Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 248.199.730
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Martedì 27 marzo 2018 alle 15:02

Alla Piccola Lecco sottraggono 5.400 € a testa, alla Grande lo Stato ne dà 200. Fusioni, un vero affare!

Giulio De Capitani
Ancora una volta riappare sui media locali il tema della cosidetta GRANDE LECCO,
forte (?) di uno studio che magnifica i vantaggi che avrebbe la “fusione” degli storici Comuni limitrofi alla città capoluogo, in un unico Comune di circa 100.000 abitanti;
un po’ come avvenne nella riforma mussoliniana degli anni venti del secolo scorso, quando i Comuni autonomi a corona del centro cittadino furono accorpati nell’attuale Comune di Lecco.
Il tutto cancellando campanili, identità plurisecolari ed insistendo nel confondere l’organizzazione dei servizi a scala intercomunale con il rispetto della storia locale.
Addirittura vengono addotte motivazioni di natura economica: secondo i paladini della GRANDE LECCO, i cittadini dei Comuni interessati avrebbero complessivamente, nell’arco dei dieci anni successivi all’accorpamento, un bonus “una tantum” di 20 milioni di euro, quando attualmente ai cittadini medesimi vengono “sottratti” OGNI ANNO circa 540 (cinquecento quaranta) milioni di euro, di cui circa 250 ai cittadini della PICCOLA LECCO, come ebbi occasione di spiegare nel dettaglio, più e più volte, nel Consiglio Comunale cittadino !!!
Per meglio farmi capire: di fronte ad una perdita annuale di circa 5400 (cinquemila quattrocento) euro pro capite, il cittadino della GRANDE LECCO avrebbe un “vantaggio” economico complessivo di 200 (duecento) euro nei dieci anni successivi alla fusione. Proprio un affare !!!
Insisto nel sostenere che occorra continuare a ricercare collaborazioni, dove possibile, nella organizzazione intercomunale di alcuni servizi, ove ne abbiano beneficio i cittadini interessati e la qualità dei servizi stessi.
Continuare invece a proporre “fusioni a freddo” è irrispettoso della dignità dei Consigli Comunali interessati e, mi permetto di dire, anche della volontà della gente, che non mi sembra propriamente favorevole.
Concludo con un esempio (a caso): c’è qualcuno convinto che il territorio di Pescate avrebbe la stessa attenzione attuale se fosse “incorporato” nella GRANDE LECCO ?
Giulio De Capitani
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco