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Scritto Sabato 14 luglio 2018 alle 09:47

Dolzago: presunta diffamazione a Panzeri alle elezioni 2014. Il processo entra nel vivo

Il municipio di Dolzago
È proseguito nel pomeriggio di venerdì nel palazzo di giustizia di Lecco, nell'aula del giudice monocratico Enrico Manzi, il processo a carico di Roberto Molteni, chiamato a difendersi dall'accusa - ancora tutta da dimostrare - di diffamazione per un episodio avvenuto a Dolzago durante la campagna elettorale per il rinnovo dell'amministrazione comunale, nel maggio 2014.
La vicenda risale precisamente alla sera del 23 maggio quando, a poche ore dal silenzio elettorale - le consultazioni si sono infatti tenute il 25, due giorni dopo i fatti contestati- la lista "Impegno comune per Dolzago" (il cui capolista, Paolo Lanfranchi, è stato successivamente eletto Sindaco) avrebbe distribuito casa per casa in tutto il paese un volantino in cui si descrivevano alcuni fatti riguardanti l'altro candidato Piergiorgio Panzeri, sindaco fra l'altro dal 2004 al 2009. In particolare nel volantino, all'attuale capogruppo di minoranza Panzeri, sarebbero state mosse critiche in merito a presunti rimborsi che l'ex primo cittadino (in carica dal 2004 al 2009) si sarebbe intascato e ad alcune realizzazioni edilizie che, secondo la lista di Lanfranchi, sarebbero avvenute durante il suo mandato di primo cittadino.
Per questi motivi Piergiorgio Panzeri ha presentato una denuncia nei confronti di tutti gli appartenenti alla lista dell'attuale Sindaco, facendo scattare le indagini, condotte dalla Digos di Lecco. In un primo momento il sostituto procuratore Silvia Zannini aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo ma il gip Paolo Salvatore aveva disposto l'imputazione coatta degli undici presenti nella lista. La posizione di dieci di loro tuttavia è stata già chiarita, avendo concordato con la parte offesa un risarcimento del danno, ottenendo così la remissione della querela e la pronuncia della sentenza con avvenuta estinzione del reato. Paolo Lanfranchi, Serena Galbiati, Alessia Brivio, Beatrice Civillini, Selena Crippa, Dario Monti, Gaetano Bertacchi, Alessandro Corti, Claudio Bonfanti e Gianni Pellegatta, tutti assistiti dagli avvocati Stefano Pelizzari e Giuseppe Chiarella, hanno infatti complessivamente risarcito Panzeri con una somma di 3500 euro.
Roberto Molteni tuttavia ha rifiutato di condividere la proposta risarcitoria nei confronti della parte civile, convinto probabilmente di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti; il processo è così proseguito unicamente per la sua posizione. Nell'udienza di venerdì sono stati escussi diversi testimoni, tra cui, chiamati dalle parti, il commissario Domenico Nera, i candidati nella lista di Panzeri Sergio Fumagalli e Fulvio Valagussa, la moglie dell'imputato e due dipendenti del comune di Dolzago; uno su tutti però ha riferito maggiormente nei dettagli la vicenda per cui oggi si procede, ovvero il querelante Piergiorgio Panzeri, nel frattempo costituitosi parte civile, assistito dall'avvocato Marcello Lorusso. Dopo aver inquadrato al giudice la sua campagna elettorale, incentrata particolarmente sul taglio dei rimborsi e sulle riduzioni delle spese comunali, l'attuale capogruppo di minoranza di Dolzago ha affermato: "sono stato contestato in generale per queste mie proposte dalla lista di Lanfranchi. Ho sporto denuncia perchè non mi è stata consentita una replica, hanno appositamente distribuito il volantino ad un'ora dal silenzio elettorale pur avendo ricevuto i dati che hanno utilizzato, tra l'altro in modo erroneo, per comporre il volantino diffamatorio, ben 10 giorni prima alla distribuzione dello stesso". L'ex primo cittadino ha poi sottolineato, incalzato dalle domande del pubblico ministero Zannini, come sia "difficile affrontare questa situazione in un paese di duemila anime. Ho passato mesi a giustificarmi con tutti. Io quei soldi che la lista di Lanfranchi ha indicato nel foglio non li ho presi. Ho anche rinunciato ai compensi per le spese di viaggio, pur abitando a Monza". Inoltre l'attuale consigliere di minoranza ha tenuto a specificare che non ha mai firmato nessun piano regolatore, nè piano di governo del territorio essendo stato, nella precedente legislatura, consigliere di minoranza; anzi, per questa ragione Panzeri avrebbe sempre votato in modo contrario alle proposte della maggioranza. La parte offesa ha poi proseguito affermando che: "ho accettato l'offerta risarcitoria, pur non ritenendola congrua, per andare avanti. Mi è spiaciuto che l'odierno imputato non abbia ammesso l'addebito, pur non potendo io stesso affermare quale sia stato il suo ruolo nella stesura del volantino, né tantomeno l'ho avvistato la sera del 23 durante la distribuzione". Proprio per far maggiore chiarezza sul ruolo dell'imputato -difeso dall'avvocato Giuseppe Visconti- all'interno della lista elettorale dell'attuale sindaco di Dolzago, il giudice su richiesta del PM Silvia Zannini, ha disposto la citazione del primo cittadino dolzaghese per integrare la prova circa l'elaborazione, la stesura e la distribuzione del volantino. Il giudice ha così aggiornato il processo al prossimo 21 settembre.
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B.F.
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