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Scritto Lunedì 18 dicembre 2017 alle 08:58

L’ordinaria amministrazione al colosso A2A. Il ''Pubblico'' decisivo per gli investimenti


La domanda da porsi - ha in qualche modo idealizzato Marco Canzi - è la seguente: per quanti anni ancora le nostre piccole società del gas (Lario reti per la distribuzione e Acel Service per la commercializzazione) potranno restare sul mercato che da tempo ormai evidenzia grandi movimenti aggregativi per dare vita a soggetti con imponenti masse critiche? Pochi, la risposta. Due, tre. Poi col venir meno del regime di maggior tutela, cioè dal 2019, partecipare alle gare con scarse risorse sarà molto difficile. A quel punto cercare di "piazzare" le due società lecchesi sarà problematico. E, sicuramente, penalizzante sotto il profilo della valutazione economica. Oggi è il momento giusto: le società interessate a dare vita alla nuova azienda del nord della Lombardia hanno dimensioni adeguate, eccetto A2A ovviamente, che però è presente negli assetti azionari delle altre aziende pubbliche provinciali e Acel assieme a Lario reti hanno un rating di assoluta importanza. Tanto che nella newco (la nuova società) LRH avrà una quota che l'advisor stima in una forchetta tra il 21 e il 23%. E allora vediamo questa newco e le valutazioni che i consulenti della Price hanno stilato. Il veicolo aggregante sarà la Acs-Agam Spa, già quotata alla borsa valori di Milano (€ 2,27 per azione il fixing di venerdì, 185 milioni di fatturato, 45 di margine operativo lordo, 17 di margine operativo netto, 32 milioni di cash flow, 181 milioni di patrimonio netto e - 108 milioni  di posizione finanziaria netta). Ogni società sarà "capofila" in un settore di attività specifico: Lecco coordinerà per le altre province la vendita del gas.

Marco Canzi


Considerando l'aggregato delle società che dovrebbero dare vita alla Newco i dati stimati dagli esperti della Società di consulenza e revisione sono: 420 milioni di fatturato, 80 di margine operativo lordo (Ebitda) che diventeranno 120 nel 2021, 45,7 di margine operativo netto (Ebit cioè al netto degli ammortamenti) e una posizione finanziaria netta di 78 milioni che, in pratica, corrisponde a una volta l'Ebitda contro una media di settore di tre volte. Gli analisti stimano un utile netto di 28 milioni che in cinque anni potrebbe crescere di 1,5 volte senza gare e 1,8 volte con acquisizioni in altre gare. La cassa delle sue società lecchesi - ca. 21 milioni - non sarà "conferita" ma resterà nella disponibilità dei soci e quindi sul territorio. La nuova società immetterà risorse finanziarie anche in ambiti diversi come la pubblica illuminazione, dove il palo della luce, proprio per la sua diffusione diventa una sorta di "centralina elettronica" per lo sviluppo di attività di comunicazione modello "smart city", la diffusione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche di cui tutti auspicano un grande sviluppo, l'efficientamento energetico di edifici pubblici e privati. Per un certo periodo restano comunque le società aggregate con i loro marchi, tutte le postazioni aperte al pubblico e il personale confermato nel ruolo attuale.

Lelio Cavallier, presidente di LRH


E veniamo alla governance, ossia a chi "comanderà" dentro la nuova società. Come detto nel precedente servizio il capitale sociale sarà così distribuito: 40% A2A - 20% Lario reti (con possibilità di ulteriore crescita fino al 23%) - Monza 10% - Como 10% - Sondrio 3,5% - Varese 1,5% - altri 5% - flottante sul mercato borsistico 10%. Il Consiglio di Amministrazione sarà composto da 13 membri di cui 7 di nomina A2A, 2 di nomina LRH e 1 ciascuno per Como, Monza, Sondrio e azionisti di minoranza "non pattisti". In apparenza A2A controlla il Consiglio di Amministrazione ma al colosso energetico è affidata soltanto l'ordinaria amministrazione. Per modifiche statutarie e operazioni straordinarie occorrerà il 75% del capitale sociale per cui il consenso "pubblico" sarà indispensabile. E anche nella stesura e modifica degli investimenti sul territorio il "pubblico" sarà decisivo in quanto dovranno votare a favore almeno 10 consiglieri su 13. Infine è previsto un forte sviluppo di iniziative sui territori con un piano di investimenti nel periodo 2018-2021 che, in base agli esiti delle gare nella distribuzione gas, potrà arrivare sino a circa € 500 milioni. A2A è quotata alla borsa valori di Milano e venerdì ha fatto segnare un prezzo di 1,58 euro per azione. Secondo Banca Akros l'operazione di aggregazione "...è una notizia positiva.... Perché il consolidamento del settore è cruciale per produrre sinergie e di conseguenza risparmi per il cliente finale". E l'indicazione degli analisti finanziari per A2A è "buy", cioè comperare, con target price (il prezzo obiettivo) a 1,65 e fino a 1,73 euro per azione.
C.B.
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