalità e anti-democrazia e a comportare una forte incertezza sull'organizzazione della macchina amministrativa (chi farà cosa? con quali risorse?), comporteranno un incremento di costi.
Per la riforma della Legge Elettorale, puro tecnicismo anche se comporta risvolti importanti per la nostra democrazia, i cittadini devono assistere a continui litigi e rimandi; mentre, con tutta probabilità, una riforma inutile e costosa vedrà ben presto una definizione.

Lascio a ogni lettore le conclusioni.

Daniele Nava, presidente della Provincia
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