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Scritto Domenica 25 febbraio 2018 alle 11:23

Elezioni 2018/2: Meno Europa e più saggezza della Costituzione, più spazio ai servizi pubblici

Il cittadino si è ben accorto che vivere sotto la sovranità dell'euro non è un viaggio facile. Sono abbastanza comuni i comportamenti egoistici degli Stati più forti, le verità sulle regole e questioni fondamentali nei rapporti fra Stati sono un po' sfocati (vedi licenziamenti Embraco), il welfare lentamente smantellato ,la sanità prima o dopo subirà un tracollo definitivo,i servizi e i beni pubblici in holding finanziarie e sempre più cari, un decadimento del concetto di comunità che va di pari passo con l'accrescimento delle c.d."libertà" individuali che promette per alcuni una maggiore qualità di vita in contrapposizione ad altri,i più, i quali hanno poco tutele, precari, i contratti rinnovati in ritardo,una vita appesa ad un filo,un senso di solitudine per la propria situazione che traballa, alle volte lavoratori in contrasto reciproco per il poco lavoro. I valori di un tempo, famiglia, comunità, tradizioni, servizi locali ,vocazioni imprenditoriali così importanti per il lavoro in progressivo disfacimento. La rappresentazione dei mass media anche se un po' addolcita non riesce a nascondere quello che succede; sono le selvatiche leggi del mercato. Leggi fatte dall'uomo, per questo selvagge.

Qualcuno ci dirà perché si pratica ancora questa ideologia economica, che è oggetto di forte dissenso dai cittadini per il fallimento nei risultati ?

La risposta su questo tema è: chi ha deciso l'ha fatto in perfetta solitudine senza il conforto dei cittadini. Perché chi ha sostenuto queste liberalizzazioni nell'ultimo ventennio ora,se vuole, ha la possibilità di capire quanto fossero errate le nozioni e le previsioni economiche che hanno poi trasferito e approvato nei testi legislativi. I cittadini con quel buon senso comune che li contraddistingue si affidano di più all'intuito che alla propaganda mediatica e alle statistiche ufficiali, lo avevano già ben esplicitato con la vittoria al referendum per l'acqua pubblica del 2011, no ai privati e no alle multinazionali nei servizi pubblici, poi completamente disatteso dalla politica.

E' difficile pensare che la dirigenza di allora non avesse gli strumenti per capire dove ci avrebbero poi portato queste "riforme" e che ancora oggi promettono "più Europa". Può esserci una possibilità, la scarsa conoscenza dei processi economici - della c.d. super globalizzazione - che allora stavano promuovendo, e ancora oggi non si rendono conto di quanto fosse stato distruttivo per le imprese e disastroso per i cittadini e lavoratori quell'idea sbandierata ininterrottamente notte e giorno, che, secondo loro, ci avrebbe resi tutti più ricchi. Risultato odierno : sono stati spazzati via interi settori industriali, ridotta ai minimi termini la classe media, miseria generalizzata, redditi di lavoro da fame, servizi pubblici cari e scadenti e nel nostro territorio fusioni societarie con non chiaro i beneficiari. Inoltre,è notizia di questi giorni, che con questa "integrazione fra stati UE" viaggeremo all'americana", il treno Italo agli americani, siamo sempre nel campo dei c.d. "capitani coraggiosi". Uno Stato che non si muove quando vede i suoi cittadini che rischiano la vita sul trasporto ferroviario, che non ha i mezzi per gli interventi d'urgenza, perdono il lavoro per la competizione sleale con l'estero,e non ha strumenti per fermare la delocalizzazione,significa che l'autorità statale è ridotta ai minimi termini, perché è stato tutto ceduto a Bruxelles.

Oggi è una certezza il verdetto negativo del liberismo UE da parte dei cittadini. Il dubbio nei cittadini risale fin dall'inizio della "seconda repubblica",oggi è fortificato dalle esperienze da allora. Essi si ricordano, quando gli veniva assicurato che con la globalizzazione e senza più frontiere e senza più barriere all'ingresso dei beni ed i commerci "liberi" di passare il "confine" senza più quote di importazione e senza più tariffe d'importazione saremmo andati meglio. Forse qualcuno pensava che la società si aggiustasse per contro proprio. Ma come fa una comunità a resistere ed a sopravvivere di fronte a tali forze della globalizzazione dove il nostro concorrente paga ai lavoratori un decimo del nostro salario, senza pensione senza assistenza malattia,ferie ecc? E' incredibile come una politica "progressista" abbia fatti tali errori senza mai nel percorso ridefinirne gli scopi e gli obiettivi,ha guardato di più agli interessi internazionali che agli all'interesse nazionali. Gli altri Stati europei nostri concorrenti hanno fanno l'esatto nostro contrario,ora non siamo più i loro temibili concorrenti, non siamo più la quarta potenza industriale al mondo. Saranno soddisfatti.

Buone notizie dal mondo accademico, tecnici economisti propongono una narrazione diversa dal solito neoliberismo. Non la si pensa tutti allo stesso modo e questo permette un confronto e lo sviluppo del pensiero.

Una buona notizia sta arrivando per cittadini e per l'informazione economica, finalmente si potrà confrontarsi e dialogare non solo con quella di targa bocconiana, ma con un pensiero diverso più rispettoso della Costituzione. Un altro modo di spiegare l'economia,i suoi parametri di economia politica, il debito pubblico che non lo si può paragonare al debito di una famiglia,le sue radici vere nell'economia produttiva e nelle esigenze dei cittadini. La finanza un po' a lato. Un interessante modo di analizzare il presente, partendo da presupposti economici e sociali diversi rispetto a chi si attribuisce il merito di promuovere il "libero mercato" giudicato da loro soggettivamente come se fosse il modo più conveniente di creare ricchezza. E' un modo non molto democratico, dichiarare unilateralmente e giudicare la sua bontà per essere applicato alla società, solo per essersi creato una opinione individuale per effetto di una analisi personale "libera", cosi dicono, ritenendola una legge della natura ,quasi una fede nella concorrenza,libera circolazione merci, dei capitali,della finanza,delle persone, ecc.

Opinioni individuali che assumono vesti ideologiche, e in quanto tali possibili oggetto di scelte spregevoli ed errate come naturalmente capita all'uomo, solo che queste hanno ricadute rovinose sulle persone. Alcune volte queste convinzioni non confrontate con altre portano a pessimi risultati. Li stiamo già subendo,sono quelle della disoccupazione, bassa crescita con posti di lavoro dequalificati, giovani laureati esperti fuggiti all'estero e delocalizzazioni diffuse, identità locali svilite e servizi essenziali nel settore pubblico che annaspano, per quasi poi sparire. E' questa l'utilità di persone come il Prof. Bagnai con le sue argomentazioni pro economia reale, controllo dei mercati, critica all'Euro e quindi alle delocalizzazioni e in definitiva la difesa dei posti di lavoro nel nostro Paese. Una candidatura che promette di alzare non di poco il livello del dibattito economico per questo è una candidatura azzeccata dalla Lega. Un vero colpaccio! Da come andrà ci sarà la risposta a questa domanda: Dopo ci sarà la rinascita dello Stato e del pubblico o reciteremo il requiem ?

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