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Scritto Domenica 19 novembre 2017 alle 19:17

Castello e Dolzago accolgono don Walter Brambilla che invita a mantenere sempre la gioia

La comunità pastorale San Giovanni Paolo II di Castello Brianza e Dolzago ha accolto ufficialmente il nuovo parroco don Walter Brambilla, che domenica 19 novembre ha celebrato la sua messa d'ingresso nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire, davvero gremita di fedeli. L'evento è stato ulteriormente impreziosito dalla presenza di Monsignor Maurizio Rolla, vicario episcopale per la Zona di Lecco.

L'ingresso di Don Walter


Davanti alla comunità don Walter Brambilla ha rinnovato le promesse fatte al momento della sua ordinazione; dopodiché gli sono stati consegnati il libro della Parola, l'acqua benedetta, i Sacri Oli e la stola, simboli  e strumenti del suo nuovo impegno come parroco. Durante l'omelia il sacerdote ha posto l'accento sull'importanza dell'Avvento. ''Chi mi conosce sa che è il tempo liturgico che preferisco. In questa solennità sono nato e sono stato battezzato. Eravamo in pieno avvento, l'11 dicembre, quando mi venne mostrata la radiografia che annunciava che papà Luigi aveva ancora poche settimane di vita. Ed era sempre l'11 dicembre quando la stella cometa, la mamma Renata finiva di solcare questa vita. L'avvento tiene come leggero il mio spirito e lo orienta più lontano, sempre mi prende e mi protende verso il tempo ultimo. L'avvento è pieno di Gesù e ci permette di capire il perché di percorsi e storie condivise" ha detto don Walter.

Don Walter Brambilla si è poi rivolto alla comunità con tre verbi. "Il primo è l'attesa. Un pastore non deve solo organizzare e costruire ma deve saper guardare oltre e preparare all'ultimo incontro. Oggi è il giorno ufficiale della mia entrata e ho scelto di uscire, uscire per entrare. In questo gesto ho avuto modo di rivedere le altre entrate e uscite della mia vita: la mia entrata in seminario e quindi la mia uscita dalla vita famigliare, poi le entrate e le uscite nelle varie parrocchie di Legnano, di Campofiorenzo e di Leggiuno. A ogni entrata corrisponde un'uscita sempre sofferta e ultimamente drammatica.  Ma tra questi due verbi ce n'è uno più importante: rimanere. lo consegno a voi questo verbo, perché abbiamo sempre a rimanere ancorati al Signore. Giancarlo Brasca, un grande laico mio compaesano, scriveva: sto aggrappato al Signore, mi basta e mi assolve. Il terzo verbo è rallegrarsi. Sono un po' bacchettone ma il Signore mi ha dato anche senso dell'humor per cui ci salveremo. Ma molto più importante è la gioia. La gioia è una virtù interiore. Questo avvento ci aiuti a mantenere la gioia. Non capiti mai che il nostro sedersi attorno a un tavolo per organizzare, discutere e magari risolvere problemi, mortifichi la gioia."

Il parroco don Walter tra i sacerdoti originari di Castello Brianza e quelli che in paese hanno operato

Foto con i chierichetti, don Giuseppe Riva e il seminarista dolzaghese Marco Molteni e sotto con le suore

Prima del termine della celebrazione Eucaristica don Walter ha ringraziato la sua nuova parrocchia "Permettetemi tre saluti affettuosi: primo a te Don Giuseppe che mi stai alleggerendo questi primi tempi. Vorrei rivolgere un saluto a Don Giorgio De Capitani per la fraternità mostratami. Vorrei infine ringraziare voi suore non solo perché mi fate il caffè, ma anche perché mi aiutate a capire tante cose." Il nuovo parroco ha infine chiesto di fare un segno semplice ma importante: "Vorrei lasciare un gesto, lo dico ai ragazzi ma anche agli adulti: mi piace tanto baciare l'altare. Allora facciamo così oggi: quando andrete a casa avvicinatevi al tavolo dove mangiate e date un bacio alla vostra tavola. Quella tavola dove fate i compiti, dove vi ritrovate, magari dove litigate. Tavola e altare in fondo sono la stessa cosa. C'è l'Eucarestia in chiesa ma anche a casa; tutti i giorni partecipiamo insieme alla grande liturgia della vita."

Al termine della celebrazione la comunità ha proseguito i festeggiamenti con un pranzo all'oratorio di Castello.
Michele Mozzanica
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