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Scritto Domenica 05 marzo 2017 alle 14:24

Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio

Il dr Enrico Magni
In settimana, due onorevoli prelati di Lecco si sono decisamente esposti nell'esprimere il loro punto di vista in merito al suicidio assistito del Dj Fabo e alla sentenza della Corte d'Appello di Trento riguardante il riconoscimento di due papà come genitori di una coppia di gemelli nati con la materinità surrogata.
Le argomentazioni addotte corrispondono inevitabilmente alla riflessione del pensiero dominante cattolico. Non è detto che il pensiero dominante cattolico sia la verità assoluta in una società aperta e democratica. Il pensiero minoritario laico, che è rispettoso di tutte le religiosità presenti e professate, si discosta da coniderazioni così assolute e perentorie. Le cose da dire sarebbero molte, necessiterebbero di un lungo spazio argomentativo, ma è indispensabile la sintesi.
Prima considerazione: è opportuno che qualsiasi soggetto pensante e partecipante al vivere sociale esprima e comunichi il suo pensiero; è un modo per essere partecipi all'essere nel mondo (cultura) e non ad essere gettati nel mondo (natura). Essere nel mondo significa essere un attore attivo che interagisce con il campo vitale che determina le proprie scelte; considerarsi un essere gettato nel mondo è valutare la propria esistenza un accadimento casuale accaduto per una certa ‘volontà' (retorica della vita è un dono).
Seconda considerazione: ciò che è accaduto, sia per il riconoscimento della paternità dei due bambini sia per il suicidio assistito, è avvenuto nel rispetto delle leggi promulgate da Stati sovrani eletti democraticamente da cittadini. Le norme non sono state violate, tutto è avvenuto nel rispetto delle leggi.
I legislatori dei singoli Stati in sintonia con le realtà sociali di appartenenza stilano leggi che ordinamentano i comportamenti sociali. La legge dello Stato è funzionale a regolamentare i comportamenti degli individui e dei governanti; non esistono leggi che trascendono lo Stato e "i miseri esseri umani": «Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Nella città di Cesare i problemi terreni del vivere di oggi sono molto articolati, diversificati e esigono di essere regolamentati ma non limitati. Le paure, le angosce sono presenti nel mondo e necessitano di essere governate. Le leggi dello Stato non sono le leggi divine della fede. Le leggi della fede possono coincidere oppure diversificarsi da quelle della città di Cesare, è bene che sia così. Sta poi al singolo individuo, al soggetto sociale pensante convenire e decidere se usufruire una norma legislativa oppure escluderla perché distante dal suo credere religioso o laico.
Si possono condividere o non condividere le leggi di uno Stato, si possono usufruire oppure no, ma proibirle, limitarle o affermare che siano il frutto di un pensiero dominante relativizzante negativo è limitativo per le libertà di tutti i cittadini.
Terza considerazione: il pensiero relativo è un pensiero costruttivo perché pone la verità nel divenire dell'essere e non nello stare dell'essere. In sostanza, il pensiero relativo, tanto maltrattato e temuto da Joseph Aloisius Ratzinger, è un pensiero dinamico costruttivo che cambia in funzione dei processi sociali, tecnologici, economici, scientifici in atto. Non è una chimera allucinante oppositiva, è un modo di pensare critico che pone dei dubbi: vive di dubbi costruttivi che cercano soluzioni alle difficoltà dell'essere.
Dopo il ritrovamento di ottocento orfani morti in un orfanotrofio cattolico in Irlanda (1925-1961), per un laico qualche dubbio profondo si pone ulteriormente.
Dr. Enrico Magni, psicologo - psicoterapeuta
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