Scritto Mercoledý 12 marzo 2014 alle 16:30

Costa, RSI: a fine aprile scade la 'cassa', si aprono timide prospettive nella meccanica

Fine aprile: ultima fermata per il centinaio di dipendenti della Rsi, ex Costa ferroviaria in liquidazione. Il treno, nella lunga e lenta corsa in attesa di una fermata propizia, sembra ormai essere giunto al capolinea: il 30 aprile scadrà infatti la cassa integrazione per i lavoratori, che si troveranno così in mobilità, senza un posto di lavoro.
Le sorti della storica azienda specializzata nella manutenzione del materiale rotabile si fanno sempre più definite e lo scenario che si apre è il peggiore: un'altra importante realtà andrebbe infatti ad aggiungersi al già lungo elenco di imprese che in questi anni stanno chiudendo i battenti.

Un presidio dei lavoratori RSI in Provincia a Lecco

Lo conferma il sindaco di Costa Masnaga Umberto Bonacina, che ha speso gran parte del suo tempo a cercare di trovare una soluzione al peggior epilogo: "nonostante i tentativi fatti per cercare di ripristinare la filiera produttiva nel settore ferroviario, devo dire a malincuore che non è stata formalizzata nessuna richiesta da parte di imprenditori intenzionati a rilevare l'azienda".
Gli eventuali acquirenti che si erano affacciati sulla scena sono stati costretti a fare dietro front e a rinunciare a un progetto di rilancio troppo costoso: "i prezzi delle gare sono così bassi che le poche persone interessate si sono tirate indietro. In Lombardia, tolta l'unità produttiva di Trenord a Novate e qualche altro polo, non esistono altre aree dedicate alla filiera tranviaria. Non resta ormai più niente nella regione che ha uno dei sistemi ferroviari più ricchi del paese. Nel settore manutentivo si andrà a finire a Piacenza, o con molta probabilità, a Verona".
Flebili speranze sembrano affacciarsi ancora all'orizzonte: verso la fine del mese si terrà in regione un incontro in cui
Umberto Bonacina,
sindaco di Costa Masnaga
parteciperanno i sindacati, Confindustria, la Provincia, il Comune e il curatore fallimentare per cercare di trovare una soluzione prima che scatti la mobilità per i dipendenti. "Stiamo aspettando la convocazione della riunione in cui vorremmo rimettere in campo tutte le parti in gioco per capire quale sia la strada migliore da percorrere" accenna il delegato della Fim-Cisl di Lecco Enrico Civillini. Più deciso invece il sindaco Bonacina, che anticipa: "al vertice regionale chiederemo che almeno una parte dei lavoratori vengano presi in carico da Trenord".
Il primo cittadino esprime grande rammarico per la situazione venutasi oggi a creare. Dopo aver cercato di fare di tutto per salvare questa importante realtà afferma: "da parte mia c'è stato un impegno totale per cercare di continuare a dare una possibilità di lavoro nel settore ferroviario a questi dipendenti. Purtroppo non ho trovato appoggio da nessuna parte".
Come detto, il dispiacere per il primo cittadino, che ha sempre saldamente creduto in un progetto di rilancio, è notevole, tuttavia Bonacina sta già muovendo i primi passi per trovare un'altra soluzione, che ora accenna timidamente: "c'è una piccola prospettiva nel settore meccanico, che stiamo faticosamente cercando di coltivare. I tempi sono stretti perché dopo il 30 aprile c'è la mobilità. Le premesse ci sono tutte: vediamo se si riuscirà a concretizzare la questione prima di Pasqua". Le possibilità di ripristino del sito di manutenzione ferroviaria sembrano dunque ormai sfumate, anche per via dei costi elevati che comporterebbe la rimessa in funzione dei macchinari. Ora si punta tutto sulla nuova possibilità, che andrebbe a cambiare radicalmente il volto del sito produttivo.
Michela Mauri
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