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Scritto Sabato 07 aprile 2018 alle 16:02

'Confessione' di un uomo con la divisa: lucido e efficiente sui luoghi delle tragedie combatte gli incubi restando umano grazie alla sua famiglia

Sono un appartenente alle forze dell'ordine che non si abituerà mai alla cruenta realtà che si presenta spesso durante la propria attività lavorativa...parlo in particolare degli incidenti stradali.

Non è mai facile rilevare un incidente, soprattutto con feriti gravi o, peggio ancora, mortale. Giunge la chiamata alla centrale che allerta, e non sai mai se l'incidente definito "grave" sia "solo" un codice rosso o ti aspetta altro...

 

Ed il sangue diventa improvvisamente gelido: sai che dovrai fare i rilievi, provvedere alla viabilità, prestare attenzione affinchè i "curiosi" di turno non si distraggano rischiando di sbandare e farti del male...quanti colleghi morti durante queste operazioni solo perché la curiosità di chi transita è più grande dell'attenzione alla guida!

E mentre raggiungi con il cuore palpitante il luogo dell'incidente, speri di vedere i coinvolti tutti lì, in piedi, magari a litigare sulla dinamica...poco importa se discutono, gli animi si riescono a placare, soprattutto quando fai capire loro che i pezzi delle macchine, sparsi per la strada, si posso ricomporre! Ma le vite no....le vite spezzate puoi soltanto piangerle!

Ricordo ogni singolo istante dell'ultimo incidente mortale rilevato...un motociclista sotto ad un camion. Non darò dettagli scabrosi, perché quelli me li serbo nella mente, rivivendoli negli incubi...Ricordo la concitazione dei primi istanti, quando giungi sul luogo dell'incidente e capisci subito che no, purtroppo no, stavolta non c'è nulla da fare...ed in pochi secondi devi farti una "scaletta" nella mente e ti dici: "accertati se ci sono o meno testimoni" , "pensa a transennare la zona così da tutelare te stesso e tenere alla larga i curiosi", "prendi bindella e spray, cerca i capisaldi, inizia le misurazioni"...tante procedure da seguire in pochi attimi, ben studiate durante i corsi di aggiornamento, seduti ad una scrivania...ma lì, sulla strada, tutto cambia!

Io non riesco, io non posso fare a meno di pensare che lì, vicino a me, giace una persona...non posso fare a meno di pensare che, probabilmente, la famiglia ignara di quanto successo magari in quel momento sta felicemente vivendo la "vita di tutti i giorni", inconsapevole che non ci saranno più "giorni normali", da oggi...

Io non riesco a fare a meno di pensare cosa abbia pensato, provato, sentito quella persona che giace al mio fianco, pochi istanti prima dell'impatto....non prendetemi per pazzo, ma io spero sempre che, un attimo prima della morte, tutto sia "lieve"...che delle braccia angeliche sollevino il nostro corpo e la nostra anima, alleviando il nostro dolore, aprendoci "in anticipo" gli occhi sul cancello del Paradiso.

Nelle parole dei colleghi solo termini "lavorativi" ma negli sguardi tutto cambia...non si parla della morte, se ne ha paura, anche se è lì a pochi metri da noi...finchè arriva il carro funebre e tutto sembra finito, almeno per un istante...e ti auguri, ti auguri maledettamente che non tocchi a te avvisare la famiglia perché quello no, è troppo doloroso, non oggi che di dolore ne hai già provato tanto ed il tuo cuore non può sopportarne altro....

E quando rincasi, come un automa, devi necessariamente far finta di nulla con la famiglia, non puoi far gravare su di loro la tua sofferenza, non puoi "portarti il lavoro (è questo lavoro...?) a casa"....te lo ripeti nella mente, ma è chiaro che in casa si percepisce un'aria pesante...vorrebbero consolarti, dirti "questa è la vita, la vita va comunque avanti" ma oggi no, non voglio sentire queste banalità....

 

E ti ritrovi a stringere i tuoi famigliari un po' più forte del solito, a dire loro quanto li ami, un po' più forte, consapevole che nulla va dato per scontato, nulla...Consapevole che stasera qualcuno non potrà più stringere forte e dire "ti voglio bene", consapevole che stasera qualcuno non si sentirà stringere forte, non si sentirà dire quanto è amato.... nè stasera, né mai più....

Domani forse è un altro giorno....questa è sopravvivenza.

Riflettete, vi prego, riflettete....

Un uomo delle forze dell'ordine
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