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Scritto Martedì 06 marzo 2018 alle 12:24

Elezioni. Qualche riflessione un po’ amara e la speranza di una ripartenza sull’esempio della splendida ''gara'' di Marta Comi

Giliola Sironi
Caro Direttore
ho ascoltato le dichiarazioni del Segretario del PD (dimissionario) e mi sono chiesta come mai questo Paese che può contare su giovani amministratori preparati e onesti, capaci di progettare un futuro per i loro Comuni e per i propri cittadini, riconosciuti dalla propria comunità tramite il voto alle elezioni amministrative non sappia poi trasferire al paese questa ricchezza.
Certamente il PD, a prescindere dalla sonora sconfitta, non sa più essere quello per cui è nato.
Un partito in cui il confronto è ricchezza e non "lesa maestà" a chi lo guida, un partito che valorizza le differenze perché così raccoglie il massimo del consenso, un partito in cui si rassegnano le dimissioni e non le si annunciano.
Forse questo appartiene ad un passato che non è trasferibile ai tempi moderni?
Non credo sia così e la dimostrazione migliore è il risultato ottenuto dalla Lega che continua ad essere strutturata come partito ed il cui segretario non ha rottamato il suo predecessore ma lo ha candidato a casa sua dove la lega ha grande consenso (e non in un collegio "in bilico" ) rendendogli così l'onore delle armi che un condottiero vero consente sempre a chi ha sconfitto.
Oggi con questa legge elettorale non è più possibile valutare la capacità dei candidati di essere attrattivi verso i cittadini perché senza preferenze (o senza primarie vere all'interno dei partiti) vengono scelti e proposti solo coloro che sono fedeli al capo di turno.
E buon per noi che almeno Fragomeli risulti tra gli eletti in trasferta perché altrimenti avremmo perso un parlamentare che ha servito davvero il suo territorio a prescindere dal colore politico degli amministratori.
Dico tutto questo perché un partito che vuole rinascere, ma soprattutto il territorio meratese, non può che partire dallo splendido risultato ottenuto da Marta Comi alle regionali che ha ricevuto consensi pari al consigliere regionale uscente che pure partiva in netto vantaggio se non altro perché ha iniziato con mesi di anticipo la sua campagna elettorale.
Se noi meratesi vogliamo tornare protagonisti come area economico-produttiva e come capacità di amministratori locali da lei e dal suo risultato dobbiamo partire per rendere sinergiche tutte le risorse umane e intellettuali chiedendo a chi ha avuto consenso al di là dei confini comunali di essere ancora in campo.
Se non lo faremo o se non ne saremo capaci vedremo il casatese sempre più sarà attratto da Monza mentre Merate diverrà sempre più residuale - anche politicamente - a Lecco.
Ripartiamo da Merate se ne abbiamo voglia e forza con autonomia e umiltà: anche per presentarci ai meratesi il prossimo anno per una sfida non impossibile per il governo della città
Giliola Sironi
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