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Scritto Lunedì 13 febbraio 2017 alle 10:28

Il Meratese è pronto per l’attuazione della riforma sanitaria. Medici di base e specialisti nei Presst in città e a Casatenovo

Nel primo articolo di questa serie dedicata essenzialmente al tema dell'emergenza-urgenza abbiamo descritto il modello organizzativo calato nella realtà territoriale e l'iniziativa dell'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) di mettere in campo un "Gruppo di miglioramento dell'attività dei pronto soccorso" rilevando, tra l'altro la scarsa presenza nel gruppo, di operatori di Ps, cioè di frontman dell'urgenza. I pilastri su cui può poggiare un'autentica azione incisiva per migliorare l'efficienza dei pronto soccorso sono due: il rafforzamento degli organici e l'avvio di servizi sul territorio in grado di intercettare le necessità sanitarie non particolarmente acute.

Tra i risultati attesi dal Gruppo di Miglioramento attività di Pronto Soccorso assume una rilevanza notevole l'individuazione di azioni di medio e lungo periodo in tema di accesso e continuità delle cure.
Come è noto, la riforma sociosanitaria lombarda ha modificato profondamente il sistema. Meno ospedali e più territorio. Tra ASST, ATS, POT e PRESST il futuro della sanità lombarda dovrà vedere una dinamicità sempre maggiore delle strutture territoriali. La riorganizzazione totale della attuale offerta sanitaria sarà il vero banco di prova del cambio di passo voluto dal Presidente Maroni.

Il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni

Oltre agli ambulatori dei medici di base la riforma prevede la nascita dei PRESST e dei POT. I PRESST dovranno essere poliambulatori dove il paziente viene preso in carico, trovando cure di base e specialistiche, oltre all'infermiere di famiglia. Al "punto unico" di accesso sarà possibile ottenere tutte le risposte, compresa l'assistenza domiciliare integrata e quella sociale. In una logica di integrazione istituzionale e organizzativa i PRESST dovranno svolgere la funzione ideale di "aggregazione" dei professionisti che operano sul territorio di riferimento tra i quali i medici di continuità assistenziale e gli specialisti per alcune prestazioni ambulatoriali nonché i medici di famiglia. Dove sperimentato questo rinnovamento organizzativo e professionale ha avuto ricadute vantaggiose sui tre attori cardini del sistema: cittadini, professionisti e organizzazione.
In merito all'organizzazione i vantaggi hanno riguardato anche la riduzione degli accessi impropri al Pronto soccorso e la diminuzione dei ricoveri, proprio grazie all'intesa tra i medici della continuità assistenziale e della medicina generale, con servizio di assistenza sulle 24 ore per 7 giorni la settimana. Attività coordinate tra Dipartimenti di Emergenza - Urgenza degli ospedali e i servizi "h24" nei presidi territoriali hanno favorito il calo dei pazienti costretti a ricorrere in modo improprio al Pronto Soccorso, non certo per volontà loro, ma costretti dalla necessità di ricorrere a un semplice parere medico. Gran parte del 18% per cento dei codici bianchi che fanno ore di fila in pronto soccorso potrebbero trovare una risposta nei centri territoriali. Se intesi funzionalmente come parte integrante del DEA ospedaliero chiamato a svolgere un ruolo "dipartimentale allargato al territorio", gli "h24" territoriali potrebbero dare un contributo anche al contenimento degli accessi classificati come codici verdi al PS, che rappresentano il 65% della domanda di cura.
Appare quindi ragionevole consigliare al "Gruppo" di spendere poco tempo in "analisi" e di procedere speditamente a rappresentare ai livelli istituzionali interessati quanto è doveroso fare per dare attuazione pratica alla riforma. Cosa fare subito per avviare i PRESST, che rappresentano la condizione indispensabile per perseguire le novità introdotte dalla riforma.
Il "Gruppo" dovrà necessariamente fornire indicazioni per l'intero ambito della ATS, ma non deve porsi il problema di uniformare tipologia e soprattutto i tempi di attuazione delle proposte che arriverà a formulare.
In particolare per la continuità assistenziale, che come abbiamo visto può incidere significativamente anche sulle attività di Pronto Soccorso, in ogni Distretto (Lecco, Monza e Vimercate) dovranno essere trovate soluzioni operative diversificate nei tempi.
Se prendiamo ad esempio il Distretto che raggruppa i Comuni della Provincia di Lecco la realtà ci porta a considerare che i tempi differenziati si imporranno anche riguardo agli Ambiti Territoriali corrispondenti ai vecchi Distretti della ASL.
Negli Ambiti di Lecco e Bellano non si registra la stessa aspettativa che qualifica il Meratese-Casatese. In questo Ambito si parla dei PRESST ancora prima della approvazione della riforma, appena si è cominciato a discutere del "libro bianco".

