Scritto Marted́ 22 marzo 2016 alle 08:46

Casatenovo: quattro studentesse del Politecnico illustrano il progetto di recupero di Santa Giustina, un patrimonio storico

Uno studio per riportare all'antico splendore la chiesa di Santa Giustina, di proprietà del Comune di Casatenovo. A presentarlo venerdì sera durante un incontro svoltasi in sala consiliare, sono state quattro studentesse del Politecnico di Milano, autrici di un articolato lavoro che ha permesso di ricostruire la storia dell'edificio casatese, oltre che un'ipotesi di riutilizzo dello stesso.

Le studentesse del Politecnico tra Rosadele Galbiati della Pro loco e l'assessore Marta Picchi

Ad introdurre la serata è stata l'assessore alla cultura Marta Picchi che ha spiegato innanzitutto l'obiettivo primario che il Comune insieme con la Pro loco si sono prefissati: il recupero degli affreschi della chiesina, concludendo così l'opera avviata negli anni scorsi. Per questa ragione si sta valutando l'ipotesi di organizzare una serie di iniziative che permettano di raccogliere fondi per consentire il restauro degli interni di Santa Giustina. A questo proposito la Pro loco si è aggiudicata un contributo di 7mila euro da Fondazione Provincia di Lecco: è necessario quindi recuperare la medesima cifra per portare a casa il risultato.

L'assessore Marta Picchi e Rosadele Galbiati


''La chiesa di Santa Giustina rappresenta un pezzo importante per la storia di Casatenovo'' ha affermato Rosadele Galbiati, presidente della Pro loco. ''Ricordo che il sindaco Giovanni Maldini diceva spesso che il vecchio nucleo del nostro paese era proprio lì, sotto il vecchio castello''.
La Galbiati ha poi introdotto sinteticamente il lavoro svolto dalle ragazze - Teresa Amorelli, Marina Ghattas, Mouna Ghedamsi e Valeria Negri - che hanno condotto un accurato lavoro di ricerca storica e architettonica, realizzando un progetto complessivo che punta al completo recupero della chiesina.



''L'opera di restauro degli affreschi era già stata avviata in passato e ora la si vorrebbe portarla a termine. Ci sarebbero poi tante altre cose da fare. Il nostro obiettivo principale è quello di sensibilizzare la popolazione verso questo patrimonio, che è di tutti. Come Pro loco ci siamo proprio attivati con questo impegno''
ha concluso la Galbiati, citando alcune iniziative che si svolgeranno nelle prossime settimane in collaborazione con gli Alpini, l'associazione Sentieri e Cascine e l'istituto superiore Graziella Fumagalli, finalizzate alla scoperta della chiesina e alla raccolta fondi per ''salvare'' appunto gli affreschi.

A sinistra Emilio Amigoni, referente della Fondazione Provincia di Lecco


La parola è poi passata alle studentesse che hanno illustrato il lavoro condotto, partendo innanzitutto dalla storia di Santa Giustina, edificio davvero antico, la cui storia è legata a doppio filo a quella di Casatenovo. Dopo aver studiato le origini della chiesa - costruita dalla famiglia Casati, che nelle vicinanze possedeva un castello - le ragazze hanno compiuto diversi sopralluoghi sul posto, effettuando delle ricerche anche sui materiali impiegati per la costruzione dell'edificio, che negli anni ha subito diversi interventi di restauro, gli ultimi conclusi nel 2013. Risale invece agli anni Settanta del secolo scorso una massiccia opera che ha consentito di porre rimedio al problema delle infiltrazioni d'acqua che stava mettendo in serio pericolo gli interni della struttura.


Nonostante i ripetuti interventi di restauro, alla chiesina manca un vero e proprio progetto che guardi al futuro. Ci hanno dunque pensato le studentesse, che hanno ipotizzato quattro percorsi ''turistici'' - con ville, edifici sacri e luoghi storici significativi per Casatenovo - all'interno dei quali collocare la visita a Santa Giustina.


Quest'ultima non dovrà essere soltanto ''museo di se stessa'': per questa ragione nel progetto la chiesina dovrebbe ospitare anche dei pannelli per ripercorrere la storia - oltre che della famiglia Casati - anche della vicina azienda Vismara, importante punto di riferimento economico e sociale per Casatenovo.


''Abbiamo ipotizzato di mettere quasi a confronto, all'interno di Santa Giustina, la storia di un'area di archeologia industriale con una più antica, legata appunto alla famiglia Casati'' hanno concluso le studentesse. Il progetto non ha mancato di accendere un interessante dibattito tra i presenti in sala: non sono mancati apprezzamenti, ma anche qualche dubbio rispetto all'opportunità di far convivere i due aspetti - così distanti tra loro - all'interno di Santa Giustina. A mettere d'accordo tutti però, la necessità di pensare concretamente ad un'ipotesi di riutilizzo dello stabile, per valorizzarlo e non ''farlo morire''.


A chiudere la serata, l'intervento di Emilio Amigoni, referente della Fondazione Provincia di Lecco, che ha esortato Comune e Pro loco a raccogliere l'altra metà dei fondi richiesta per poter avviare l'opera di restauro degli affreschi, dal valore storico e artistico notevole, in quanto risalenti alla fine del Quattrocento.
Gloria Crippa
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