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Scritto Martedì 08 agosto 2017 alle 15:37

Missaglia, pillole di storia/6: l'ex municipio fu donato al Comune dal sindaco Pirovano

Situato nel cuore di Missaglia, all'intersezione tra Via Merlini e Via Giovanni XXIII, l'edificio che oggi ospita la biblioteca comunale è stato per anni sede del municipio, realizzato su iniziativa dell'allora sindaco Felice Pirovano.

Un'immagine recente dell'ex sede municipale, oggi biblioteca Francesco Cherubini

Fu proprio lui, ancor prima di divenire amministratore, ad acquistare dai salesiani nel 1959, il terreno di 750 mq sul quale sorse poi la costruzione. Proprio in quell'anno infatti, e più precisamente il 4 novembre, venne posata la prima pietra: un sasso proveniente dal Piave. Inizialmente avrebbe dovuto essere destinato a sede educativo-scolastica per la comunità missagliese. In realtà però, una volta eletto sindaco l'anno successivo, Pirovano cambiò l'idea originaria, decidendo di realizzare proprio lì il nuovo palazzo comunale. Il progetto fu quindi modificato con l'aggiunta di un altro piano, per rispondere alle esigenze della pubblica amministrazione.

Foto storiche dell'ex palazzo comunale missagliese


Intanto il 3 luglio 1962, ultimati i lavori, il sindaco venne autorizzato a prendere possesso della nuova sede municipale, dove vennero trasferiti gli uffici e così, nei mesi successivi, venne perfezionata - dopo aver indicato alcune condizioni fondamentali - la donazione fatta da Pirovano all'amministrazione comunale.
La costruzione del nuovo municipio è stata completata dall'arretramento e dalla sistemazione del monumento ai caduti. Ad occuparsi del progetto è stato il noto architetto Paolo Caccia Dominioni, che ha pensato ad un edificio moderno ed elegante, rivestito in marmi pregiati e sormontato da quattro statue raffiguranti le stagioni.


L'edificio che si affaccia su Piazza Libertà è stato sede municipale sino a metà anni Novanta quando gli uffici comunali si trasferirono nell'attuale palazzo di Via Matteotti, già stazione dei carabinieri - prima dello spostamento dell'Arma a Casatenovo

La targa che ricorda Cherubini
- nonchè della pretura. Con l'amministrazione di Marta Casiraghi l'immobile è diventato sede della biblioteca, intitolata a Francesco Cherubini: uno dei massimi letterati italiani dell'Ottocento che visse gli ultimi anni della propria vita a Cascina Oliva, in frazione Lomaniga. L'attività cui dedicò la maggior parte del suo tempo e delle sue energie fu la redazione, nel 1839, del più grande dizionario di dialetto milanese (in cinque volumi), oltre alla prima collana di scrittori milanesi, in 12 volumi. Scrisse anche un vocabolario di dialetto mantovano nel 1827, uno di latino, ed altre opere, perlopiù a carattere didattico. Proprio per questo motivo, durante il suo primo mandato amministrativo, l'ex sindaco Marta Casiraghi decise di intitolare alla sua memoria la biblioteca civica ospitata nel vecchio municipio. Una targa posta all'esterno dell'edificio lo ricorda tuttora, anche se sembrano davvero essere pochi coloro a conoscenza la storia che si nasconde dietro a quel nome.
Da qualche anno l'immobile è totalmente destinato a finalità culturali: l'ex sala consiliare è stata infatti trasformata in spazi studio per i giovani che frequentano la biblioteca. Attende invece di essere occupato il seminterrato che fino a una decina di anni fa ospitava l'ufficio della Polizia locale.
G.C.
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