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Scritto Mercoledì 01 novembre 2017 alle 19:27

Polveri sottili: in provincia è ancora il meratese più inquinato 17 i giorni oltre il limite. Meglio Lecco, Valmadrera e Moggio

La situazione dell'inquinamento atmosferico da polveri sottili, che sembrava catastrofica fino alla seconda decade del mese di ottobre è nettamente migliorata nella terza decade. E grazie al forte vento che ha spazzato le PM 10, la media del mese è stata pari a 57 microgrammi per metro cubo. Un dato che comunque è nettamente superiore al limite soglia fissato in 50 mµ/mc e che avrebbe dovuto far scattare il provvedimento di II° Livello fissato dalla Regione Lombardia quando gli sforamenti si protraggono per oltre 10 giorni consecutivi. Non risulta in realtà che Merate abbia attivato alcuna misura perché a tutt'oggi non è chiaro se l'Amministrazione comunale abbia o meno aderito al protocollo regionale (questione che lo scorso anno tenne banco con violente polemiche tra il centrosinistra e l'assessore Vivenzio). Le misure di II° livello, oltre a comprendere quelle di I° aggiungono lo stop ai veicoli commerciali diesel di categoria inferiore o uguale a euro 3 dalle 8,30 alle 18,30 e di categoria inferiore a euro 4 dalle 8,30 alle 12,30 nonché il divieto di utilizzo di generatori a legna per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione emissiva inferiore a 4 stelle.

Come si diceva il mese di ottobre si era aperto con un primo sforamento già il giorno 2, proseguito il 3 e il 4. Poi una tregua sino al giorno 11 e da lì un'impennata che ha portato alla punta massima (nella media delle 24 ore) di 135 mµ/mc il giorno 21. Il superamento della soglia 50 si è verificato per ben 12 giorni consecutivi. Poi un paio di giorni "tranquilli" e di nuovo oltre il limite per altri due giorni. Nell'arco del mese gli sforamenti sono stati 17.

Decisamente migliore la situazione rilevata dalle centraline dell'Agenzia Regionale di protezione Ambiente (ARPA) di Lecco, Valmadrera e Moggio. La media registrata dall'unità fissa di via Amendola è stata di 35 m/mc con la punta massima il 21 (101) e la minima il 23 (4). Idem per Lecco Sora - media mese 34 - massima il 21 (114), minima il 23 (4). Resta sotto la media anche Valmadrera che chiude ottobre con 34 dopo aver fatto registrare il 20 e 21 punte elevatissime (rispettivamente 112 e 115).

Nel complesso Lecco Amendola ha fatto segnare 5 superamenti della soglia di 50 mµ/mc; Lecco Sora, 6 e Valmadrera 4.

Diverso il caso di Moggio in Valsassina, dove la centralina è rimasta fuori uso per 7 giorni non consecutivi. Non si sono verificati superamenti della soglia limite e la media dei 24 giorni rilevati si è attestata a 22 mµ/mc.

Secondo una stima del Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR) i duemila ettari di verde di Milano sono in grado di assorbire fra le 60 e le 100 tonnellate di PM 10 e gas ogni anno. Sempre secondo queste ricerche - che dovrebbero essere tenute in grande considerazione anche dagli assessori all'ambiente della Brianza meratese-casatese ove la situazione, anche se non monitorata, è pressoché identica - un Ippocastano riesce a fermare in media ogni anno 225 grammi di polveri sottili PM 10, un Tiglio 250, una Farnia 170, una magnolia 111, un acero riccio quasi 190. Inoltre una pianta adulta traspira fino a 450 litri di acqua al giorno che permette di abbassare la temperatura dell'area circostante.

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