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Scritto Martedì 12 settembre 2017 alle 18:24

Missaglia, pillole di storia/9: chiesetta di S.Zenone, simbolo per la frazione Missagliola

Tra i punti di riferimento della frazione Missagliola c'è la chiesetta di San Zenone, situata in Piazza Cioja e ben visibile a chi dalla strada provinciale 54, entra in frazione da Via Vespucci. Costruita nel lontano 1289, l'edificio religioso dalle forme romaniche ha subito diversi interventi nel corso dei secoli, rischiando persino di essere abbattuta a causa delle sue condizioni di degrado. Si dice che San Carlo Borromeo la visitò nella seconda metà del Cinquecento, trovandola fatiscente: senza pavimento, nè porta d'ingresso e con il tetto danneggiato.

Una veduta attuale del monumento ai caduti e della chiesetta di San Zenone di Missagliola

Un primo e importante restauro dell'immobile, originariamente di proprietà della famiglia Cioja, avvenne nel 1598, ad opera dell'allora parroco don Tettamanzi. In quella circostanza il piccolo campanile venne spostato sul lato destro della chiesetta, rinnovata sia all'interno, sia dentro ed innalzata di qualche metro rispetto all'impianto originario. Venne poi installato un portale lavorato, mentre la finestra decorata con stucchi, restituendo così alla struttura le forme romaniche originarie, con muratura in pietra e monofora strombata nell'abside.


Pare tuttavia che il sacerdote avesse definito i fedeli ''avidi'', per via delle offerte raccolte, a suo avviso non suffificientemente sostanziose per consentire la completa riqualificazione della struttura.
Una ristrutturazione più recente risale agli anni a cavallo tra il 1980 e il 1990, quando il gruppo Alpini sottopose l'edificio religioso ad un radicale restauro, consentendo anche alla piccola comunità della frazione missagliese di tornare ad utilizzarla.

La visita del cardinal Martini nel 1984. Nella foto ci sono i componenti del Coro Brianza,
l'allora prevosto don Giuseppe Pagani e il sindaco Gabriele Castagna


Risale a questo periodo e più precisamente al 1984, la visita del cardinal Carlo Maria Martini - allora arcivescovo della Diocesi di Milano - a Missaglia, per benedire proprio la chiesetta di San Zenone, nel corso di una cerimonia che vide esibirsi anche un ''giovane'' Coro Brianza. In tempi più vicini infine, l'edificio fu impreziosito con le belle vetrate dell'artista locale Sante Pizzol, offerte dalla famiglia Vismara - che risiede a pochi passi dalla chiesetta - per tenere vivo il ricordo della defunta figlia Maria Luisa.

Un particolare del monumento ai caduti imbiancato dalla neve e a destra una celebrazione alla presenza
del missagliese Monsignor Franco Giulio Brambilla. Sotto l'ingresso da prevosto di Mons.Riccardo Beretta nel 1936



Non si può parlare della chiesetta di San Zenone senza citare il vicino monumento ai caduti della Grande guerra; eretto nel 1922, si tratta di una delle prime opere dello scultore lecchese Giuseppe Mozzanica che curò il disegno del basamento in granito e la scultura del milite in marmo di Carrara. A volerlo fortemente furono proprio i residenti di Missagliola che organizzarono una vera e propria colletta per finanziarne la realizzazione; quello di Piazza Cioja è uno dei primi monumenti alla memoria dei caduti sorti sul territorio.


Un altro importante luogo, a cui gli abitanti di Missagliola sono legati da una devozione particolare è la grotta della Madonna di Pompei, all'angolo tra Via Marconi e Malachisio. Proprio qui in passato, esisteva infatti una cappelletta mariana, con ai piedi una panchina in pietra. Essa sporgeva però eccessivamente sulla strada, rendendo difficoltoso il traffico delle auto, che in quel periodo andava aumentando. Ad un certo punto si decise quindi di sostituirla con una grotta meno ''pericolosa'', anche grazie alla disponibilità del proprietario del terreno adiacente; era il 1952. Pochi metri furono quindi messi a disposizione per poter ricavare la nuova grotta.

La grotta della Madonna di Pompei

La sua realizzazione coinvolse tutti gli abitanti della frazione, molti dei quali diedero un contributo in denaro per edificarla, mentre altri prestarono lavoro gratuitamente anche per le opere di manutenzione. Il cancelletto venne donato da Nerino Beretta, il fabbro di Missagliola, oltre a due candelabri in ferro battuto. Il giorno successivo all'inaugurazione ci fu una gramde festa, con la processione che si snodò sino alla grotta, poi consacrata dal parroco don Riccardo Beretta. La sera i cieli vennero illuminati da fuochi d'artificio. Un luogo che ancora oggi rappresenta un solido punto di riferimento per molti, nonchè meta di uscite quotidiane e di preghiera per gli anziani abitanti di Missagliola.

Immagini:
Foto & Hobby Redaelli


Informazioni tratte da:
''Missagliola'' di Giulio Fumagalli, ''La corte del Nerino'' di Maria Pace Beretta e ''L'infinito oltre l'orizzonte'' di Marisa Brivio
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G.C.
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