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Scritto Martedì 17 ottobre 2017 alle 09:23

Casatenovo: grande festa per la prima messa in San Giorgio di don Emilio Beretta

È stato un weekend di grande festa per la comunità di Casatenovo. Numerosi fedeli della parrocchia San Giorgio hanno infatti accolto con grande affetto don Emilio Giovanni Beretta, ordinato sacerdote lo scorso mese nella cattedrale di Bologna e tornato nel paese natale per incontrare amici e famigliari.

Don Emilio Giovanni Beretta

"Bentornato don Emilio. Qui tutti abbiamo un bel ricordo di te e ora abbiamo un ricordo diverso: come presbitero, sacerdote, guida di una comunità", le parole di don Antonio Bonacina, parroco e prevosto della comunità pastorale di Casatenovo, che domenica mattina ha accolto don Emilio, con altri sacerdoti e i fedeli, per la sua "prima messa" celebrata nella chiesa di San Giorgio. "Preghiamo per te e per tutti i sacerdoti perché abbiano il coraggio di guidare con dolcezza e fermezza la propria comunità. I sacerdoti devono "sporcarsi le mani", come Gesù, spendendo la vita per il Vangelo", il suo augurio per il neo presbitero.

Gli amministratori comunali presenti alla cerimonia


Classe 1966, nato e cresciuto all'ombra del campanile casatese, Emilio Beretta si è trasferito nel centro Italia appena sedicenne per seguire la sua vocazione nelle Famiglie della Visitazione, fondate dal presbitero bolognese don Giovanni Nicolini. Dopo diversi anni trascorsi in Emilia Romagna come religioso, Giovanni Battista - questo il nome assunto in seguito alla professione perpetua del 1990 - è stato ordinato sacerdote nella cattedrale di Bologna, alla presenza di numerosi casatesi.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):


Fortissimo il legame tra don Emilio e il suo paese d'origine, come testimoniato dai tanti fedeli che hanno affollato la chiesa per accompagnare il sacerdote casatese nella celebrazione eucaristica di domenica, la prima nella chiesa di San Giorgio. "Sono contento che oggi ricordiamo anche la solennità della dedicazione del Duomo, della chiesa madre. Mi sembra un bel segno per me che sono nato qui, ho vissuto in questa casa per una parte della mia vita e un po' la sento ancora mia. Ora sono in un'altra diocesi, celebro in un altro rito ma nutro un grande affetto per la chiesa che mi ha cresciuto", ha ricordato lo stesso don Emilio durante l'omelia.


Oggi presbitero nella diocesi di Bologna, don Emilio ha ricordato con gioia l'infanzia trascorsa nel casatese, commentando le letture del giorno e confessando anche un po' di emozione. "Dio ci ha regalato la sua parola, la sua sapienza. Come Gesù, nel tempio, scaccia via tutti coloro che fanno compravendita, così fa la parola di Dio quando entra nel nostro cuore", ha proseguito. "Voglio ricordare alcune persone che per me sono state segno del Vangelo vissuto: la signora Lella, la cui casa era sempre aperta per accogliere tutti, come la casa di Dio. Mia zia Vittoria, donna instancabile nel lavoro gratuito per gli altri, nella vita spesa senza misura. Poi Graziella Fumagalli, che ci ha dato l'esempio supremo di come la vita vada spesa, offerta a Dio, per i nostri fratelli. La prima volta che sono entrato in questa chiesa, in occasione del mio battesimo, l'ho fatto portato in braccio dai miei genitori: oggi mi sento portato da tutti voi, dal vostro affetto e dal vostro calore. Grazie a tutti voi", ha ricordato con commozione.


Poi, un ringraziamento anche ai sacerdoti: presenti sull'altare anche don Enrico Castagna, ex coadiutore della parrocchia casatese, il vicario per la pastorale giovanile don Andrea Perego, don Danilo Bonomi, il fondatore delle Famiglie della Visitazione don Giovanni Nicolini, il seminarista Marco con altri sacerdoti che hanno incontrato o collaborato con don Emilio. "Grazie a loro, grazie a don Fermo, che per me è stato come un padre, e a don Franco". Presenti in chiesa, addobbata a festa, anche i famigliari di don Emilio, il sindaco Filippo Galbiati con l'assessore Crippa e i consiglieri Viganò e Baio.

Nell'immagine sopra don Giovanni Nicolini. Sotto don Antonio Bonacina


"Questa grande assemblea così ricca di affetto e sostenuta dalla fede è per me l'immagine di un grembo materno", ha ricordato don Giovanni Nicolini, al termine della celebrazione. "Grazie a tutti di voi: senza di voi neanche noi avremmo il regalo che è questo figlio e fratello nella nostra vita".
Al termine della celebrazione festosa, animata dal coro Santa Felicita, un rinfresco sul sagrato della chiesa. Poi, più di un centinaio gli amici e i fedeli che hanno voluto condividere questo momento di festa con don "Giobba", durante il pranzo preparato con cura dai volontari dell'oratorio. Il ricavato del pranzo è stato devoluto a favore del progetto laboratorio cooperativa Sammartini alla Dozza di Bologna.

Foto di gruppo con i sacerdoti intervenuti alla cerimonia

Risale a venerdì sera, invece, l'incontro di don Emilio con i ragazzi della comunità pastorale: e don Andrea toccante e interessate la testimonianza offerta a circa un centinaio di giovani casatesi da don Emilio, che ha raccontato la sua esperienza e la sua vocazione.
L.V.
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