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Scritto Lunedì 28 maggio 2018 alle 19:37

Con le dimissioni 'protesto' contro una situazione di pericolo, vanno ristabilite le condizioni di governabilità per garantire sicurezza

Nel ringraziare i sindaci e i componenti del consiglio provinciale per il sostegno dimostrato nella decisione che ho assunto, ritengo doveroso precisarne le motivazioni, nell'intento di poter dare avvio ad un confronto politico-territoriale sulla tematica provinciale. Mi rivolgo principalmente ai sindaci ed ai consiglieri comunali, quali responsabili indiretti di un ente di secondo livello che gestisce, per loro conto, importanti deleghe, come la viabilità e gli istituti di istruzione superiore, dalle quali dipendono anche la sicurezza di molti cittadini. La drammaticità dell'attuale situazione provinciale, ben nota e sempre più palese, risiede tanto nelle conseguenze della mancata concretizzazione della legge Delrio sulla riforma degli enti intermedi, quanto nell'immobilismo decisionale che politicamente questo paese sta dimostrando. Così, la riforma Delrio, a seguito dello sfavorevole esito referendario, ha creato una situazione di vuoto legislativo nei confronti delle provincie italiane che, seppur conservando le deleghe, si sono trovate nell'impossibilità di poter garantire la loro gestione nell'ottica della tutela della sicurezza dei cittadini. Strade devastate da avvallamenti e crepe, parapetti marci e in più parti del tutto mancanti, l'erba che in alcune stagioni copre la visibilità, frane e smottamenti che vengono ripristinati dopo anni, istituti scolastici con impianti che sono ormai al collasso, dove le manutenzioni sono ridotte ai minimi termini. In questo scenario, la politica italiana, ha deciso di trincerarsi dietro una cecità totale, negando l'evidenza, e dimostrandosi completamente disinteressata ad attuare una qualsivoglia azione legislativa per ristabilirne la normale regolarità. L'ultimo bilancio, approvato all'unanimità dalla conferenza dei sindaci, vi mette di fatto nella posizione di essere a tutti gli effetti garanti e controllori di questo ente di secondo livello. Se è pur vero che questa situazione è stata causata da decisioni a noi non imputabili, è altresì corretto affermare che il mantenimento della stessa, senza alcun cenno di denuncia o di richiesta palese di riforma, rappresenta di fatto un assenso al modello amministrativo ad oggi in vigore, rendendoci di fatto corresponsabili. Ritengo infine, che ogni consigliere provinciale, nell'espletamento delle proprie funzioni, debba agire in consapevolezza dell'attuale situazione e delle future gravi conseguenze che verranno a prefigurarsi. Mantenere l'impegno assunto, senza alcun tentativo concreto di sensibilizzare l'opinione pubblica e di spronare gli organi legislativi ad attivarsi per un intervento immediato, ci mette nella situazione di ritenerci in concorso di colpa. In questo scenario ho ritenuto doveroso, da amministratore, rappresentare la contingente situazione di pericolo, attraverso la più alta manifestazione di dissenso concessami; la restituzione delle deleghe e la dimissione dall'incarico provinciale. Ritengo pertanto che sia necessario attivare un ragionamento politico-territoriale al fine di addivenire quanto prima ad un'azione condivisa per ristabilire quelle condizioni di governabilità atte a garantire le giuste condizioni di sicurezza che meritano i cittadini, lecchesi, e non.
Mauro Galbusera
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