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Scritto Domenica 01 ottobre 2017 alle 17:44

Antichi mestieri/3: Matteo Gandini da anni lavora il legno in un laboratorio a Missaglia

Dopo il liutaio di Bosisio e l'arrangiatore di fisarmoniche masnaghese, il nostro viaggio fra gli antichi mestieri fa tappa a Missaglia, dove il 36enne Matteo Gandini studia e lavora il legno da una decina d'anni. Prima con esperienze di bottega presso due diversi restauratori, poi con la frequentazione di un corso di restauro triennale, aprendo infine una propria attività nel 2010. Anni ricchi di esperienze, nei quali il missagliese ha potuto confrontarsi con diverse tipologie di intervento: dal restauro più conservativo alla falegnameria pura, dall'ebanisteria artistica all'intaglio e scultura. Da qualche tempo a questa parte tiene anche dei corsi, tramandando il suo sapere a persone di ogni età, accomunate dalla stessa passione. Ecco cosa ci ha raccontato:


-Cosa fa Matteo Gandini nella vita di tutti i giorni?
Di mestiere faccio il falegname e l'ebanista. In aggiunta tengo anche corsi di scultura.

-Cosa l'ha spinta a prendere questa scelta?
Ho sempre avuto la passione del disegno e della scultura, ma non volevo farne un lavoro: era semplicemente una passione che non volevo piegare alle logiche del mercato.
Dopo aver frequentato il liceo classico e per tre anni la facoltà di Filosofia, questa passione non mi abbandonava e alla fine ho deciso di farla diventare un vero e proprio lavoro: prima come restauratore per qualche anno e poi come falegname e scultore.

-In questa sua scelta quanto hanno pesato le magre speranze lavorative che vedeva dopo la laurea in filosofia?
Non essendo mai arrivato alla fine degli studi universitari, non le ho mai vissute in prima persona anche se temevo di non riuscire a trovare un impiego veramente soddisfacente da laureato in filosofia. Nel momento della scelta non ci si pensa, ma con il passare degli anni questa spada di Damocle pesava sempre di più, spingendomi alla fine a prendere la scelta di abbandonare l'università e buttarmi a capofitto nella mia passione.

-C'è stata qualche influenza da parte dei suoi genitori?
Direi di no visto che mio padre aveva fatto sì qualche lavoro con il legno, ma come famiglia non abbiamo mai avuto un'attività di falegnameria. La mia passione e le scarse prospettive che vedevo come laureato in filosofia mi hanno spinto a prendere questa decisione.

-Questa rubrica si chiama ''Antichi mestieri'': pensa che quello di falegname e scultore sia effettivamente un mestiere del passato?
Personalmente penso di fare un lavoro a cui le comunità umane si sono dedicate per migliaia di anni. Sicuramente faccio parte di una tradizione ma non vivo questa condizione come una ricerca del passato o di qualcosa che sia andato definitivamente perduto ma piuttosto come la naturale continuazione di qualcosa che si è sempre fatto. Moltissime persone l'han fatto prima di me e ancora molte lo stanno facendo tuttora in Italia o da qualche altra parte del mondo.


-In fondo per lei è la sua attività quotidiana non certo un "pezzo da museo"?
Certo, anzi quando vedo utensili per lavorare il legno appesi sulle pareti di qualche museo mi arrabbio. Li vorrei usare piuttosto.

Per maggiori informazioni: https://leonedororestauri.wordpress.com/about/
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