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Scritto Mercoledì 23 agosto 2017 alle 09:22

Missaglia, pillole di storia/7: vittima della 1° ''jihad'', visse alla Molinata Giuseppe Cuzzi

La nostra rubrica sui piccoli frammenti di storia missagliese, è dedicata quest'oggi ad un personaggio dall'esistenza travagliata - e probabilmente sconosciuta ai più - che in paese ha vissuto per qualche anno, accostando persino il proprio nome a quello di Garibaldi. Si tratta di Giuseppe Cuzzi, per quasi quindici anni prigioniero dei mahdisti - che potremmo quasi definire i precursori dell'attuale jihad - e costretto addirittura a convertirsi all'islam per poter sopravvivere
Nato a Nava di Colle Brianza il 21 aprile 1843, era figlio di Angelo, medico condotto nel piccolo comune del Monte di Brianza, e di Maria Bettanelli, missagliese con casa in località Molinata.


La sua vita, come dicevamo, fu ricca di avvenimenti e passioni a cominciare dagli anni della scuola, quando lasciò il collegio di Celana nel tentativo di arruolarsi nei Cacciatori delle Alpi. Un ''colpo di testa'' che si ripetè a qualche anno di distanza: dopo aver abbandonato l'accademia militare di Torino, cercò di prendere parte alla Spedizione dei Mille, arrivando però il giorno successivo a quello della partenza dei garibaldini. Riuscì tuttavia ad arruolarsi insieme ad altri duecento volontari che da Genova arrivarono a Napoli, prendendo parte alla battaglia del Volturno, dove rimase ferito ad un piede.
Dopo una breve parentesi vissuta in Argentina, nel 1870 si spostò in Francia insieme a Garibaldi, guadagnandosi il grado di sottotenente per essersi distinto nella battaglia di Digione. Fatto ritorno in Italia dopo la morte del padre, visse con la mamma nella casa della Molinata; in quegli anni divenne promotore di una buona causa sociale, dedicandosi alla promozione di una ''società fra operai e contadini'' che si preoccupasse dell'elevazione culturale degli stessi, impartendo loro lezioni serali grazie anche all'aiuto della madre.
Alla morte di quest'ultima nel 1875 lasciò Missaglia per combattere in Montenegro contro l'oppressione turca, prima di spingersi in Africa dove iniziò il capitolo più doloroso della sua esistenza.

La rivolta del Mahdi in Sudan

A Massaua fece amicizia con il colonnello inglese Gordon e si occupò di allacciare nuovi sbocchi commerciali nelle regioni del Kordofan e in Darfur. Dopo il massacro operato dai dervisci ai danni della spedizione del generale inglese Hicks, si trasferì a Berber sul Nilo, divenendo un diplomatico al servizio del governo inglese: incarico ufficialmente non riconosciuto. Qui ritrovò Gordon che gli propose di diventare suo rappresentante personale, tenendolo al corrente di quanto avveniva nella regione, comunicando direttamente col rappresentante britannico al Cairo e con Nubar Pascià, presidente del consiglio dei ministri d'Egitto. Tuttavia le cose andarono male: i dervisci massacrarono la spedizione inglese nel 1885 e lui stesso fu fatto prigioniero per quattordici anni. In Sudan infatti, rimase coinvolto nella rivolta del Mahdi, il condottiero sudanese Muhammad Ahmad, considerato l'ispiratore della prima jihad dell'era moderna, che scagliò i suoi seguaci - noti anche come i dervisci - contro i dominatori anglo-egiziani e i cristiani in senso lato. In quegli anni Cuzzi fu costretto addirittura a convertirsi all'islam, cambiando il suo nome in Muhammad Yussuf.
La cosiddetta Mahdiya durò dal 1884 al 1898: in quel periodo venne imposta la sharia, ogni testo legato al vecchio regime bruciato, gli oppositori sterminati; in questo periodo guerre, pestilenze e carestie dimezzarono la popolazione sudanese.
Alla fine del regime Cuzzi fu liberato ed espulso dal Sudan dalle autorità britanniche che al Cairo lo accusarono di tradimento. Solo nel 1901 ad Alessandria d'Egitto in un giudizio d'appello, gli vennero riconosciuti i diritti derivanti dalle nomine non ufficiali di Gordon.

La strada di Missaglia intitolata a Giuseppe Cuzzi nel 1964

Tornato in patria, si spense al Pio Albergo Trivulzio di Milano il 13 ottobre 1923. Di lui a Missaglia resta soltanto un ricordo: la via che gli fu intitolata nell'ottobre 1964 dall'allora amministrazione comunale, che ancora oggi porta il suo nome. Una piccola arteria situata nel cuore della zona artigianale di Via 1°Maggio, a pochi passi dalla strada provinciale 54. Lo stesso hanno fatto anche le città di Milano, Como e Besana Brianza.
Della sua storia oltre a Pietro Lincoln Cadioli nel libro ''Missaglia attraverso i secoli'' (1964) si è recentemente occupato lo storico Domenico Flavio Ronzoni nella raccolta ''Il Curioso della Brianza''.

Per ulteriori informazioni sulla travagliata vita di Cuzzi CLICCA QUI

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G.C.
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