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Scritto Martedì 24 aprile 2018 alle 19:49

Lettera di un bambino mai cresciuto...

Ciao, mi chiamo Mattia, ed avrò sei anni per sempre…

Si per sempre…sono stato investito da un’auto ed ora tutti mi chiamano “angioletto”…

Ma io continuo a sbirciare nelle vite della mia mamma e del mio papà: con tristezza vedo che al mattino si sforzano di affrontare un'altra giornata, sperando solo che passi in fretta,…non si guardano più negli occhi come facevano una volta perché sanno di trovare lo stesso sguardo vuoto, le stesse lacrime che colmano gli occhi.…

E tutti i giorni riaffiorano in loro i ricordi, le mie chiacchiere infinite, le mie mille domande, i miei continui perché,”ma intorno a loro adesso c'è solo silenzio, un silenzio assordante, un silenzio che mi provoca dolore.…

Mamma pensa sempre a quella volta che mi ha sculacciato perché non ne volevo sapere di andare a scuola, il mio pianto lo sente ancora e le spacca il cuore come ci fosse un macigno sul suo petto. Vorrebbe tornare indietro e tenermi a casa per portarmi sull'altalena che tanto mi piaceva.…

Papà non si rassegna al pensiero di tutte le volte in cui mi ha detto “no”... ma io lo so che lui voleva solo insegnarmi il valore delle cose e che non si può avere tutto e subito,…oh papà quanta angoscia sul tuo viso! Non ti preoccupare, io facevo finta di non capire perché con il mio musetto tenero volevo solo farti impietosire, ma lo sapevo e lo so tuttora che volevi solo il mio bene.…

Tutto ricorda loro di me: la mia merendina preferita, il cartone animato di cui non mi perdevo una puntata, le figurine dei calciatori ancora sparse nella mia cameretta, la mia palla neroazzurra abbandonata sul prato, il cagnolino che ho tanto desiderato e che adesso è lì, nella cuccia, ad aspettare il mio ritorno.…

Mamma tutti i giorni guarda la mia maglietta preferita, c'è ancora l'etichetta attaccata. Aspettava il momento giusto per mettermela. Io non ho mai capito quando quel momento sarebbe arrivato, so solo che ora la mamma piange e ripete quel momento non arriverà più!”…

Ricordo che la mattina in cui sono stato investito papà è entrato nella mia cameretta per darmi il bacio del buongiorno. Io l'’ho sentito ma ho fatto finto di nulla perché ero arrabbiato con lui per avermi mandato a letto presto la sera prima. Quanto vorrei poter tornare indietro per avere quell'ultimo bacio!

Sulla scrivania, nella mia cameretta, c'è il mio ultimo disegno: ci siamo io, la mamma, il papà e Charlie, il mio inseparabile Labrador. Sul prato verde ho disegnato tanti fiori, sulla facciata della casa un cuore rosso perché all'interno c'è sempre stato tutto l'amore di cui avevo bisogno, a volte più di quanto ne volessi: la mamma mi stritolava sempre mentre mi dava tanti baci sulle guance rosse mentre il papà mi faceva solletico ai piedi e mi ripeteva allo sfinimento quanto mi voleva bene. Se solo trovassero il coraggio di aprire quella porta, troverebbero il mio disegno!!!!

Ricordo il giorno in cui la mamma mi ha fatto riempire un sacco con tutti i giocattoli che non usavo più, per donarli a bambini che non ne avevano. L'ho aiutata volentieri e lei mi ripeteva che era orgogliosa di quanto fossi generoso. Anche adesso continua a ripetere che sono stato generoso fino all'ultimo. Non so bene a cosa faccia riferimento, ma dice che altri bambini vivono grazie a me, grazie ai miei organi.…

Se anche tu che hai letto la mia storia hai imparato ad amarmi anche solo un pochino, pensami quando schiacci il piede sull'acceleratore, quando bevi un bicchiere di troppo, quando ti droghi, quando pensi di essere invincibile alla guida della tua macchina. Anche se non mi hai conosciuto, io potrei essere il tuo bambino, il tuo fratellino, il tuo nipotino… fai in modo che nessun altro bambino debba spiare la sua mamma ed il suo papà da quassù, che nessun altro bambino debba assistere alla disperazione dei suoi genitori….

 

Una storia per riflettere...

Melinda
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