Scritto Mercoledý 09 settembre 2015 alle 14:15

Pesci in faccia ad ogni Finanziaria. I sindaci facciano fronte comune

Marco Calvetti
La preziosa inchiesta sullo stato di salute dei comuni dischiude una finestra sui paradossi e iniquità nascoste tra le pieghe dei bilanci. In particolare si fa riferimento a Fondo di Solidarietà Comunale. Uno strumento individuato per dare una mano alle piccole municipalità che si è via via trasformato in una sorta di Dracula alle prese con tante sezioni dell'Avis. Sindaci di ogni colore e latitudine hanno fatto del mugugno il loro tappeto musicale per cantarle al Governo. Ma l'impressione è che sia solo un coro di prefiche assoldate per lacrimare al funerale dell'estinto. Che, nel caso, sono sempre più i comuni del nord letteralmente derubati da uno Stato che non premia gli enti virtuosi e veste i panni di un Robin Hood capovolto che svuota le casse dei piccoli per tappare i buchi delle allegre e dissolute amministrazioni dei comuni metropolitani. Per tacere del solito squilibrio tra il nord e il sud che non può essere rappresentato con i soliti piagnistei e con le bieche categorie simil-razziste, anche perché, carta canta e racconta che ad essere prosciugati sono gli enti non spreconi e non clientelari, cioè quei comuni che insistono sui territori da Roma in su.
Se poi corrediamo la fotografia con le macchine della tortura del patto di stabilità, ne esce un quadro che lascia intuire come il processo autonomista e federalista dello Stato cammini come un gambero. Ma vi pare possibile che un ente locale non possa spendere i quattrini che ha in cassaforte, soldi suoi per intenderci, vittima dei parametri europei. Peccato che lo Stato invece di mettersi a dieta tagliando i viveri alla sua pletorica macchina burocratica e spesso improduttiva, toglie ossigeno agli ultimi avamposti chiamati a rispondere alle esigenze dei cittadini. Invece si preferisce mantenere le ambasciate con i loro cortigiani.
Credo perciò che i sindaci della nostra provincia debbano mettere a fuoco una linea comune per andare oltre la protesta ed evitare di ricevere pesci in faccia ad ogni Finanziaria. E che dire dei parlamentari lecchesi, in particolare degli esponenti del Pd Veronica Tentori e GianMarco Fragomeli che dovrebbero alloggiare a Roma per aiutare il loro territorio, attraverso lo strumento legislativo, e non come il Fragomeli che si è distinto, di recente, per la difesa della presidenza di Vico Valassi alla Camera di Commercio. Un incursione che c'entra come i cavoli a merenda, come se il pasticciere decidesse se è meglio la braciola di vitello o di maiale.
Marco Calvetti
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco