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Scritto Giovedì 12 aprile 2018 alle 09:08

Valaperta: i 50 anni della Parrocchia di San Carlo raccontati da Angelo Galbusera a poche ore dall'arrivo di Monsignor Delpini

È il 15 aprile 1968. Tutti i fedeli della comunità di Valaperta sono radunati sul piazzale della chiesa di San Carlo, appena costruita dopo un anno e mezzo di lavori. Il clima è di festa e grandissima attesa: a Valaperta giunge infatti il cardinale Giovanni Colombo. Accolto dalla gioia di tutta la comunità, l'Arcivescovo di Milano inaugura e consacra la nuova chiesa, dedicandola a San Carlo.

La chiesa di San Carlo a Valaperta

Il 15 aprile 2018, tra pochi giorni, saranno passati esattamente cinquant'anni da quel giorno. E i fedeli della comunità si preparano a ricordare il cinquantesimo anniversario della consacrazione della chiesa parrocchiale accogliendo, insieme al resto della comunità pastorale di Casatenovo, ai sacerdoti e religiosi e al parroco e prevosto don Antonio Bonacina, la visita dell'arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini.
L'arcivescovo giungerà in paese la sera di venerdì 13 aprile, a quasi cinquant'anni esatti da quel 15 aprile 1968.
"Era il lunedì dell'Angelo, il giorno dopo Pasqua e il 1968 era l'anno della Fede. L'arcivescovo Colombo ha inaugurato e consacrato la chiesa, col tradizionale rito di presa di possesso dell'edificio sacro, l'aspersione del popolo e delle pareti interne ed esterne della chiesa, in memoria del Battesimo, la solenne preghiera della Dedicazione, l'unzione dell'altare e delle pareti interne, il segno di croce col pastorale sullo stemma di S. Carlo, posto sul pavimento di fronte all'altare, la celebrazione dell'Eucaristica e la benedizione degli amboni, dai quali si proclama la Parola", ci ha spiegato Angelo Galbusera, valapertese, che ci ha raccontato la storia della costruzione della chiesa e della nascita della parrocchia.

La consacrazione della chiesa nel 1968


Se dal 2006 la parrocchia di S.Carlo fa parte della comunità pastorale casatese, in passato il territorio di Rimoldo e Valaperta era compreso nella parrocchia di Maresso.
"I rioni di Valaperta e Rimoldo sono sempre stati territorialmente annessi prima al Comune di Cassina de' Bracchi e poi al comune di Casatenovo, ma per lunghi secoli la parrocchia è sempre stata quella di Maresso e i fedeli delle due frazioni si sono sempre distinti per la costante frequenza e la grande fede. Due antiche chiesette, quella di Rimoldo, dedicata a S. Carlo, e quella di Valaperta, dedicata alla Madonna della Neve, hanno favorito anche la devozione locale e sono state fino al 1961 luogo di celebrazione settimanale della messa, a Rimoldo la domenica, a Valaperta il martedì", ha proseguito Galbusera, che negli scorsi anni ha contribuito a diverse pubblicazioni sulla vita della parrocchia di San Carlo.

Angelo Galbusera, autore di alcune pubblicazioni sulla storia parrocchiale di Valaperta

"Nell'ottobre del 1961 don Enrico Molteni, che era coadiutore illuminato e dinamico del parroco buono di Maresso don Carlo Sala, fu trasferito a Milano come prevosto di una grande Parrocchia, allora di periferia. Il venir meno della sua preziosa collaborazione, congiuntamente alla lontananza da Maresso - che quasi quotidianamente si raggiungeva a piedi o in bicicletta per le funzioni religiose - ed alla strada non certo agevole, convinsero la popolazione di Valaperta e Rimoldo, pensando di includere anche la Bernaga, ad intraprendere la via della costituzione di una nuova parrocchia, a salvaguardia dell'educazione dei giovani e della fede della popolazione. Dopo lunghe trattative, incertezze ed incontri in Curia, nell'estate del 1963 si cominciò finalmente a procedere verso la costituzione della nuova Parrocchia".


La parrocchia nacque ufficialmente nell'estate del 1963. "Il Card. Montini, prima Arcivescovo di Milano e poi eletto Papa col nome di Paolo VI, firmò il decreto costitutivo della sua ultima parrocchia diocesana: per questo la Parrocchia di S. Carlo in Rimoldo e Valaperta fu chiamata ‘la Parrocchia del Papa'. Era composta da 630 fedeli di grande fede ed entusiasmo, ma i mezzi finanziari erano pochi e c'era tutto da costruire".
Il primo parroco fu don Carlo Mariani. "Appena giunto in paese, trovò ospitalità nell'antico Palazzo di Rimoldo; la chiesetta di Rimoldo divenne la chiesa parrocchiale; per l'oratorio maschile si utilizzavano alcuni saloni del Palazzo, mentre l'oratorio femminile era ospitato in un appartamento privato non ancora ultimato".
Don Carlo Mariani fu parroco dal 1963 fino al 1984: fu dunque fu promotore della costruzione della chiesa. Fu seguito da don Enrico Gessahi, don Franco Balzarini e, dopo la costituzione della comunità pastorale, da don Sergio Zambenetti e don Antonio Bonacina.


"Nel gennaio 1965 i capifamiglia assunsero, con grande responsabilità, la decisione di costruire la chiesa parrocchiale, contribuendo con una giornata di paga al mese,per ogni lavoratore componente della famiglia. La prima pietra fu posta da mons. Luigi Oldani nel novembre 1965 e i lavori di scavo iniziarono a settembre dell'anno dopo. Solo qualche mese prima, il 27 giugno 1965, don Luciano Galbusera, sacerdote nativo della nuova parrocchia, celebrò la sua prima messa nella chiesetta di Rimoldo. I fedeli, con enormi sacrifici, sostennero per molti anni i costi della costruzione, pure con qualche aiuto esterno".
E dopo un anno e mezzo dall'inizio dei lavori, la chiesa venne consegnata ai fedeli. "Il cardinale Giovanni Colombo, in occasione della consacrazione, dirà ‘questa è la parrocchia del miracolo'. Erano passati solo 4 e mezzi dalla costituzione della nuova parrocchia e uno e mezzo dall'inizio dei lavori. Il racconto di quella giornata è custodito anche nel Chronicum parrocchiale, redatto da don Carlo Mariani".
Diversi gli interventi e le opere che hanno interessato la chiesa di San Carlo - dove anche don Gaetano Galbusera, vescovo in terra di missione, celebrò la sua prima messa il 29 giugno 1968. "Dal 1963 la chiesa è man mano rifinita e abbellita. Nel 1993, in occasione del 30esimo della parrocchia, per una maggiore e più adeguata agibilità, è stato ridotto e modificato il presbiterio, togliendo le balaustre e gli amboni, sostituendo l'altare e collocando il tabernacolo dalla posizione centrale a quella laterale. L'anno successivo sono stati realizzati i tre grandi affreschi del pittore Bogani", ha concluso Galbusera.


Intanto, fervono i preparativi per l'arrivo dell'arcivescovo Delpini, che sarà accolto, in particolare dai bambini del catechismo che canteranno l'inno dell'oratorio "Vedrai che bello". In seguito, la messa verrà celebrata alle ore 20.30.
Laura Vergani
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