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Scritto Venerdì 04 maggio 2018 alle 11:18

Anche nel Lecchese scioperano le guardie giurate. Bonfanti (UIL): 'Servono più tutele'

Da anni chiedono che il loro contratto nazionale venga aggiornato per avere più sicurezza sul posto di lavoro, uno stipendio adeguato e affinchè i servizi fiduciari non armati non siano più considerati dei semplici servizi di portierato. Da anni, inoltre, ricevono risposte e controproposte che non soddisfano nemmeno lontanamente le loro richieste ed è perciò che nella giornata odierna, venerdì 4 maggio, le organizzazioni sindacali CGIL FILCAMS, CISL FISASCAT e UIL TUCS, che si occupano dei lavoratori impiegati nel commercio, turismo e servizi, hanno predisposto per le guardie giurate e per tutti gli operatori non armati impiegati dalle vigilanze private uno sciopero nazionale della durata di 24 ore.
''Anche nel Lecchese abbiamo avuto una buona adesione - ha confermato Fabrizio Bonfanti, segretario generale di UIL TUCS Lecco - Ovvio che il 100% non lo raggiungeremo mai anche perché sono anni che questa categoria di lavoratori non scioperava. Ad ogni modo, alcuni lavoratori lecchesi sono a Roma con la mia collega della FILCAMS e partecipano alla manifestazione organizzata dalle sigle sindacali''. Gli operatori delle vigilanze private sono tornati a battere i pugni dopo anni, stando a quanto ha spiegato il segretario Bonfanti, dall'ultimo sciopero. E in tutto questo tempo hanno dovuto sopportare condizioni contrattuali con troppe poche garanzie per dei lavoratori che ogni giorno mettono a rischio la loro incolumità. Tuttavia, le contrattazioni per ottenere un contratto nazionale più soddisfacente si stanno facendo più complicate del previsto. ''Il CCNL di questi lavoratori è
Fabrizio Bonfanti
Segretario UIL TUCS LECCO
scaduto da almeno due anni
- ha proseguito Bonfanti - Ci sono stati molti incontri in questo periodo con le aziende e le associazioni datoriali, che peraltro sono in contrasto l'una con l'altra. E in nessuno di questi incontri siamo riusciti a raggiungere un accordo. Stiamo parlando di un lavoro pericoloso e gli stipendi sono quelli che sono. Quasi non basta più nemmeno lavorare 12 o 13 ore facendo la notte per avere i compensi di una volta. E questo è dovuto anche ad una concorrenza spietata, perché oramai le aziende si aggiudicano i lavori al ribasso e perciò non vogliono più rispettare i loro dipendenti''. Secondo Bonfanti, un altro tema sul quale bisognerebbe intervenire da subito è quello che riguarda gli operatori disarmati.
''Si chiamano servizi fiduciari - ha spiegato il sindacalista di UIL TUCS - I lavoratori che li svolgono indossano la stessa divisa delle guardie giurate, ma senza essere armati. Innanzitutto, questo aspetto crea una pericolo per la sicurezza di queste persone, che non potrebbero difendersi nonostante siano impiegati per svolgere compiti di controllo. Ma la questione vera è che sono inquadrati come se svolgessero dei servizi di portierato, anche se dei portinai non sono. Vogliamo cambiare i loro contratti, perché così non sono né carne e né pesce''
Tutto ciò, peraltro, non è nemmeno inserito nell'elenco contestatissimo dai sindacati delle proposte arrivate dalle associazioni datoriali che trattano il nuovo CCNL delle vigilanze private per conto e accanto alle aziende. Tra le loro proposte, ad esempio, ci sono l'eliminazione dei primi tre giorni di malattia a carico delle aziende e l'indebolimento delle tutele in caso di cambio di appalto. ''Prendiamo questi due punti - ha commentato il segretario Bonfanti - Stiamo parlando di un lavoro pericoloso, e vogliono togliere i tre giorni di malattia a carico delle aziende. Non siamo d'accordo. E oltretutto non vogliono accettare che nel caso l'appalto di un determinato servizio venga cambiato l'azienda che subentra assuma il lavoratore che magari ricopre quell'impiego da tantissimi anni''.
Bonfanti ha ribadito infine che gli aspetti più importanti, per i quali sindacati e lavoratori sono scesi in piazza a Roma quest'oggi, sono i miglioramenti delle condizioni salariali, della sicurezza e della formazione delle guardie, altro aspetto che, ha riferito il segretario UIL TUCS, ''non viene neanche preso in considerazione dalle aziende''.
A.S.
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