I sindaci Andrea Massironi (Merate) e Filippo Galbiati (Casatenovo)

Filippo Galbiati, che rappresenta i Comuni della ATS nel "Gruppo", e Andrea Massironi, sindaco di Merate, conosciute le prime indicazioni regionali, oltre un anno fa hanno messo intorno allo stesso tavolo gli esperti della sanità dell'allora Distretto per elaborare la proposta di attuazione della riforma. Proposta fatta propria all'unanimità e quindi in termini bipartisan dal Comitato dei Sindaci presieduto da Adele Gatti.

Adele Gatti, presidente dell'ambito distrettuale meratese

Una volontà nell' affrontare le novità introdotte dalla riforma e un tempismo che non trovano riferimento negli altri Ambiti.
Una volontà che ora necessita di una verifica importante per tradurre in termini operativi quanto suggerito dagli esperti, che indicavano nella realizzazione di due PRESST, uno a Merate nell'area adiacente all'Ospedale e uno a Casatenovo presso la struttura dell'INRCA, come priorità assoluta per aprire alle innovazioni suggerite dalla riforma e potenziare ulteriormente il sistema "meratese" che il Mandic, i servizi della ex ASSL e i servizi di Retesalute ha mantenuto a livello di eccellenza.
Un obiettivo che per essere centrato necessita di due condizioni irrinunciabili. I PREST per avere un senso hanno bisogno di una struttura che possa garantire anche dei servizi diagnostici di base (esami di laboratorio, prestazioni radiologiche di base, ecografia, e alcuni ambulatori specialistici) Non a caso i due PRESST venivano previsti uno nelle vicinanze del Mandic per poterne sfruttare i servizi di base e uno all'interno dell'INRCA .

L'Inrca di Casatenovo

A quel tempo si parlava di "Cittadella della Salute" nella area ex Ecosystem e dell'immediato trasferimento delle attività acute di ricovero dell'INRCA e conseguente liberazione di spazi a Monteregio per ospitare un POT e un PRESST. La soluzione di allestire il PRESST casatese negli ambulatori medici di Via Garibaldi prospettata ultimamente non risponde ai requisiti di un Presidio Socio-Sanitario Territoriale, che, come si diceva prima, deve essere dotato di attrezzatura diagnostica di base.
Quanto a Merate, in attesa della Cittadella della salute, il PREST come alternativa provvisoria possibile potrebbe essere allestito nel Padiglione che un tempo ospitava il CUP e alcuni servizi dell'Ospedale. L'Azienda ospedaliera aveva trasferito in comodato d'uso l'immobile all'ASL per una ristrutturazione finanziata dalla Regione. Un intervento di circa un milione di euro del quale dopo l'approvazione del progetto e l'indizione dell'appalto non è dato a sapere più nulla.

Foto dell'ex poliambulatorio che dovevano ristrutturare quello all'ingresso sulla destra

Cosi come risulta tutt'ora inutilizzato il quinto piano del Padiglione Villa ristrutturato con finanziamento milionario, vincolato, dalla Regione per la realizzazione di un reparto di pneumologia destinato ad ospitare le attività "acute" INRCA che già anni fa richiedevano requisiti strutturali e specifici non riscontrabili nel presidio casatese. Il reparto al quinto piano del Mandic non è un semplice "reparto vuoto" da riempire, ma un reparto realizzato per un progetto specifico e vincolato, allestito con il contributo dei professionisti dell'INRCA.
Accesso e continuità delle cure vengono classificate dal "Gruppo" come azioni di miglioramento di "medio e lungo" periodo. La programmazione e l'avvio dei PREST in ogni Ambito distrettuale a parere nostro sono azioni di miglioramento, anche per l'accesso ai PS, attivabili "da subito". Vista la composizione e l'autorevolezza del "Gruppo" insistiamo con due ipotesi di lavoro: la ristrutturazione del Padiglione nell'area Mandic e la disponibilità presso l'INRCA di spazi per POT e PREST. Perché solo così si possono conseguire in tempi brevi gli obiettivi di Regione Lombardia.

 


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