Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 248.193.648
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 02 marzo 2018 alle 08:29

E’ una campagna elettorale giocata sulla comunicazione verbale e non verbale del leader, il programma è sullo sfondo.

Mai come in questa campagna elettorale le figure più ricorrenti sugli schermi sono i capi dei singoli club: i candidati del listino e dell'uninominale sono degli emeriti fantasmi. E' una campagna tipicamente promozionale giocata sulla comunicazione verbale e non verbale del leader, il programma è sullo sfondo. Lo scopo del leader è di manipolare, incantare e sollecitare certe aree sensibili del cervello dell'elettore con determinati messaggi. Sul palcoscenico il leader politico recita, legge il copione, la sceneggiatura per convincere, affascinare, avvicinare e sedurre l'elettore.

Il risultato del voto descrive una geografia geomentale dell'elettorato. Sarà interessante verificare se ci sarà qualche relazione tra il risultato geomentale del voto (reale) con quello previsto dai sondaggisti (statistico previsionale) e dai commentatori politici.

Nel 2007, con le elezioni presidenziali, sette neuroscienziati dell'Università della California 'misurarono' con le nuove tecnologie di brain imaging l'orientamento di un gruppo di persone incerte nella decisione di voto; emerse che la parola "democratico" e "repubblicano" suscitava alti livelli di attività nell'amigdala che è una struttura anatomica facente parte dell'area primitiva del cervello (sistema limbico sottocorticale) e è coinvolta nell'attivazione delle emozioni, come la paura, la memoria e nella reazione "attacco o fuga".

Lo psicobiologo MacLean sostiene che il cervello è costituito da tre specifiche sezioni una più antica dell'altra. Il cervello rettiliano è il più antico (origine fra i 500 e i 150 milioni di anni) ed è sede degli istinti innati dell'essere umano; il sistema limbico è quello intermedio e vi risiedono i centri delle emozioni, il neo-cortex è il più recente, è sede della razionalità.

Secondo David Moscrop, ricercatore dell'University of British Columbia, l'essere umano: "E' spinto all'azione dai nostri cosiddetti cervelli primordiali". I messaggi e i politici si devono confrontare con questi tre sistemi: interessante è osservare quale strategie comunicative specifiche e volute, verbali e non verbali, i leader mettono in atto per stimolare queste tre aree del cervello trino (istintivo, emozionale, razionale) per raggiungere il proprio scopo.

Se lo scopo del leader è di trasmettere un messaggio politico programmatico e razionale allora deve rivolgersi prevalentemente alla neo-cortex e deve sapere che, sottovalutando il sistema emozionale ed escludendo quello istintivo, è possibile che nell'elettore susciti (discordanza tra affermazione e realtà) un effetto di rabbia e frustrazione.

Se lo scopo del leader è di promuovere un messaggio di sicurezza, vicinanza, solidarietà, compartecipazione, buonismo allora deve stimolare l'area emozionale e sapere che provocherà, nel sistema della neo-cortex (discordanza tra emozioni razionalità), un conflitto con l'area degli istinti egoici, dell'appartenenza e del gruppo.

Se lo scopo del leader è trasmettere messaggi di appartenenza, forza, aggressività, prepotenza deve coinvolgere l'area degli istinti, deve sapere che si scontrerà nettamente con la razionalità (discordanza tra intinti e razionale).

Il messaggio politico conservatore fa leva prevalentemente sul sistema limbico e istintivo: famiglia, identità, patria, appartenenza. Il messaggio politico democratico fa perno sull'interazione tra sistema neo-cortex e in parte limbico: distribuzione dei beni, sicurezza, diritti. Il messaggio politico progressista sollecita il sistema emozionale e corticale: disuguaglianza, solidarietà, vicinanza. Il messaggio politico radicale coinvolge il neo-cortex e il sistema istintivo: non questo, non quello si a questo e quello. I messaggi politici in questa campagna elettorale seguono prevalentemente una dinamica che va dal basso verso l'alto (bottom up).

Dr. Enrico Magni
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco