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Scritto Sabato 21 ottobre 2017 alle 14:04

Cassago: Corinna e Mattia, don Mario e don Adriano si raccontano alla cena missionaria

Sono state tre le testimonianze che i commensali della "Cena del povero" di venerdì sera presso il salone dell'oratorio di Cassago Brianza hanno potuto ascoltare.

I commensali alla ''cena del povero''

Terminata la cena, il primo a raccontare la sua esperienza è stato don Mario Morstabilini che ha evidenziato come la missione in una parrocchia del nord del Cameroon gli abbia permesso di coltivare uno "spirito di accoglienza", messo a frutto una volta tornato. "Sono arrivato dall'Africa con uno spirito di condivisione e apertura" ha detto il sacerdote cassaghese, rivolgendosi alle tante persone in sala.
Nonostante gli anni che lo separano dall'esperienza missionaria, don Mario non ha nascosto la sua disponibilità a ripartire: "se il vescovo me lo chiederà, risponderò: prontissimo!''.

Don Mario Morstabillini

La parola è passata a Corinna e Mattia che hanno raccontato la loro esperienza di cristiani in missione non solo all'estero - "nel 2005 ci siamo sposati per poi andare in Ecuador per 3 anni. Lì è nato anche il nostro primo figlio, Pietro, un momento non certo semplice ma durate il quale abbiamo compreso, in una delle periferie povere di una città del sud del mondo, cosa vogliano dire fraternità e accoglienza" - ma anche in Italia- "una volta tornati, ci siamo chiesti come poter servire il Signore da famiglia in un territorio come la Brianza. Alla fine abbiamo deciso di aderire al nascente gruppo delle famiglie missionarie a km zero".


Secondo loro, il senso sta nel considerare il ritorno a casa non come una fine ma "come una nuova partenza" dello spirito di missione perché, in fondo, hanno detto, "senza la missione al cristiano manca qualcosa". Ora abitano a Monza con un figlio e due bambine, "vivendo le relazioni con semplicità, tenendo aperta la porta e avendo fiducia l'uno nell'altro". Proprio la presenza dei tre figli li ha aiutati a vivere al meglio anche questa nuova esperienza, "smorzando quel formalismo di cui a volte è caricato il nostro stare insieme".

Corinna e Mattia Longoni

Dopo il racconto di Corinna e Mattia, la parola è passata a don Adriano Valagussa - ex amministratore parrocchiale proprio a Cassago - che presto volerà a Cuba come missionario Fidei Donum. "All'edizione passata della cena del povero mai mi sarei mai aspettato di trovarmi un anno dopo, pronto per partire" ha esordito il 67enne ex parroco di Cassago, spiegando come la decisione dell'arcivescovo emerito Angelo Scola lo abbia inizialmente preso alla sprovvista, per poi accettarla con gioia. I ragazzi della parrocchia avevano preparato alcune domande da rivolgergli a cui don Adriano ha risposto sinceramente.

Don Adriano Valagussa

Cosa si porta? "Porto con me stupore e gratitudine per il Signore e questa comunità". Cosa lascia? "I volti e le persone di questa comunità che mi ha lasciato un gran bene. Lascio anche la mentalità europea per gettarmi in un'altra cultura". Come si è preparato? "Ho chiesto al Signore un cuore libero per vivere la fede con altri fratelli".
Alla parte dialogica sono seguite le parole del solo don Adriano che ha voluto dare qualche dettaglio più approfondito sulla missione che lo attende a Cuba. Abiterà a Santiago, una cittadina di più di centoventimila abitanti con un altro sacerdote con cui si occuperà della formazione dei responsabili delle comunità cattoliche.


"Sono piccole ma molto vive e desiderose di trovarsi e vivere insieme" ha detto. Da parte sua, infine, è arrivato il primo dei saluti prima della partenza: "sono contento di andarci ma anche dispiaciuto di dover lasciare la comunità di Cassago".
Alessandro Pirovano
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