Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 310.347.659
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 03 aprile 2017 alle 08:07

Teleriscaldamento: il congelamento dell'iter sulle prescrizioni riapre il dibattito sul 'decommissioning' degli impianti di combustione

Massimo Riva
Abbiamo accolto positivamente la proposta di congelamento dell’iter riguardante le prescrizioni contenute nell’AIA relative alla realizzazione del teleriscaldamento (Lotto C) e dell’annessa centrale termica alimentata a gas (Lotto B). Questo consentirà di aprire un confronto ed un approfondimento anche di tipo politico all’interno del tavolo promosso dalla Regione Lombardia.
Si riportano quindi al centro del dibattito la valutazione di tutte le alternative possibili e della loro sostenibilità economica ma anche ambientale, partendo dall’indirizzo dato dal Consiglio Regionale nel 2013 il quale impegnava la Giunta a definire, per quanto riguarda gli impianti di incenerimento, scenari e criteri di “decomissioning”, cioè di disattivazione progressiva degli impianti o delle singole linee di combustione, coerenti con la progressiva diminuzione di produzione del rifiuto urbano residuo regionale” e “ad attivarsi affinché le nuove reti di teleriscaldamento risultino coerenti con gli scenari di “decommissioning” prospettati”.
Peraltro il vigente Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato nel 2014 prevede, per quanto riguarda gli inceneritori, un significativo esubero tra la capacità autorizzata nel 2010 (per il totale dei rifiuti inceneriti) e i quantitativi di RUR previsti al 2020, che renderà necessario il progressivo smantellamento (decommissioning) sopra citato.
Non era quindi accettabile che una prescrizione burocratico/amministrativa contrastasse con un chiaro indirizzo politico votato all’unanimità in Regione Lombardia, vincolando le future scelte del territorio lecchese.
Torna quindi aperta anche la discussione di differenti modalità di gestione del ciclo dei rifiuti che non devono più essere condizionate dal mantenimento incondizionato dell’impianto di incenerimento, che potrebbe essere avviato a chiusura e riconversione, anche prima della scadenza dell’attuale AIA.
Non dimentichiamo che nel luglio del 2016 con atto di indirizzo i comuni soci di Silea, ponevano alla società  l’obiettivo del raggiungimento della quota del 75% di raccolta differenziata entro il 2020, livello ancor più ambizioso di quello minimo contenuto nel PRGR, fissato  67%.
E’ del tutto evidente la tendenza in atto e gli obiettivi che la stessa Unione Europea ci pone in materia di riciclo e recupero di materia, nonché di minor produzione di rifiuto indifferenziato: avremo sempre meno bisogno di dover bruciare rifiuti. Non ha senso legare scelte infrastrutturali in materia di politica energetica all’approvvigionamento da fonti fossili o da rifiuti.
Massimo Riva, Movimento 5 Stelle
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco