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Scritto Martedì 21 febbraio 2017 alle 14:37

Sanità/3: la Regione finanzi i presidi sociosanitari territoriali. Solo così si attuerà la ''riforma'' migliorando l’accesso ai P.S.

Proseguiamo con questa terza puntata nel nostro "viaggio" dentro la sanità che verrà, passando per il primo servizio con cui impatta il cittadino: il pronto soccorso. Nelle puntate precedenti abbiamo visto, tra l'altro, la costituzione di un vasto gruppo di studio da parte dell'Agenzia di Tutela della Salute "Brianza" cui fanno capo le aziende socio-sanitarie territoriali di Monza, Vimercate e Lecco con la finalità, appunto, di migliorare il servizio di emergenza urgenza riducendo gli accessi impropri. Ne hanno parlato anche lunedì sera a Merate in Consiglio comunale dove si è levata molto critica la voce dell'oncologa Silvia Villa che, pur apprezzando la riforma Maroni, ne ha denunciato la sostanziale inattuazione che lascia di fatto gli ospedali con organici ridotti, attrezzature da rinnovare e un territorio circostante pressoché sguarnito di strutture capaci di intercettare la domanda dei pazienti. Sul precedente articolo abbiamo posto l'accento sulla assoluta necessità di attivare i Presidi Socio Sanitari territoriali (PreSST) il cui ruolo è strategico al fine di ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso. In sostanza per intercettare i codici bianchi e verdi, per quanto, da recenti rilievi, nei Ps di Merate e Lecco sono in forte aumento anche i codici gialli e rossi per i quali solo un robusto rafforzamento dell'organico di Ps è possibile farvi fronte. Tornando ai PreSST va sottolineato che per la riforma sociosanitaria lombarda essi debbono rappresentare la prima linea di intervento per la presa in carico dei pazienti cronici al fine di prevenire l'insorgere delle riacutizzazioni e ridurre conseguentemente il ricorso ai PS.

Adele Gatti

Se guardiamo agli obiettivi della riforma il PreSST dovrebbe costituire il punto di riferimento certo per i cittadini, al quale potersi rivolgere in ogni momento per trovare una risposta ai propri problemi di natura sociosanitaria. Un punto di accoglienza e orientamento ai servizi per tutti.

Non a caso il gruppo di esperti che ha elaborato la " Proposta per la costituzione del Polo Territoriale Sociosanitario del Meratese-Casatese" sulla base delle indicazioni del " libro bianco", le linee guida regionali che hanno supportato il testo della riforma, hanno indicato come priorità assoluta l'avvio dei PreSST. Presidi intesi come sede riconoscibile per l'accesso e l'erogazione dei servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali rivolti alla popolazione di uno specifico ambito territoriale.

 

John Patrick Tomalino

Inizialmente sono stati proposti e indicati due ambiti: il meratese che conta 70 mila abitanti e il casatese con i suoi 50 mila.

Oltre ad assicurare un punto unico di accesso nel PreSST deve trovare concreta attuazione anche la cosiddetta "continuità assistenziale" h 24, sette giorni su sette, come risposta ai bisogni di assistenza primaria delle persone.

E' questo il modo per rafforzare sempre di più l'integrazione con l'ospedale, soprattutto in relazione all'appropriatezza dei ricoveri e alle dimissioni protette, sviluppare programmi di prevenzione rivolti al singolo, alla comunità e a target specifici di popolazione.

Sulla base delle esperienze maturate fin dagli anni ottanta in tema di continuità tra polo ospedaliero e rete territoriale dei servizi gli esperti meratesi hanno voluto fornire indicazioni anche in merito allo spazio fisico per strutturare il sistema integrato di servizi, arrivando a ipotizzare, nell'Ambito distrettuale, due sedi di PreSST, idonei a questo scopo.

 

Filippo Galbiati

In una logica di integrazione istituzionale e organizzativa in questi Presidi dovranno prestare la loro attività i medici di continuità assistenziale notturna e festiva, per alcune funzioni i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta e di comunità, gli specialisti per le prestazioni ambulatoriali, infermieri per l'assistenza ambulatoriale e domiciliare. Una "aggregazione" di professionisti per garantire qualità e tutela di presa in carico nei "Percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali", con vantaggi rilevanti per i cittadini.

Ma per poter assicurare tali vantaggi, i PreSST necessitano di requisiti obbligatori in particolare per le funzioni relative alle cure primarie e i servizi sanitari. Punto prelievi, diagnostica radiologica tradizionale, ambulatori per ecografia e specialistici rappresentano un presupposto per l'esistenza stessa di questi Presidi.

I due PreSST "sperimentali", di conseguenza, vengono ipotizzati all'interno dell'area ospedaliera del Mandic e presso la struttura dell'INRCA a Casatenovo.

La targhetta "PreSST" non deve essere utilizzata per le strutture che in regime ASL garantivano qualche limitata attività ambulatoriale o alcune funzioni relative ai nuclei di base delle cure primarie come gli ex CREG.

 

Massimiliano Vivenzio

Attraverso il PreSST va avviato un percorso organizzativo di attuazione della riforma, basato sulla integrazione tra Polo ospedaliero e Rete Territoriale. Sarà l'occasione per verificare quanta collaborazione verrà messa in atto tra ATS, ASST, Retesalute, soggetti pubblici e privati del settore, volontariato e associazionismo.

Tutto fa presupporre che una spinta per un avvio dei PreSST con ruolo e funzioni prima descritte arriverà dall' Ambito meratese. Alcuni degli esperti firmatari del Progetto meratese-casatese risultano ai vertici degli organismi di rappresentanza dei Sindaci: Filippo Galbiati alla testa del CDR di Distretto, Adele Gatti e Patrik Tomalino dell'organismo di rappresentanza dell'Ambito distrettuale e Massimiliano Vivenzio addirittura nel CDR dell'ATS avranno l'occasione per sollecitare i vertici di Agenzia e Aziende ospedaliere a imboccare questa direzione.

A parte i tempi per la operatività delle strutture, che necessitano chiarezza in merito ai finanziamenti delle aree attigue al Mandic e la possibilità di occupare gli spazi che il trasferimento delle attività ospedaliere-acute dall'INRCA al presidio meratese, a breve termine avremo una occasione per verificare come si procederà in merito al ruolo dei PreSST in particolare da parte della ATS.

Regione Lombardia, in attuazione della riforma, ha recentemente fornito le indicazioni per il nuovo modello di presa in carico dei pazienti cronici con l'individuazione del "gestore" responsabile della presa in carico e nuove modalità di remunerazione. Che ruolo avranno in questo settore strategico ATS, ASST, Retesalute e quindi i PreSST?

Continua/3



 

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Claudio Brambilla
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