Scritto Luned́ 08 agosto 2016 alle 13:51

Acqua: investimenti per 123 mil. In 20 anni lavori alle reti fognarie di Bosisio e Bulciago

Dal primo gennaio Lario Reti Holding ha ottenuto la gestione del Servizio Idrico. L'assemblea dei soci riunitasi lunedì scorso è stata dunque l'occasione per fare il punto della situazione e soprattutto per iniziare ad illustrare i progetti che la società attuerà nei prossimi anni.

L'affidamento dell'acqua lecchese per i prossimi 20 anni ha "sbloccato" una serie di investimenti che il territorio attendeva da tempo, tra reti colabrodo e depuratori, vedi Lecco, non adeguati.
Il piano degli investimenti legati al servizio idrico previsti Lrh entro il 2035 ammonta a 132 milioni di euro, di cui il 50% è concentrato nei primi sei anni.
Nel budget 2016 sono in particolare inseriti oltre 13 milioni di euro di lavori.
Gli interventi più significativi sono: adeguamento dell'impianto elettrico del potabilizzatore "Brianteo"; realizzazione di alcuni serbatoi di accumulo di acqua potabile, potenziamento o rifacimento delle rete idrica nei comuni di Perledo, Abbadia, Montevecchia e Cernusco; estensione/potenziamento della rete fognaria di alcuni nuclei urbani tra cui Barzio, Bosisio, Bulciago; sistemazione del canale scolmatore che si trova a Robbiate. Attenzione poi agli impianti di depurazione con la predisposizione di progetti per risolvere le  problematiche alle strutture al Toffo e a Premana.

Osserviamo ora le previsioni del budget 2016 approvato - all'unanimità - dai soci (parte dei sindaci lecchesi più alcuni comaschi).
Quest'anno è previsto che dai rubinetti dei lecchesi fuoriescano 26 milioni di mq di acqua, leggermente in calo rispetto al passato visto che negli ultimi anni la tendenza è chiara: se ne consuma sempre  meno.
Per una maggiore sensibilità ambientale e un'attenzione verso gli sprechi, sia perché l'acqua di Lecco è decisamente cara: la tariffa media è di 1,70 euro al mc.
Lrh dal Sii ricaverà 44 milioni di euro, cui vanno aggiunti altri 1,4 milioni di legati alla vendita all'ingrosso di acqua ad altre società che operano nel settore, oltre che introiti vari (dalle 11 casette dell'acqua ad esempio entrano 40.000 euro) e i ricavi per i servizi svolti dalla holding alle partecipate. Per un totale di 47,8 milioni di ricavi previsti.

Fanno da "contro-altare" i costi operativi, pari a 42,5 milioni di euro.
29,4 milioni di euro sono i costi operativi: energia elettrica, materie prime, smaltimento dei sottoprodotti di depurazione, canoni demaniali e così via.
8,3 milioni di euro sono rappresentanti invece dai costi del personale (con un'incidenza del 17,3% sui ricavi). Con l'ottenimento del Sii, Lario Reti ha infatti avviato un importante piano delle assunzioni.
Anzitutto ha integrato 116 dipendenti di Idroservice, 18 dei 20 dipendenti prima in carico a Idrolario  ed è in corso l'ingresso di 18 nuove figure.
"Abbiamo già assunto 9 nuovi dipendenti. Si tratta soprattutto di ingegneri: abbiamo in previsione diversi investimenti e vogliamo internalizzare il più possibile la progettazione, riducendo il ricorso a professionisti esterni" ha spiegato il presidente del Cda Lelio Cavalier. "Seguirà poi una seconda fase legata più alla dimensione operativa, che pensiamo di concludere entro settembre". In arrivo anche un responsabile alla comunicazione.

In ultimo: l'EBITDA (margine operativo lordo) di Lario Reti si assesta a 5,3 milioni di euro, l'EBIT (margine operativo netto) a 3,3.

A ciò bisogna aggiungere i fatturati della partecipate Acel e Lario Reti Gas.
Per Acel si segnala: 88,3 milioni di euro di ricavi; 80,7 di costi; Ebitda pari a 7,5 milioni e Ebit di 6,5 milioni.
Per Lario Reti Gas: 12,5 milioni di euro di ricavi; 7 milioni di costi; Ebitda pari a 5,4 milioni e Ebit di 3,7 milioni.

In totale per il gruppo Lario Reti: 135,6 milioni di euro di ricavi; 117,3 milioni di euro di costi; Ebitda pari a 18,3 milioni e Ebit di 13,6 milioni.
P.V.
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