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Scritto Lunedì 16 aprile 2018 alle 19:34

Dolzago: avrebbe estorto a un commerciante circa 20.000 euro, condannato a 4 anni

Il tribunale di Lecco
Una condanna a 4 anni di carcere, il pagamento di 1300 euro di multa e l'interdizione dai pubblici uffici per un lustro, nonchè più di 8mila euro alla parte civile, tra spese legali e risarcimento extracontrattuale. È questa la condanna pronunciata nel primo pomeriggio di oggi dal giudice monocratico Salvatore Catalano nei confronti di Giovanni P., ex autotrasportatore residente a Bernate Ticino (in provincia di Milano), che per tutto il 2013 avrebbe estorto denaro e merce ad un commerciante di Dolzago. Il processo si era aperto nello scorso mese di luglio, quando nelle aule del tribunale di Lecco sono stati ascoltati diversi testimoni per fare luce sulla vicenda. A quanto si è appreso nel corso dell'istruttoria dibattimentale, l'imputato e la parte offesa -costituitasi parte civile tramite l'avvocato Micheletti del foro di Bergamo- si sarebbero conosciuti perchè il primo era l'addetto alle consegne di un fornitore del negoziante. La condotta criminosa dell'imputato però sarebbe stata causata dalla vendita di merce "in nero" pagata -secondo quanto affermato dal dolzaghese nel corso dell'istruttoria- circa 8-10.000 euro; qualche anno dopo, nel 2013, lo stesso autotrasportatore si sarebbe presentato nel negozio della parte offesa e della moglie -questa rimasta tuttavia all'oscuro di tutta la vicenda- pretendendo che gli venisse consegnato del denaro. "Diceva che avrebbe fatto del male a me e alla famiglia, e che i soldi gli servivano per pagare il suo titolare, che lo accusava della sparizione di alcuna merce" ha detto lo scorso luglio il commerciante; così, per un anno intero, sotto la costante paura che potesse accadere qualche cosa di brutto alle persone a lui care, il negoziante avrebbe consegnato all'ex autotrasportatore circa 20.000 euro, divisi tra denaro contante e prodotti prelevati dal suo negozio. A dicembre del 2013 però l'uomo, dopo un anno di versamenti e di vessazioni -arrivate anche con messaggi sms-, non ce l'ha più fatta a pagare "il pizzo" al suo aguzzino e avrebbe denunciato tutto ai Carabinieri. Una versione diametralmente opposta a quella fornita dall'imputato nel corso della sua deposizione, in quanto quest'ultimo aveva riferito al giudice che non avrebbe mai minacciato il dolzaghese e che questi, semmai, gli era debitore di altri 2.500 euro per alcuni trasporti.
Dopo aver dichiarato chiuso il dibattimento, il Vpo Mattia Mascaro ipotizzato la condanna dell'imputato a 2 anni e 4 mesi di reclusione; l'avvocato Micheletti ha chiesto, associandosi alla pubblica accusa, un risarcimento per il danno ingiusto che avrebbe ricevuto il commerciante pari a 8000 euro più le spese legali. Ha chiesto l'assoluzione invece l'avvocato Francesca Allegra, difensore dell'imputato, perchè nel corso del processo non sarebbe stata accertata in maniera specifica la prova che il suo assistito abbia effettivamente estorto del denaro. In subordine il legale ha chiesto l'eventuale riqualificazione del capo di imputazione in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Dopo essersi ritirato in camera di consiglio, il giudice Salvatore Catalano ha sentenziato la condanna dell'imputato.
B.F.
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