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Scritto Mercoledì 07 marzo 2018 alle 20:10

A elezioni concluse, qualche considerazione sui risultati. Nella debacle generale, il PD alle regionali riesce a battere a suon di preferenze la Lega. Forza Italia e 5 Stelle non pervenuti

Se a livello nazionale il Partito Democratico esce da queste elezioni con le ossa rotte, non si può dire lo stesso per il casatese. Pur posizionandosi molto distante dalla Lega, il risultato ottenuto alle regionali dalla candidata dem Marta Comi appare davvero straordinario. E dimostra che il territorio ha saputo fare quadrato intorno alla sua rappresentante, vicesindaco di Casatenovo e in politica da quindici anni ormai, a dispetto della giovane età.
Del resto a suo favore si erano espressi nei giorni scorsi una decina di sindaci e amministratori del circondario che avevano messo nero su bianco un vero e proprio endorsement a sostegno della loro candidata, riuscita a guadagnare 2429 preferenze al termine di una campagna elettorale tutto sommato breve. Ha fatto meglio anche se ''per il rotto della cuffia'', l'avversario-collega Raffaele Straniero, ex sindaco di Oggiono ma soprattutto consigliere regionale uscente, che grazie ai voti guadagnati nelle sezioni lecchesi e nel suo ''fortino'' elettorale, si è imposto per soli 38 voti, riuscendo così a mantenere ben saldo il suo posto al Pirellone.
Straniero ha però perso quasi un migliaio di preferenze rispetto a cinque anni fa: a sostegno nel 2013 della coalizione di centrosinistra allora rappresentata dal candidato presidente Umberto Ambrosoli, l'ex primo cittadino oggionese aveva raccolto 3337 preferenze, superando di netto la collega di Bulciago Raffaella Puricelli, fermatasi comunque ad un buon 2189. Proprio per questa ragione il risultato ottenuto dall'esponente del Partito Democratico, forte di cinque anni trascorsi al Pirellone, appare al di sotto delle aspettative, al netto del miglior risultato conquistato dal centrosinistra di Ambrosoli rispetto a quello di Gori e della presenza in questa tornata regionale, di un terzo candidato del territorio casatese-oggionese: l'ex vicesindaco di Nibionno Sergio Pini, che ha però ottenuto 379 voti soltanto.
Pur nella debacle generale, il PD è riuscito a dare una lezione alla Lega. Le preferenze raccolte dai soli Comi e Straniero (5275) doppiano quelle ottenute dai candidati al consiglio regionale dell'oggionese: l'uscente Antonello Formenti e Luigina De Capitani - entrambi ex sindaci di Castello - e la collega Elena Zambetti, già prima cittadina di Ello e oggi consigliere provinciale. Insieme i tre hanno guadagnato 2547 voti che sommati ai 2348 di Flavio Nogara, ultimo segretario lecchese del Carroccio, non raggiungono comunque l'esorbitante cifra dei due esponenti del Partito Democratico.
E' rimasto decisamente sotto alle aspettative anche il risultato di Forza Italia e della candidata di Casatenovo Rosanna Rampin (259 le preferenze per lei): le innumerevoli comparse televisive di Silvio Berlusconi - con tanto di servizio giornalistico dedicato al suo nido d'amore casatese condiviso con la compagna Francesca Pascale, uscito a pochi giorni dal voto su una rivista del suo gruppo - non hanno per nulla giovato agli azzurri, che in provincia di Lecco hanno ottenuto appena il 13.7% dei consensi, quasi un terzo del risultato del Carroccio.
Ha fatto un pochino meglio il Movimento Cinque Stelle di Dario Violi: ben lontano dall'exploit ottenuto a livello nazionale, in provincia di Lecco i pentastellati hanno portato a casa poco più del 15%, confermando come la creatura politica di Beppe Grillo fatichi a farsi spazio in maniera convinta fra i partiti tradizionali. I candidati casatesi Christian Perego e Fabio Bramati, da un lustro attivi nel gruppo che in consiglio comunale è rappresentato dalla collega Loana Trevisol, si sono fermati infatti a 159 e 139 voti rispettivamente.
Insomma, queste regionali hanno fornito qualche indicazione politica sicuramente utile a ciascun partito, quello democratico in primis, che da questa sconfitta deve ripartire in maniera convinta se vuole tornare protagonista della scena politica locale.
Quanto alla Lega, non resta che attendere qualche mese di tempo per verificare (e sperare) che le azioni concrete a favore del territorio siano direttamente proporzionali alle tante promesse fatte in questi mesi di campagna elettorale.
Gloria Crippa
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