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Scritto Sabato 24 marzo 2018 alle 21:32

Tre ragioni per fondere i comuni e una per dire no: dateci le nostre risorse e non abbiamo bisogno di niente altro

Sono tre i concetti che l'amico e collega Paolo Valsecchi, autore del libro sulla Grande Lecco porta a sostegno della tesi dell'aggregazione: 1) i 20 milioni che lo Stato garantirebbe in 10 anni; 2) l'ottimizzazione dei servizi attraverso economie di scala rivenienti dalla centralizzazione dei servizi; 3) il persistere del senso dell'appartenenza al di là del nome sul cartello all'ingresso della "nuova" città.
Partiamo da quest'ultimo punto. Ipotizziamo per un istante che nasca un'unica realtà che raggruppi Casatenovo, Missaglia, Monticello, Barzanò, Cremella, Sirtori, Viganò e fermiamoci qui, 6 comuni oltre al capofila. Tutte queste realtà saranno cancellate e al loro posto, all'ingresso della nuova città leggeremo un unico nome. Paolo Valsecchi ci deve spiegare come abitudini, tradizioni, appuntamenti classici, patroni e così via di queste realtà potranno convivere in una sola grande città che, naturalmente, non può festeggiare nove santi protettori ogni anno. E per quante generazioni queste tradizioni spesso secolari resteranno vive. Ma al di là di ciò chiediamo: quanti casatesi, cioè cittadini nati e cresciuti a Casatenovo o nelle vicinanze sono disposti a vedersi cancellare per sempre il nome del proprio paese?
Nella migliore delle ipotesi costoro domanderanno: perché? Perché, risponde l'ottimo collega, così facendo avremo un solo ufficio tributi, un'unica struttura urbanistica, una centrale di lavori pubblici al servizio di tutti. Razionalizzeremo. Ma ne siamo davvero sicuri? Gli esempi, a partire da Lecco, sono tutt'altro che confortanti. Certo mancano personale e risorse e queste mancanze - probabilmente "volute" - spingono all'aggregazione. Ma, e veniamo al primo punto, se unire Morterone a Lecco non appare un grande dramma contando il paesino 37 abitanti che comunque, stante anche la posizione geografica, ha la possibilità di mantenere vive le piccole tradizioni locali, perché per avere risorse dovremmo stringere ancora noi la cinghia, più di quanto già non si faccia, massacrati come siamo da una fiscalità locale chiamata a compensare le risorse o congelate in tesoreria oppure addirittura scippate per essere dirottate altrove con il veicolo del fondo di solidarietà?
Valsecchi cita l'impossibilità per la polizia locale di Lecco di effettuare servizi oltre le 23 e prima delle 7 del mattino per mancanza di uomini. Bene, Casatenovo con 13.053 abitanti dispone di una cinquantina di dipendenti. Giusto per fare un esempio, a Menfi in provincia di Agrigento con 12.500 abitanti il personale del Comune è quasi il doppio (98). La domanda da porre all'autore del volume è: tocca a Menfi la cura dimagrante o ancora Casatenovo? E non venga a parlare di associazionismo perché i comuni di Barzanò, Cremella e Viganò che hanno unificato la PL con un totale di quasi 10mila abitanti possono mettere in campo 2 agenti in tutto. Lo stesso numero di Missaglia, paese di quasi 9mila residenti, da anni impossibilitato ad assumere.
Cari Valsecchi, "grande" e "piccolo" la fusione porterà soltanto risparmi di cui altri godranno. Questa soluzione che può andare bene per Tremenico, Introzzo e Vestreno, tre comuni che hanno dato vita al nuovo comune di Valvarrone per un totale di 590 abitanti, finisce solo per massacrare le realtà locali - quelle a portata di cittadino, quelle in cui la conoscenza personale ha consentito di mandare al "governo" persone per bene e di verificare nel tempo il loro operato - senza ottenere in cambio grandi benefici. Semmai lo Stato restituirà un centesimo di quello che spetterebbe di diritto. Prima di fondere Casatenovo o Missaglia con i comuni limitrofi lo Stato consenta ai sindaci di utilizzare i propri fondi congelati nella tesoreria centrale, da investire nell'economia locale, nell'assunzione di personale al fine di migliorare i servizi; oppure di ridurre le imposte municipali. Poi si vedrà se e quando sarà il caso di avviare processi di aggregazione. Cornuti sì, mazziati però anche no, caro Paolo Valsecchi.
Un suggerimento: scriva un altro libro mostrando la realtà dei nostri comuni, l'indice di produttività dei dipendenti comunali, la quantità di risorse locali scippate dal Governo centrale. Forse sì che quel libro andrà a ruba.
Claudio Brambilla
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