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Scritto Martedì 02 ottobre 2018 alle 19:09

Dolzago: da un furto di benzina sulla SP51 le indagini portano a un'auto senza targhe

Il tribunale di Lecco
Da un furto di benzina ai danni di una stazione di servizio di Dolzago, i carabinieri sono arrivati fino in terra bergamasca. Un'indagine complessa, di cui si saprà certamente qualcosa in più nelle prossime udienze, quella che coinvolge G.M. classe 1966 di Azzano San Paolo, finito a processo in tribunale a Lecco per i reati di furto aggravato e ricettazione.
Secondo il quadro accusatorio sostenuto dalla Procura sulla base delle indagini dei militari, l'uomo sarebbe il responsabile del colpo messo a segno nel maggio 2009 ai danni della pompa di benzina del territorio oggionese che si affaccia sulla strada provinciale 51. In quella circostanza, come ha riferito stamani in udienza l'allora legale rappresentante della società, il sistema di videosorveglianza aveva ripreso una Fiat Punto di colore blu con un soggetto che dopo avere fatto il pieno - per un importo di circa 50 euro - si era allontanato senza pagare. Recatasi in caserma a Oggiono per denunciare il furto, la donna aveva consegnato ai militari la chiavetta con le immagini riprese dalle telecamere che immortalavano l'auto e la relativa targa. Quest'ultima tuttavia, dagli accertamenti effettuati tramite banca dati dai carabinieri, risultava riconducibile ad una Toyota Yaris sequestrata dalla polizia locale di Bergamo. Alla deposizione del comandante della stazione oggionese, il luogotenente Nicolino Ombrosi ha fatto seguito questa mattina quella del commissario di PL della città orobica Augusto Danelli, il quale ha riferito che l'utilitaria di colore blu era sottoposta a fermo amministrativo a causa di un incidente stradale avvenuto in città. In quella circostanza il suo proprietario - un boliviano che si trovava alla guida - era risultato positivo all'etilometro con un tasso alcolemico superiore al valore di 1.50 g/l. Dapprima collocata presso un autodeposito, la Yaris era stata poi spostata a Dalmine, come da richiesta avanzata da un legale per conto del suo proprietario. ''Quando i carabinieri di Oggiono ci hanno chiamati, abbiamo fatto controllare il mezzo ed effettivamente si trovava nel punto dichiarato, ma era sprovvisto della targa anteriore e posteriore. Ciononostante non risultavano denunce sporte per il presunto furto delle stesse'' ha aggiunto il commissario della polizia locale bergamasca.
L'istruttoria di questa mattina al cospetto del giudice monocratico Martina Beggio si è interrotta proprio a questo punto della storia, stante l'assenza degli altri testi citati dalla pubblica accusa, rappresentata oggi dal vpo Pietro Bassi. Si torna in aula il prossimo 20 novembre per l'audizione dei testimoni residui e per l'esame dell'imputato, assente stamani in udienza e difeso d'ufficio dall'avvocato Eleonora Sala.
G.C.
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